Neonato: Cosa fare e cosa non fare nei primi giorni di vita.

Nei primi giorni di vita di un neonato è importante che il bambino venga trattato in un certo modo. Ecco come

nata in macchina

Last updated on Agosto 29th, 2021 at 05:35 pm

Cosa fare e cosa non fare nei primi giorni di vita del neonato

Nei primi giorni di vita di un neonato è importante che il bambino venga trattato in un certo modo.

Una ricerca molto recente, mostrata il 7 dicembre 2020 durante il congresso della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale), che ha riunito gli esperti di neonatologia di tutta Italia , ha sottolineato l’importanza dei primi mille giorni di vita del bambino, a partire dal concepimento.

Gli esperti hanno definito il latte materno un potente bioreattore per l’intestino del bambino.

Ma cosa deve fare il genitore per essere preparato dopo il parto?

Il momento della nascita

Quando il bambino nasce viene separato fisicamente dal corpo della sua mamma. Nel corso degli anni ho sentito spesso parlare di nascita come di evento traumatico, sia per la mamma che per il bambino.

Prima di diventare mamma non mi rendevo conto di cosa volesse dire “evento traumatico” e interpretavo questa locuzione in un’accezione sempre negativa.

Forse è vero, una nascita può essere traumatica per la mamma. Io stessa ho parlato più volte su questo blog di violenza ostetrica.

Questa volta però vorrei spiegarvi in maniera diversa che cosa accade quando il bambino nasce.

Perché si tratta di un momento davvero delicato, sia livello emotivo che relazionale.

Quando il bambino esce dalla pancia della mamma viene messo solitamente in mano a chi lo “raccoglie” o lo “accoglie”.

Chi lo raccoglie è di solito l’ostetrica, il ginecologo (a seconda che il parto sia stato spontaneo o con parto cesareo).

L’indice di Apgar

Quando il bambino viene raccolto ecco che viene mostrato per alcuni istanti alla mamma che a volte può stringerlo ma a volte deve aspettare.

In quel momento il bambino viene poi portato via: lavato, asciugato e visitato per individuare il cosiddetto indice di Apgar che individua tramite l’osservazione, i 5 parametri: la frequenza cardiaca,  il tono muscolare,  l’attività respiratoria, i riflessi ed il colorito della pelle.

Il punteggio di Apgar racchiude tutte queste voci e attribuisce a ciascuna di esse un punteggio da 0 a 2. L’indice totale si ottiene attraverso la loro somma e può quindi variare da 0 a 10.

L’Apgar si valuta al 1°, al 5° minuto dalla nascita e ogni 5 minuti se ritenuto necessario. In base al punteggio è possibile suddividere i neonati in 3 gruppi.
Il punteggio da 7 a 10 individua un neonato normale, vitale e sano. (fonte – Ospedale Bambino Gesù).

Le prime ore di vita del bambino

Una cosa che purtroppo passa spesso in secondo piano in questo momento è l’importanza di porre il bambino a contatto con la mamma.

Il bambino appena nato dovrebbe, in sostanza, essere raccolto dal ginecologo o ostetrica e poi “accolto” nelle braccia della sua mamma.

Gli operatori sanitari dovrebbero fare in modo e vigilare che il bambino appena nato venga messo “pelle a pelle” con la sua mamma. Non tutina a camice o body a camicia da notte. Attenzione. Il bambino e la sua mamma devono essere messi pelle a pelle. Ciò vuol dire che tra i loro corpi non deve esserci alcun tessuto, se non appunto la pelle.

Questo contatto è importantissimo perché è proprio uno dei primi fattori che permette al bambino di attivare tutta una serie di sensori che gli permettono di avvicinarsi al seno materno e iniziare a succhiare.

Si chiama Breast Crawl. Qualora non avessi mai sentito parlare di questo fenomeno meraviglioso, ti consiglio di guardare il suggestivo video dell’Unicef in cui viene mostrato quello che accade se il neonato viene lasciato agire liberamente dopo la nascita.

Nel mio articolo “Cosa Induce i neonati a succhiare”, puoi trovare il fantastico video dell’Unicef sul Breast Crawl.

Tornando alle cose da fare quindi appena dopo la nascita, possiamo fare un piccolo schemino mentale da portare con noi in ospedale, in clinica o ovunque decidiate di partorire.

Questo schemino include i seguenti 2 punti fondamentali

  • che il bimbo venga messo pelle a pelle con la madre fin dai primi istanti dopo il parto;
  • che la mamma possa allattarlo subito, senza aspettare bagnetti, misurazioni e azioni varie

E’ fondamentale seguire questi due passaggi. Lo è  per sia per la mamma che per il bambino. Lo è  per il buon funzionamento del rapporto madre figlio e soprattutto lo è per un corretto avvio dell’allattamento.

Purtroppo però non sempre questi  passaggi fondamentali vengono rispettati nei tempi e nelle modalità corrette. Come dicevamo prima, spesso i medici e gli operatori sanitari pensano ad altro sottovalutando questo aspetto e dando la priorità a pratiche che  potrebbero essere condotte in un secondo momento. Appunto le visite per l’Apgar.

Le informazioni ai neo genitori – lo scontro SIN e CIANB

La Società Italiana di Neonatologia, meglio nota come SIN,  ha lanciato nel 2015, rassicurazioni e consigli ai neo genitori per aiutarli ad affrontare il delicato momento della nascita del bambino. In un documento intitolato “Genitori ed i primi 30 giorni con il bebè”, la SIN ha spiegato passo passo cosa accadrà al momento della nascita del bambino, quali sono  le priorità per la mamma,  per il bambino e chi si occuperà di far rispettare le “regole” in sala parto.

La pubblicazione del documento ha però scatenato la reazione della CIANB (Coalizione Italiana  per l’alimentazione del neonato e del bambino) che lo scorso 25 luglio ha inviato una lettera al presidente della SIN evidenziando la pericolosità di alcuni passaggi del testo, talvolta fuorvianti o in contrasto con le stesse direttive del SIN.

“Innanzi tutto – spiega la  portavoce della CIANB in un comunicato stampa – il contatto pelle a pelle tra madre e bambino,  invece di essere rappresentato come un approccio fisiologico al post parto, sembra rappresentare una seconda scelta, per di più rischiosa. Inoltre il documento emanato dalla SIN non contiene voci bibliografiche e si pone spesso  in contrasto con le direttive lanciate dall’OMS per i cosiddetti “Ospedali dei Bambini”. 

“Siamo preoccupati del fatto che molti genitori potrebbero essere fuorviati da informazioni errate – continua la portavoce della CIANB.  Proprio per questo motivo abbiamo elaborato un nuovo testo completo di suggerimenti legati al rispetto della fisiologia, della documentazione scientifica, delle autorevoli raccomandazioni OMS (da alcune delle quali discendono anche gli standard UNICEF per Ospedali e Comunità “Amiche dei Bambini”, dei piani sanitari, delle linee di indirizzo nazionali), auspicando che la SIN possa accogliere tali suggerimenti”.

Io ho letto accuratamente il documento, una sorta di botta e risposta tra SIN e CIANB che mi ha fatto rivivere i momenti della nascita dei miei due bambini. Gli operatori sanitari dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma, benché preparati e cortesi con me, non sempre hanno rispettato le mie volontà ma hanno applicato alla lettera i protocolli tenendo poco conto dell’aspetto più importante: il contatto pelle a pelle tra me ed il mio bambino”. Pochi istanti dopo la nascita di Antonio  (era l’ottobre del 2008, dopo 26 lunghe estenuanti ore di travaglio, il parto è sfociato in un cesareo) ho preteso di stringerlo tra le braccia, subito!  “Solo per un minuto però” mi disse l’ostetrica con fare cortese.  Poi lo hanno portato via e me lo hanno riconsegnato dopo un’ora. Fortunatamente avevo scelto un ospedale in cui si applicava il rooming-in, per cui il bambino da quel momento in poi è stato sempre con me.

Quando è nato Dario, benché avessi ben chiaro in mente quali fossero i miei diritti, non sono riuscita a convincere il personale ospedaliero a lasciarmi il bambino per un tempo più lungo. Lo hanno portato via subito. Della serie uno sguardo e via. Io ero emozionatissima, riuscivo solo a piangere dalla gioia e non ho avuto la forza di replicare.  Un’ora dopo sono riuscita a farmelo portare per attaccarlo al seno. Ora ha due anni e lo allatto ancora. In entrambi i casi ho dovuto faticare per avviare l’allattamento. Sono certa che se mi avessero lasciato attaccare i bimbi subito, avrei avuto meno difficoltà.

La nascita ai tempi della pandemia

So per certo, (me lo dicono le mamme che mi scrivono che durante la pandemia Covid-19) che nei mesi di pandemia, questi diritti di mamma e bambino, sono stati messi seriamente a rischio.

Molti papà non sono stati ammessi in sala parto e molti bambini sono stati separati dalle mamme.

Pochi ospedali hanno seguito le linee guida emanate dall‘Istituto superiore di Sanità e le voci degli esperti. 

Cosa fare dopo la nascita del bambino

Tornando al nostro tema e al documento del SIN,  ho cercato di riassumere i passi più importanti del testo scrivendo in corsivo le regole emanate dal SIN ed in neretto i suggerimenti del CIANB.

Vorrei specificare a tutti i lettori che i suggerimenti della CIANB, oltre ad essere basati su riferimenti e evidenze scientifiche di esperti, guardano molto alla fisiologia dell’allattamento, per cui se intendete allattare i vostri bambini vi consiglio vivamente di leggerli.

Nel documento, al punto 1 è scritto: “Al momento della nascita il bambino viene sollevato per farlo vedere ai genitori, dopodiché si procede con l’aspirazione delle vie aeree e del clampaggio (taglio) del cordone, non pima che il bimbo abbia  compiuto due o tre atti respiratori”.

Secondo la CIANB: “La descrizione delle modalità dell’uso del sondino e del clampaggio sono contraddittorie rispetto alle prassi e alle evidenze. L’aspirazione con il sondino non fa parte della routine assistenziale del neonato sano, ma il suo uso va valutato dopo un’accurata e attenta osservazione del neonato durante il contatto pelle a pelle con la mamma. Il clampaggio del cordone può essere tranquillamente eseguito mentre il neonato è posto a contatto pelle a pelle con la mamma in quanto non interferisce con il volume di sangue trasferito dalla placenta al neonato”.

Punto 2 : “Ad un minuto dalla nascita viene eseguito il primo test di Apgar (con il quale si verifica il benessere del neonato attraverso 5 parametri: la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, i riflessi, il tono muscolare ed il colorito). Solo dopo queste pratiche il bimbo sarà avvolto in un telo e poggiato tra le braccia della mamma. E’ importante che ciò avvenga per evitare un raffreddamento corporeo che può essere pericoloso. Va bene anche il contatto pelle a pelle, ma la schiena deve essere ben protetta.

CIANB: Il contatto pelle a pelle tra madre e bambino,  invece di essere rappresentato come un approccio fisiologico al post parto, sembra rappresentare una seconda scelta, per di più rischiosa. 

neonato abbigliamento

L’abbigliamento del neonato

L’abbigliamento del neonato sembra avere, per gli operatori della salute, molta più importanza del contatto pelle a pelle. Già prima di entrare in ospedale, nella lista delle cose da portare, vengono specificati il numero di tutine da portare, il numero  e la tipologia delle copertine, scarpette, pannolini, insomma tutto quello che riguarda l’abbigliamento del neonato.

Invece sappiamo bene che il bambino l’unica cosa davvero importante dovrebbe essere quella di raccomandare alle mamme di vestire il bambino dopo averlo lasciato succhiare. Di coprirlo solo dopo averlo posto pelle a pelle con la sua mamma per tutto il tempo necessario.

Il neonato deve essere cullato da lei, coccolato da lei, lasciato libero di stare nelle braccia della sua mamma.

L’allattamento del neonato

E’ singolare come la SIN ponga al terzo posto l’allattamento, come una pratica che dovrebbe essere sbrigata dopo le altre pratiche importanti. Nel documento infatti si legge:

Punto 3: “Una volta in braccio alla mamma, il bambino può essere attaccato al seno. Si tenga presente che nella prima mezz’ora di vita in genere il neonato è molto attivo, dopodiché segue una fase fisiologica di rilassamento dopo lo stress del parto, in cui è normale che si addormenti. Ecco perché i 20-30 minuti successivi alla nascita sono quelli ideali in cui cominciare ad allattarlo, per stimolare da subito la produzione del latte e favorire il legame mamma-bambino”.

Ma la CIANB ribatte: Il neonato, proprio perché “attivo”, esprime in questo momento al massimo i riflessi innati primitivi che, assieme alle sue competenze neuro-motorie, gli permettono di cercare e trovare, con tempi e modi soggettivamente variabili, la mammella della mamma e di attaccarsi spontaneamente al seno. Alcuni neonati ci riescono in 20-30 minuti, altri necessitano di un tempo superiore (fino a 2 ore), in media ci vogliono almeno 60 minuti o poco più. Questa fase e il contatto pelle a pelle non dovrebbero essere interrotti fino al completamento della prima poppata e, comunque, fino a quando la mamma lo desidera.

 Punto 4: “Dopo 5 minuti: il secondo Indice di Apgar e poi la visita e la vestizione. Anche se il bambino è ancora in braccio alla mamma, dopo 5 minuti è necessario valutare il secondo Indice di Apgar, con il quale si valutano nuovamente gli stessi parametri di prima e si conferma che sia tutto a posto. Trascorso qualche altro minuto, il bambino viene prelevato per essere lavato, pesato e visitato dal neonatologo, che controlla in modo più accurato il respiro, sente il cuore, palpa la pancia, controlla naso, bocca, orecchie e genitali; infine si medica il cordone ed il piccolo viene vestito. Nel frattempo la mamma resta sul lettino della sala parto per il secondamento e per la sutura di eventuali lacerazioni”.

CIANB: Alcune di queste pratiche devono essere posticipate e altre possono essere eseguite senza interrompere il contatto pelle a pelle, che riduce, tra l’altro, anche il disagio della madre durante eventuali suture.

L’allontanamento del neonato dalla mamma è fonte di stress

Punto 5: “Nelle 2 ore successive al parto la donna resta in osservazione in una stanza attigua alla sala parto. E il neonato? E’ probabile che a questo punto si sia già addormentato, per questo è meglio che anche la mamma si rilassi e il bimbo sia portato nel nido, dove può riposare nelle condizioni ed alla temperatura ottimali e dove soprattutto le puericultrici ed il neonatologo possono effettuare periodicamente i controlli di battito e respiro”.

CIANB: L’allontanamento del neonato dalla madre, non giustificato da ragioni mediche, comporta stress sia nella madre che nel neonato e ostacola il buon inizio dell’allattamento. Il contatto pelle a pelle ben applicato offre le migliori garanzie di termoregolazione per il neonato. Le ostetriche, le infermiere, le puericultrici e i neonatologi dovrebbero essere disponibili a eventuali richieste di aiuto da parte delle madri e dei loro partner, e operare, nell’ambiente del post-partum, una doverosa quanto discreta osservazione dell’adattamento di madre e neonato, affinché il contatto pelle a pelle avvenga in sicurezza. Inoltre sempre più punti nascita, in accordo con le evidenze che indicano il rooming-in come la soluzione logistica ottimale per il benessere di mamma e neonato, hanno abbandonato o stanno abbandonando il nido, dunque non dovrebbe essere descritto quest’ultimo come prassi normale e corretta. Il taglio cesareo non costituisce una controindicazione al contatto pelle a pelle sin dalla nascita, come dimostrano le esperienze di migliaia di Ospedali Amici dei Bambini nel mondo.  

Se volete continuare la lettura del documento  SIN e dei suggerimenti CIANB e scoprire quali sono le raccomandazioni per il rientro a casa,  cliccate su questo link. http://www.cianb.it/wp-content/uploads/2015/07/lettera_SIN_25luglio2015.pdf

Buona lettura e mi raccomando, fate valere i vostri diritti di genitori, fin dalla sala parto! Magari preparando un buon piano del parto e parlando preventivamente con le persone che vi assisteranno: ostetrica, ginecologo ecc.

Dimenticavo una cosa importante. Nel documento non emerge la presenza del padre in sala parto, forse perché si dà per scontata. Purtroppo ho scoperto che esistono ancora ospedali che non permettono al papà di assistere al parto, specie in caso di cesareo. Ecco, non permettete a nessuno di privare voi e il vostro compagno di una delle gioie più grandi  della vostra vita. Nessuno ha il diritto di impedirvelo.

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di Annarita Carbone