Scatto di crescita dei 3 mesi: cos’è e come si manifesta

Come gestire lo scatto di crescita. Le mosse giuste per non cadere nel circolo vizioso che genera una diminuzione della produzione di latte materno.

scatto di crescita neonato 3 mesi

Last updated on Settembre 1st, 2021 at 08:23 am

Come si manifesta lo scatto di crescita nei 3 mesi dopo la nascita? E come affrontare un momento che può essere molto stressante sia per la mamma che per il neonato?

Vi è mai capitato di guardare il vostro bambino e di avere l’impressione che sia cresciuto improvvisamente durante la notte? Può succedere che la mamma abbia questa impressione e in effetti, potrebbe essere vero.

A volte la crescita di un neonato, ma anche di un bambino più grandicello, si manifesta tempestivamente, in maniera quasi accelerata. Da cosa dipende?

Cos’è lo scatto di crescita

Il bambino appena nato può andare incontro a scatti di crescita che si verificano solitamente intorno a queste fasi:

  • 3 settimane di vita;
  • 6 settimane;
  • 3 mesi;
  • 6 mesi.
  • tra gli 8 e i 9 mesi.

La maggior parte delle mamme riferisce che è soprattutto intorno ai 3 mesi di vita che il bambino, all’improvviso, sembra molto affamato, o per lo meno, più affamato del solito. Sembra voler stare perennemente attaccato al seno e succhia con vigore. La mamma, in questa fase ha l’impressione che il seno sia sempre vuoto e che il latte scarseggi. Soprattutto durante la sera, il bambino sembra anche nervoso e irrequieto.

Sul libro delle risposte de La Leche League, un testo che adoro e che consulto sempre prima di scrivere questi miei post blog, si legge:

“Quando un bambino improvvisamente vuole poppare più spesso, questo fenomeno viene chiamato “scatto di crescita” o “giorni di frequenza”. Il sistema che il bambino mette in atto per stimolare un aumento della produzione di latte materno, per andare incontro ai suoi accresciuti bisogni, è appunto il poppare più frequentemente”

Daniela, mamma di Edoardo ci racconta:

Quando il mio bambino ha compiuto 3 mesi, ero confusa e mi stavo anche scoraggiando. Ero convinta di non avere più latte. Ero sicura di averlo perso. Edoardo succhiava molto di frequente e la quantità di latte sembrava non bastargli più. Inoltre, durante la sera, manifestava anche segnali di nervosismo e non sapevo proprio cosa fare. Poi, improvvisamente ho riscontrato che la solita poppata che normalmente durava 15-20 minuti, si trasformava in una poppata molto più breve. Ero confusa, smarrita e per questo ho deciso di chiedere aiuto alla mia consulente in allattamento IBCLC. E’ stato grazie a lei che ho capito: si trattava solo di uno scatto di crescita. Grazie ai suoi consigli tecnici sono riuscita a risolvere e a proseguire nell’allattamento”.

La sensazione di non avere più latte, durante lo scatto di crescita è una sensazione comune un po’ a tutte le mamme. Il seno sembra svuotato, è vero ma questo non vuol dire che la mamma non abbia latte. Vuol dire solo che il bambino è diventato più veloce, succhia con più vigore e ha imparato a svuotare il seno prima che la mamma riesca a produrne di nuovo.

Come gestire lo scatto di crescita nel neonato allattato al seno.

Alcuni pediatri, (alcuni, badate bene, non tutti!) durante lo scatto di crescita, suggeriscono alle mamme di somministrare almeno una poppata di latte artificiale. Ma questa interferenza potrebbe rompere il meccanismo di domanda e di offerta che si è instaurato tra la mamma e il suo bambino.

Il corpo materno è perfettamente in grado di adeguarsi alle esigenze del bambino e la maggiore richiesta di latte che si verifica durante lo scatto di crescita, verrà soddisfatta dal meccanismo di produzione che si adeguerà di conseguenza nel giro di pochi giorni.

Non c’è bisogno quindi di dare alcuna aggiunta se il bambino sano e nato a termine continua a crescere nella maniera appropriata.  Se hai dubbi sulla crescita del tuo bambino e non sai come leggere le tabelle di crescita potresti consultare il mio post blog sulla crescita del neonato allattato al seno.

Teniamo sempre presente, lo abbiamo ripetuto più volte in questo blog, che la crescita del neonato non è sempre constante e che  ci sono momenti in cui il bambino cresce di meno e altri in cui cresce di più. L’unica cosa da fare è lasciare che il bambino abbia accesso al seno ogni volta che vuole praticando l’allattamento a richiesta. Solo in questo modo riuscirà lui stesso a nutrirsi in base al suo fabbisogno.

Sul sito de La Leche League Italia, in merito all’argomento scatti di crescita possiamo leggere:

“E’ sufficiente, ancora una volta, assecondare il bambino ed attaccarlo ogni volta che lo richiede e per tutto il tempo che lo richiede (e solitamente succede che vogliano ciucciare molto durante la notte) e il corpo della mamma in breve tempo aumenterà la produzione (ed il bambino tornerà tranquillo). E’ importante non interferire in questo processo con tisane o ciucci: il seno produce tanto più latte quanto più spesso viene svuotato e stimolato attraverso la suzione. (Quindi se convogliamo la suzione del bambino al ciuccio o se gli riempiamo il pancino con acqua zuccherata sarà meno interessato a ciucciare al seno e di conseguenza il seno produrrà meno latte).

L’appetito di ogni bambino è proporzionale alla sua crescita, pertanto tutto ciò che interferisce a spezzare questo meccanismo può creare difficoltà:

  • le aggiunte di formula artificiale,
  • la camomilla,
  • addirittura l’acqua.

Sono tutte cose che possono saziare il bambino allungando così l’intervallo tra una poppata e l’altra e diminuendo il tempo di suzione al seno. Ogni aggiunta che il bimbo prende in una giornata può provocare una minore produzione di latte il giorno dopo.

Quanto dura lo scatto di crescita dei 3 mesi?

In linea generale gli scatti di crescita, specie quello che si verifica verso il terzo mese di vita,  durano circa 2-3 giorni, ma possono durare a volte anche fino a 7 giorni, trascorsi i quali il bambino riprenderà a poppare come faceva prima: meno velocemente, con meno foga e con più tranquillità. Questo è il segnale che la produzione si è adeguata alla richiesta e che la mamma può continuare ad allattare il suo bambino senza il bisogno di intervenire con aggiunte di vario genere o con il ciuccio.

La mamma, in questa fase, cioè quando lo scatto di crescita è superato,  dovrebbe essere più tranquilla e anche il bambino dovrebbe essere meno nervoso. Tuttavia, se ci sono segnali che fanno pensare ad una produzione che scarseggia, la mamma può richiedere una consulenza per cercare di incrementare la produzione di latte materno. Sul sito dell’AICPAM potete trovare l’elenco delle consulenti IBCLC di tutta Italia.

Scatti di crescita nei neonati: i genitori sono messi a dura prova

Quando si verificano questi momenti, i genitori vengono messi a dura prova. Il nervosismo del bambino e la sua fame (per così dire) di latte e di attenzioni, creano problemi su un doppio livello: quello della stanchezza fisica e mentale e quello dell‘ansia e della preoccupazione che sono sempre dietro l’angolo.

Spesso, durante lo scatto di crescita il bambino non dorme, oppure si sveglia in maniera più frequente e la mamma e il papà sono costretti a svegliarsi. Vuole stare spesso in braccio e sembra essere irrequieto, piagnucola e quando si attacca al seno sembra sempre nervoso. Inizia il classico attacca e stacca e succhia con forza nervosa. Tutto questo fa si che i genitori manifestino stanchezza fisica e mentale, si sentano spossati, non riposati e abbiano difficoltà ad affrontare la giornata. Si tratta di una condizione comune a tutti i genitori.

Cosa fare se si attraversa il momento dello scatto di crescita.

Non c’è da preoccuparsi eccessivamente. Come abbiamo appena detto, se gestito nella maniera corretta, lo scatto di crescita dura pochi giorni e la vita riprenderà a pieno ritmo. Ma non va ignorato. Tutt’altro. Lo scatto di crescita va gestito assecondando il bambino nella richiesta di poppare in maniera più frequente. Perché è questo che il piccolo sta chiedendo. Sta chiedendo di poppare più spesso perché vorrebbe una maggiore quantità di latte.

Anche l’ansia di avere poco latte e di non riuscire a nutrire abbastanza il bambino è dietro l’angolo.

La mamma ed il papà interpretano questi segni come scarsità di latte. E forse, in un certo senso è vero perché il bambino sta chiedendo più latte di quello che ha a disposizione. Ma conoscere l’esistenza dello scatto di crescita e imparare a gestirlo, magari anche con l’aiuto del pediatra o delle figure di supporto che ruotano attorno alla mamma (ostetriche, consulenti IBCLC o consulenti de La Leche League)  potrà sicuramente aiutare la mamma ed il papà evitando il naufragare della relazione di allattamento.

Quando la mamma è preparata e ha tutte le informazioni corrette sullo scatto di crescita, riesce a gestire con più facilità  la cosa e non penserà subito che il suo latte non basta e che bisogna integrare.

Perché è proprio l’integrazione che scatena il deleterio circolo vizioso:

Il bambino vuole più latte, la mamma non è pronta, il bambino viene saziato con latte artificiale o acqua o tisane e la produzione del latte materno diminuisce.

Questo è proprio quello che non bisognerebbe fare. Bisognerebbe invece fidarsi del proprio corpo, del proprio bambino e lasciarlo fare.

Allattamento SAM

Scatto di crescita: sta prendendo abbastanza latte?

Un dubbio che attanaglia la mente dei genitori di bambini allattati al seno è: Quanto latte deve mangiare un neonato? Per sapere se il bambino sta prendendo abbastanza latte, sarà meglio fare la conta dei pannolini bagnati. L’ideale sarebbe che il bambino bagnasse almeno 5-6 pannolini usa e getta al giorno con in media 2-3 evacuazioni al giorno. I bambini che hanno più di 6 settimane a volte evacuano meno spesso e questo è il sintomo del fatto che il bambino sta crescendo e non bisogna preoccuparsi.

Come gestire lo scatto di crescita nei neonati nutriti artificialmente.

I pediatri concordano nell’affermare che, gestire lo scatto di crescita dei bambini nutriti con formula artificiale sia più facile. Basterà assecondare il bambino aumentando gradatamente e sempre sotto controllo del pediatra, la quantità di latte artificiale da somministrare al bambino. In questo modo si potrà assecondare il suo fabbisogno calorico.

Se il bambino è allattato con allattamento misto invece, sarebbe opportuno che la mamma desse sempre la priorità al latte materno. Non è necessario dunque aumentare subito la quantità di formula aggiunta ma sarà opportuno permettere al bambino di poppare più spesso al seno e solo dopo somministrare il biberon con la formula, secondo le indicazioni del pediatra. Incrementare la formula potrebbe infatti interferire con la produzione e farla calare.

Segnali dello scatto di crescita a 3 mesi

In questo paragrafo vorrei fare un riassunto un po’ schematico dei segnali dello scatto di crescita. Giusto per aiutare i genitori a identificare bene lo scatto di crescita e non confonderlo con altre situazioni che andrebbero discusse sempre con il pediatra. Chiedo scusa se sembrerò ripetitiva ma è importante imparare a riconoscere i segnali.

  • Aumento dell’appetito: il bambino ha più fame, chiede di restare al seno per più tempo, piagnucola, si sveglia spesso la notte e sembra sempre nervoso. Quando si attacca al seno si stacca frequentemente e sembra non essere mai soddisfatto della quantità di latte ingerita. Lui sta semplicemente lavorando affinché il corpo della mamma incrementi la produzione di latte materno;
  • Sonno irrequieto e discontinuo: anche il sonno viene influenzato dallo scatto di crescita. Il bambino che prima dormiva tranquillo di notte e si svegliava saltuariamente, sembra aver intensificato anche i risvegli che sono più frequenti e che sono caratterizzati dalla richiesta di attenzioni e di latte materno. Per contro, di giorno chiede di dormire e fa dei sonnellini. E’ normale sentire il bisogno di recuperare. Il bambino sta solo crescendo;
  • Nervosismo: il piccolo che prima era giocherellone e calmo, adesso sembra sempre nervoso. Assecondarlo e accontentarlo nelle richieste con pazienza e dolcezza potrebbe essere il modo migliore per risolvere la cosa. Quando lo scatto di crescita sarà passato (come abbiamo detto, può durare fino a 7 giorni), il bambino tornerà quello di prima. Se il bambino continua ad essere nervoso per un periodo più lungo, magari potrebbero esserci altri fattori che lo disturbano. Forse è in corso un cambiamento ormonale nella mamma. Alcune mamme hanno riferito di vedere il bambino particolarmente nervoso durante il ritorno del ciclo mestruale. Non esistono controindicazioni all‘allattamento con le mestruazioni, ma a volte il balletto ormonale, potrebbe incidere.

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di Annarita Carbone