Svezzamento del neonato allattato al seno: i consigli del pediatra.

Intervista a Patrizia Mazzocchi, pediatra esperta di nutrizione e a Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento IBCLC (International Board Certified Lactation Consultant).

svezzamento neonato

Last updated on Settembre 13th, 2021 at 03:27 pm

 

 

Qual è il miglior tipo di alimentazione da scegliere per i piccoli e in che modo bisogna procedere con l’introduzione dei cibi solidi?

Il tema dello svezzamento, cioè del passaggio dall’allattamento al seno esclusivo o dalla nutrizione artificiale, all’inserimento dei cibi solidi, è un tema che spesso mette a dura prova i genitori.

Abbiamo chiesto a due esperte del settore, una serie di indicazioni per iniziare lo svezzamento in maniera serena e in sicurezza. Perché si sa, l’alimentazione influenza la salute dei grandi e dei bambini.

Cosa vuol dire svezzare un neonato.

Fino a qualche decennio fa lo svezzamento o divezzamento, era inteso come il momento in cui il bambino abbandonava il “vizio” di succhiare il seno o il biberon.

«Ma poppare al seno o essere nutriti con il latte di formula non è un vizio, è sempre un bisogno» spiega Martina Carabetta, autrice del libro “Svezzamento senza stress”. « Il latte è per il bambino una fonte di nutrimento, dunque di vita. Il bambino al seno soddisfa diversi bisogni, non solo quello di poppare».

Patrizia Mazzocchi, pediatra esperta in nutrizione:

“Noi consigliamo ai genitori di considerare lo svezzamento in un’ottica più ampia, come il momento in cui si dà il via all’alimentazione complementare a richiesta, che andrebbe fatta contemporaneamente alle poppate e mai in alternativa o in sostituzione del latte”.

Abbiamo più volte parlato su questo blog dell’importanza del latte materno, definito dagli esperti un potente bioreattore per l’intestino del neonato.

Quando e come iniziare lo svezzamento

Quando si parla di svezzamento o divezzamento, ci sono molte teorie che spesso generano confusione. Da qualche anno a questa parte si parla di svezzamento tradizionale, autosvezzamento, svezzamento con le pappe, introduzione complementare dei cibi. Ma qual è l’approccio più adatto per affrontare lo svezzamento senza stressare troppo il bambino e la sua mamma?

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il momento adatto per lo svezzamento è fissato ai 6 mesi compiuti, anche se i fattori che determinano tale momento sono molto variabili e dipendono dal neonato, a prescindere dal tipo di alimentazione che si segue: allattamento al seno o nutrizione artificiale.

Anche il Ministero della salute sulla scia dei dettami dell’Oms, ha raccolto in un pdf, le indicazioni per la corretta alimentazione e educazione nutrizionale nella prima infanzia. 

Il momento migliore per introdurre cibi solidi

Come si fa a capire quando il bambino è pronto a mangiare?

Sono sicura che la mamma non avrà difficoltà a capire quando il bambino è pronto ad accettare i cibi solidi perché il bambino pronto manifesta 4 inconfutabili segnali di prontezza:

  1. riuscire a stare seduto da solo in posizione eretta;
  2. riuscire a prendere gli oggetti senza perdere l’equilibrio:
  3. essere interessato al cibo e manifestare l’interesse, magari cercando di afferrarlo;
  4. aver perso il riflesso di estruzione della lingua, cioè quel riflesso (perciò involontario) che il bambino attiva quando la sua bocca viene messa a contatto con un corpo esterno (cibo o ciuccio o altro).

Lo svezzamento giusto

Non esiste uno svezzamento giusto, perché non esiste uno svezzamento uguale a un altro. Non ci sono ricette, tabelle o metodi particolari. Ogni genitore dovrebbe essere libero di scegliere e di introdurre i cibi nella maniera più naturale possibile, seguendo però delle regole di base che contemplino un’alimentazione sana valida per tutta la famiglia. I classici cibi speciali per l’infanzia, anche denominati baby food, non sono necessari per svezzare il bambino e soprattutto risultano generalmente costosi. Sarebbe invece opportuno aspettare che il bimbo sia pronto ad un’alimentazione diversa dal latte e che sia in grado di prendere il cibo da solo sulla tavola. In questo modo avrà anche la libertà di scegliere ciò che più gli piace.

Se non sapete quali cibi mettere sulla tavola per il vostro bambino che sta iniziando lo svezzamento, provate a pensare a cibi che siano facili da afferrare e che siano preparati nella maniera più semplice e naturale possibile. Piatti troppo elaborati, troppo caldi o cibi semiliquidi non sono adatti ai piccoli e possono risultare di difficile gestione.

Per questo motivo il bambino potrebbe innervosirsi e rifiutare il cibo.

svezzamento neonato

A che età è giusto svezzare?

«Al contrario di quello che si pensava fino a pochi anni fa, alimenti considerati allergizzanti come latticini, uova, pomodoro o pesce, possono essere introdotti già al compimento del 6°mese perché è tra il 6° e il 12°mese che si verifica la tolleranza e si ha minore probabilità di sviluppare allergie» spiega la pediatra.

«Secondo l’Espghan  (European society for pediatric gastroenterology, hepatology and nutrition), lo svezzamento non andrebbe iniziato prima delle 17 settimane o dopo le 26. In casi rari, cioè quando una storia di allattamento è particolarmente travagliata e rischia di fallire, oppure quando il bambino ha problemi di allergia al latte vaccino formulato, il pediatra sceglie di introdurre cibi semisolidi prima dei 6 mesi».

In questo video, Martina Carabetta fa un po’ di chiarezza sul tema svezzamento.

https://www.youtube.com/watch?v=8NH6DWNrGEc

Svezzamento neonato di 4 mesi.

Se avete deciso di iniziare lo svezzamento a 4 mesi, dovrete prima di tutto parlare con il pediatra e discutere di questa eventualità ricordando che le linee guida OMS fissano lo svezzamento ai 6 mesi compiuti del bambino. Lo abbiamo già detto, lo so. Ma è bene ripeterlo e fissare bene questo concetto nella mente. (ndr)

Se invece è stato il pediatra a prescrivere lo svezzamento precoce, dovrete seguire le sue indicazioni in merito. Solitamente lo svezzamento a questa età si attua inserendo un frutto grattugiato o un omogeneizzato di frutta, oppure le pappe liquide o semiliquide. In questo caso, lo svezzamento prevede che al bambino vengano somministrate pappe preparate con brodo vegetale o con cibi liofilizzati e frullati di vario genere come pastine, semolino ecc.

Questo perché il bambino di 4 mesi non è ancora in grado di sedersi da solo e di afferrare gli oggetti, per cui dovrà essere la mamma o chi per essa a nutrire il bambino. In genere questo tipo di pietanza viene proposta al bambino in sostituzione di una poppata di latte, durante l’ora del pranzo o della cena.

Svezzamento dopo i 6 mesi.

Lo svezzamento che si attua dopo i 6 mesi è in pratica quello che in passato (cioè prima degli anni ’70), veniva anche chiamato svezzamento tradizionale. Diversi anni fa, infatti, in assenza di babyfood, apparecchi omogeneizzatori o frullatori per sminuzzare e rendere liquidi i cibi, le mamme svezzavano i bambini con il cibo disponibile in casa. L’approccio era molto naturale e si basava sull’ascolto del bambino. Questo tipo di svezzamento viene chiamato anche autosvezzamento o svezzamento guidato dal bambino.

Le nuove linee guida pediatriche parlano di competenza del bambino fin dalla nascita. Questo vuol dire che è in grado di scegliere quando succhiare il latte. Una volta arrivato a tavola, non perde questa competenza ma la affina perché è più maturo e, se lasciato libero, riesce a gestire i pasti in totale relax.

I consigli delle esperte

Ecco i consigli delle nostre esperte per vivere uno svezzamento senza stress.

  • Mettere il bambino a tavola con la famiglia e cercare di divertirsi è perciò il primo consiglio utile. L’educazione al gusto parte proprio dalla tavola. I piccoli che si approcciano al cibo non lo fanno per riempire lo stomaco ma per giocare e imitare i genitori che, per contro, devono dargli fiducia.
  • Gli alimenti devono essere tagliati nella maniera corretta per evitare il soffocamento. Sono colorati, profumati, hanno varie consistenze e vengono concepiti come materiale interessante, da manipolare e da assaggiare. I genitori dovranno sempre vigilare e controllare che il bambino inserisca alimenti non pericolosi. Il Ministero della salute ha stilato le linee guida per la prevenzione del soffocamento da cibo. 
  • Quando vedono i genitori mangiare a tavola, i bambini sono portati a imitare sia la mamma che il papà , ma anche i fratellini. Ecco perché vorranno iniziare a prendere da soli il cibo dalla tavola e saranno generalmente in grado anche di scegliere le quantità.
  • Fidarsi del bambino e rispettare i segnali che ci manda è fondamentale e porta la tranquillità e la serenità a tavola. In questo caso non c’è alcun tipo di forzatura o coercizione perché il bambino sceglie i cibi direttamente dalla tavola e nella quantità che vuole. Questo è possibile però solo quando l’introduzione dei cibi solidi avviene in associazione alle poppate di latte e mai in sostituzione.
  • Se i genitori temono che il bimbo che sta affrontando lo svezzamento non mangi abbastanza si potrà far riferimento alla crescita. Se il bimbo cresce regolarmente e il pediatra riscontra una curva di crescita regolare, allora non ci sarà motivo di preoccuparsi.

Gli errori da non fare:

  • Ritardare o anticipare troppo l’introduzione dei cibi non è mai una buona idea e potrebbe creare situazioni spiacevoli.
  • Mai imboccare  o distrarre i bambini. Essere imboccato davanti a un dispositivo elettronico lo espone a due rischi: soffocamento e probabilità di sviluppare disturbi dell’alimentazione in età adolescenziale. Quando si mangia non si deve correre, ridere, saltare.  Si mangia a tavola, mai in macchina,  e si fa caso a quello che si sta facendo per prenderne coscienza- spiega la pediatra.
  • Scegliere cibi troppo elaborati, complicati o non adatti ai bambini. Il classico cibo spazzatura o i cibi troppo ricchi di grassi come fritture e salse non sono adatti né al bambino né ai genitori.  Non è necessario eliminare il sale o mangiare sempre e solo gli stessi alimenti. L’alimentazione deve essere varia, genuina e condita al punto giusto.

Consiglio di lettura:

Copertina libro Svezzamento senza stress

Nel libro “Svezzamento senza stress” di Martina Carabetta edito dall’associazione Latte & Coccole. (Per info: www.latteecoccole.it) potrete trovare consigli e ricette su come svezzare il vostro bambino.

Questo post non è sponsorizzato.

Il mio blog per la tipologia degli argomenti trattati non accetta sponsorizzazioni di alcun tipo dalle multinazionali che ruotano attorno al mondo delle mamme e dei bambini, specie di quelle che violano il Codice di commercializzazione dei sostituti del latte materno.

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di Annarita Carbone

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La versione integrale dell’intervista è stata pubblicata sulla rivista Viversani e belli n3.26/2021,. La rivista digitale è acquistabile in singola copia.