Gravidanza, parto e dopo: capire le scelte e i propri diritti

Il taglio cesareo e il parto vaginale dopo cesareo, l'induzione, il rispetto in sala parto, il parto in anonimato, i disturbi dei nove mesi e le settimane dopo la nascita. Ogni guida riporta che cosa dicono le fonti ufficiali e le domande da portare a chi ti segue.

Questa sezione è per chi aspetta un bambino o lo ha appena avuto e vuole capire prima di decidere: perché viene proposta un'induzione, se dopo un cesareo si può partorire per via vaginale, che cosa si può chiedere in sala parto, che cosa è normale nelle settimane dopo e quando invece serve aiuto.

Queste pagine sono informazione generale: non sostituiscono il ginecologo, l'ostetrica o il medico, che conoscono te e la tua gravidanza. Non diamo un giudizio su nessun parto, su nessun ospedale e su nessun professionista, non indichiamo farmaci né protocolli e non riportiamo percentuali che non abbiamo trovato in una fonte ufficiale. Ti diamo le parole delle fonti e le domande da fare.

Se hai pensieri di farti del male o di fare del male al tuo bambino, chiama subito il 112 (o il 118 dove il 112 non è ancora attivo) o vai al pronto soccorso. La guida sulla depressione post partum comincia da qui.

Cesareo, VBAC e induzione

Il dato da cui partire è italiano: secondo il Ministero della Salute (Rapporto CeDAP, dati 2023) il 30,3% dei parti del 2023 è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze tra le regioni, e il Ministero parla di «ricorso eccessivo». La guida su quanti cesarei si fanno in Italia spiega quando l'intervento è necessario, quali rischi comporta e che cosa chiedere al punto nascita.

Chi ha già avuto un cesareo trova nella guida al parto vaginale dopo cesareo che cosa scrivono l'NHS e le linee guida britanniche del NICE: la maggior parte delle donne con un cesareo alle spalle può avere in sicurezza un parto vaginale, ma il rischio di rottura dell'utero va discusso con il ginecologo, sul proprio caso. Non pubblichiamo percentuali di riuscita: il dato italiano non era nelle fonti lette.

La guida sull'induzione al parto risponde a chi ha vissuto il proprio travaglio indotto come «innaturale»: perché viene proposta, quali metodi esistono, compresa la «fettuccia», che cosa aspettarsi e che cosa succede se non funziona.

La tua domandaDove trovi la risposta
Perché in Italia si fanno tanti cesarei?cesarei in Italia: i dati e le domande da fare
Dopo un cesareo posso partorire per via vaginale?parto vaginale dopo cesareo
Mi propongono l'induzioneinduzione al parto
Non mi sono sentita rispettatarispetto e consenso durante il parto
Non so se potrò tenere il bambinoparto in anonimato

Diritti, rispetto e consenso

«Violenza ostetrica» è l'espressione che in Italia si usa per i trattamenti irrispettosi durante il parto. La guida su rispetto e consenso durante il parto chiarisce che l'OMS non usa quel termine: la sua dichiarazione del 2014 parla di abuso e mancanza di rispetto durante l'assistenza al parto. Elenca le cure rispettose che il Ministero della Salute richiama, i passi possibili dopo un parto vissuto male e le persone a cui rivolgersi.

Il parto in anonimato è un diritto poco conosciuto: l'articolo 30 del DPR 396/2000 permette di partorire in ospedale, con tutta l'assistenza, rispettando «l'eventuale volontà della madre di non essere nominata». La guida spiega anche che cosa succede al bambino secondo la legge sull'adozione, e dove le nostre fonti si fermano.

Nove mesi e settimane dopo

Alcune guide rispondono ai disturbi di tutti i giorni. Quella sull'aria nella pancia in gravidanza raccoglie i consigli dell'NHS contro gonfiore e indigestione e, soprattutto, i dolori che non sono «solo aria» e vanno fatti vedere subito. Quella sul massaggio in gravidanza dice dove arrivano le fonti, che lo citano per il mal di schiena, e dove si fermano: non abbiamo trovato elenchi ufficiali di punti vietati né regole per trimestre. La guida sulla coppetta mestruale spiega perché l'NHS consiglia di aspettare il controllo dopo il parto prima di usare prodotti interni, e che cosa sapere sullo shock tossico.

Dopo la nascita, la tristezza dei primi giorni è molto comune. La guida sulla depressione post partum aiuta a distinguere il baby blues, che secondo l'NHS di solito passa entro 2 settimane dal parto, da una depressione che merita cure. L'Istituto Superiore di Sanità stima che 1 donna su 5 sviluppi problemi di salute mentale nel periodo perinatale: non sei un'eccezione, e chiedere aiuto al consultorio familiare, all'ostetrica o al medico di famiglia è il primo passo.

Per l'allattamento dopo il parto, dai primi giorni alla montata lattea, c'è la sezione dedicata all'allattamento; per il neonato, quella su neonato e crescita. Gli altri articoli di questa sezione sono elencati qui sotto.

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Domande frequenti

Queste guide possono dirmi se nel mio caso serve un cesareo?

No. Spiegano quando le fonti ufficiali indicano il cesareo e quali domande fare, ma la valutazione del tuo caso spetta al ginecologo e all'ostetrica che ti seguono. Porta con te le domande che trovi nelle guide su cesareo, VBAC e induzione.

Qual è la percentuale di cesarei in Italia?

Secondo il Ministero della Salute (Rapporto CeDAP, dati 2023), nel 2023 il 30,3% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze tra le regioni. Il dato si aggiorna ogni anno: per numeri più recenti fai riferimento all'ultimo rapporto CeDAP pubblicato dal Ministero.

Dopo un cesareo il secondo parto deve essere per forza un cesareo?

Non necessariamente. Secondo l'NHS la maggior parte delle donne che hanno avuto un cesareo può avere in sicurezza un parto vaginale per il figlio successivo. Se e come farlo nel tuo caso si valuta con il ginecologo: la guida sul VBAC elenca le domande.

Come capisco se è baby blues o depressione post partum?

L'NHS descrive il baby blues come qualche giorno di tristezza, ansia o irritabilità che di solito passa entro 2 settimane dal parto. Se continua, peggiora o fai fatica ad andare avanti, parlane con il medico, l'ostetrica o il consultorio. Se hai pensieri di farti del male, chiama il 112.

A chi mi rivolgo se penso di non essere stata trattata con rispetto durante il parto?

Puoi cominciare dall'ostetrica del consultorio familiare o dal ginecologo, chiedere copia della cartella clinica e informarti presso l'ospedale su come presentare un reclamo. La guida su rispetto e consenso durante il parto descrive questi passi uno per uno.