I primi istanti di vita del neonato: pelle a pelle, prima poppata e cosa evitare
La prima ora dopo la nascita conta per l'avvio dell'allattamento e per il legame con il bambino. Ecco che cosa raccomandano le fonti ufficiali, che cosa conviene evitare e che cosa puoi chiedere in ospedale.

Il titolo storico di questa pagina riprendeva i suggerimenti della CIANB, la Coalizione Italiana per l'Alimentazione del Neonato e del Bambino. Qui riportiamo direttamente le indicazioni del Ministero della Salute e dell'OMS, che puoi citare quando parli con l'ospedale.
Questo articolo è informazione generale: non sostituisce l'ostetrica, il neonatologo o il pediatra, che conoscono te e il tuo bambino e decidono in base a come è andato il parto. Se il bambino ha bisogno di cure subito dopo la nascita, la priorità è quella: il contatto pelle a pelle si recupera appena possibile.
Cosa fare: il contatto pelle a pelle subito
Il Ministero della Salute lo scrive in modo chiaro: subito dopo il parto si mette il neonato in contatto immediato e prolungato con la madre, «pelle a pelle». Anche se appena nato, aggiunge il Ministero, è in grado di trovare da solo il seno e di succhiare.
Perché conta:
- è un momento di contatto profondo, che il Ministero chiama «bonding»;
- secondo il Ministero, l'attacco precoce e prolungato al seno è un fattore predittivo importante della durata e dell'esclusività dell'allattamento;
- il contatto pelle a pelle, scrive ancora il Ministero, è importante per la salute fisica, emotiva e relazionale del bambino, della mamma e anche del papà.
La prima poppata, entro un'ora
OMS e UNICEF raccomandano che tutti i bambini inizino l'allattamento entro la prima ora dalla nascita. Con il contatto pelle a pelle il bambino cerca il seno da solo, e il personale può aiutarti a sistemarlo.
Quello che il bambino trova al seno nei primi giorni è il colostro, un liquido giallognolo che il Ministero descrive come ricco di proteine, minerali, vitamina A e anticorpi. L'NHS, il servizio sanitario inglese, spiega che è molto concentrato: al bambino ne basta poco, circa un cucchiaino a poppata. Ne parliamo nella guida al colostro.
Cosa chiedere in ospedale
Il Ministero della Salute, nella pagina sul travaglio e la nascita, suggerisce alle future mamme alcune richieste:
| Puoi chiedere | Perché |
|---|---|
| la presenza del partner o di una persona di fiducia | per un sostegno continuo durante travaglio e parto |
| informazioni sui benefici di un avvio precoce dell'allattamento | per prepararti alla prima poppata |
| informazioni sui benefici del contatto pelle a pelle | per sapere come verrà gestito nella tua struttura |
| il rooming-in | tenere il bambino in stanza con te, per conoscerlo e allattarlo a richiesta |
Dopo un taglio cesareo i tempi possono cambiare. Chiedi in anticipo come la tua struttura organizza il contatto pelle a pelle in sala operatoria o subito dopo. Per i giorni seguenti il Ministero ricorda che è utile allattare sdraiata, e l'NHS che la posizione «rugby», con il corpo del bambino al tuo fianco, può essere più comoda di tenerlo sulla pancia.
Cosa non fare nei primi giorni
- Dare acqua o altri liquidi. Il Ministero raccomanda di non dare altri alimenti oltre al latte materno nei primi sei mesi compiuti: il bambino «non ha bisogno neanche dell'acqua».
- Usare subito tettarelle, biberon e ciucci. Secondo il Ministero possono interferire con l'allattamento, soprattutto nei primi mesi; il ciuccio va proposto dopo il primo mese.
- Seguire orari rigidi o i «10 minuti per parte». Il Ministero considera questa regola superata: si allatta a richiesta, ed è il bambino a sentire quando è sazio.
- Lavare il seno prima e dopo ogni poppata. Il Ministero spiega che il seno ha ghiandole che disinfettano l'areola in modo naturale: basta la normale igiene.
- Addormentarlo nel lettone dopo la poppata. Il Ministero lo sconsiglia perché aumenta il rischio di SIDS. Le regole del sonno sono nella guida al sonno sicuro.
I primi giorni: che cosa è normale
Nei primi giorni il neonato perde un po' di peso: l'opuscolo del Ministero spiega che «solitamente il calo fisiologico non supera il 10% del peso della nascita». L'NHS indica che nelle prime 48 ore il bambino bagna probabilmente solo 2 o 3 pannolini, e che dal 5° giorno diventano più frequenti. Le poppate sono tante: almeno 8-12 o più nelle 24 ore secondo l'NHS, in media 8-14 al giorno secondo il Ministero.
I primi tre giorni di allattamento sono raccontati passo per passo nella guida all'allattamento nei primi giorni dopo il parto; per capire se mangia abbastanza, leggi quella su quanto latte deve bere un neonato.
Se una volta a casa il bambino è molto sonnolento e difficile da svegliare per le poppate, bagna pochi pannolini o ti sembra sofferente, chiama il pediatra o l'ostetrica lo stesso giorno. Se non risponde o respira con fatica, chiama il 112 (o il 118 dove il 112 non è ancora attivo). Le altre guide sono nella sezione neonato e crescita.
Domande frequenti
Quanto deve durare il contatto pelle a pelle?
Il Ministero della Salute parla di contatto «immediato e prolungato» subito dopo il parto, senza fissare un numero di minuti. OMS e UNICEF raccomandano la prima poppata entro un'ora, e il pelle a pelle la favorisce.
Anche il papà può fare pelle a pelle?
Sì. Il Ministero della Salute scrive che il contatto pelle a pelle è importante per il bambino, per la mamma «e anche del papà». Quando la mamma non può, per esempio dopo un cesareo, chiedi se il papà può tenerlo sul petto.
E se dopo il parto il bambino non si attacca subito?
Succede: ogni bambino ha i suoi tempi. Chiedi all'ostetrica di aiutarti e di controllare l'attacco.
Il colostro basta al neonato?
Secondo l'NHS il colostro è un alimento molto concentrato e al bambino ne basta circa un cucchiaino a poppata. Il Ministero ricorda che dopo i primi giorni si trasforma in latte maturo. Le poppate frequenti servono proprio ad avviare la produzione.
Che cos'è il rooming-in?
È la possibilità di tenere il bambino in stanza con te durante il ricovero. Il Ministero della Salute spiega che ti permette di conoscerlo, accudirlo e rispondere subito ai suoi bisogni, favorendo l'allattamento a richiesta. Puoi chiederlo alla tua struttura.