Smettere di allattare senza traumi. Ecco come ho fatto!

smettere di allattare

Last updated on Dicembre 1st, 2021 at 05:34 pm

Smettere di allattare senza traumi. Ecco come ho fatto

Ho dovuto smettere di allattare. Sapevo che prima o poi sarebbe successo e sono felice che sia accaduto senza traumi per il mio bambino, e anche per me.

Togliere il seno a un bambino, a prescindere dalla sua età, crea sempre problemi sia alla mamma che al piccolo.

La decisione, difficile e sofferta che non dovrebbe mai avvenire prima dei 6 mesi di vita del bambino, può creare molto stress in famiglia. E ci sono molti motivi per cui la mamma decide di smettere di allattare. Più avanti li vedremo insieme.

Prima voglio raccontarvi cosa è successo a me che ho allattato a termine il mio bambino.

Interrompere l’allattamento quando è il bambino a decidere

Dario ha 3 anni e mezzo  e da circa 10 giorni ha deciso di smettere di prendere il seno.

In realtà non è stata una decisione presa consapevolmente. Durante la notte, a causa di un brutto mal di gola, lui non riusciva proprio a succhiare. Il terribile streptococco beta emolitico del gruppo A gli ha causato un ingrossamento delle tonsille. Conseguenza: non riusciva proprio a posizionare la lingua nella maniera giusta.

Per circa 4 giorni ha insistito ma poi ha deciso di rassegnarsi. Ora che abbiamo combattuto il nemico e che la sua gola è tornata a posto, Dario sembra aver perso l’istinto di suzione.

Ma è proprio così che accade? Da un momento all’altro non sanno più succhiare?

Me lo avevano detto ma io non ci credevo.

Avevo sentito tantissime storie su possibili metodi da usare per smettere.

Cosa mettere sul seno per smettere di allattare.

Quando ho sentito parlare di cose da mettere sul seno per smettere di allattare, ho udito cose che mi hanno lasciata alquanto sconcertata.

Negli anni in cui sono nata io: anni 70, suggerivano alle mamme di applicare sui capezzoli dei cerotti, oppure di strofinare l’aglio o anche il peperoncino. La mia mamma ancora me lo racconta. E ancora oggi sento qualcuno che lo consiglia, magari in giro, dal fruttivendolo, oppure al supermercato, o magari su facebook.

Il peperoncino sul seno

Ma ve lo immaginate il dolore che può dare alla mamma l’applicazione del peperoncino sul seno? Questo può essere non solo fastidioso ma anche proprio pericoloso. Il bambino infatti potrebbe toccare il capezzolo e poi i suoi occhi e finire con l’avere una bella irritazione.

Ecco perché vi suggerisco di non applicare mai nulla sul seno: che siano cerotti, aglio peperoncino o altre cose, non importa. Non mettete niente sui capezzoli ma, se proprio volete fare qualcosa, parlate con il vostro bambino. Seppur piccino lui riuscirà a capirvi. Lo fa da quando è nato e sono sicura che il vostro feeling sarà totale.

Impostare il tutto sul dialogo e sulla convinzione che insieme riuscirete a superare anche questo piccolo scoglio, rafforzerà il vostro rapporto e farà bene a entrambi.  Bisogna però essere in grado di capire se davvero entrambi desiderate andare nella stessa direzione.

Ci sono molte domande che dovete porvi ma ne parleremo più avanti.

Torniamo un attimo alla storia che vi stavo raccontando.

La mia reazione quando lui ha deciso di smettere di succhiare

Ho provato a tirarmi il latte e offrirlo con il bicchiere ma lui mi ha fatto capire chiaramente che non lo voleva.  Ero avvilita. Il mio bimbo stava male e io non potevo dargli il suo latte così prezioso e ricco di anticorpi che sempre lo aiuta a guarire quando sta male. Che sia raffreddore, influenza o un semplice mal di pancia, il latte materno apporta benefici immediati e lo fa guarire in fretta, oltre a rassicurarlo, coccolarlo e nutrirlo. Le ricerche sulla salute e sulla mortalità infantile parlano chiaro e tutti lo sanno, anche Unicef, Oms e Ministero della salute. I vantaggi dell’allattamento a termine (fino a due anni e oltre) sono enormi, specie nelle popolazioni rurali. I bambini allattati a lungo crescono meglio e hanno più resistenza alle infezioni. Anzi, per alcuni bambini il latte materno è un vero salvavita.

Dal punto di vista emotivo mi sono sentita molto fragile e vulnerabile. Dentro di me pensavo che non avrei mai più provato quella sensazione di benessere che si prova quando attacchi tuo figlio al seno e quando ti rilassi con lui. Il gioco di sguardi, di carezze, di calore che si instaura tra la mamma che allatta e il suo bambino, è un momento raro, unico!

Tuttavia sono felice che si sia staccato da solo e di non esser caduta nella trappola di chi mi consigliava di mettere in atto terribili trucchetti per allontanarlo da me, magari sostituendo il seno con il ciuccio o con il biberon.

La sua reazione

All’inizio sembrava anche lui un po’ triste ma poi, insieme, abbiamo trovato un altro modo di consolarci. Restavamo abbracciati per svariati minuti. L’ ho cullato tra le mie braccia,  ho cercato di trasmettergli tutto il mio amore e ho cercato di sussurrargli parole di conforto che lo hanno tranquillizzato.

Adesso sembra andare meglio. Ogni tanto mi chiede di succhiare, ci prova, si attacca per 10 secondi, poi mi fa un sorriso e scappa via felice con la sua faccia furbetta.

La faccia furbetta di Dario

Ci tenevo a raccontarvi questa storia perché è davvero importante, per smettere di allattare senza traumi per entrambi, che la mamma e il bambino siano sincronizzati nelle scelte e che ci si sforzi il più possibile di accogliere le esigenze e i bisogni dell’altro.

La calma è fondamentale per smettere di allattare al seno

Un altro elemento da tenere presente, oltre all’essere sintonizzati sui bisogni è la calma. Non cercate di smettere di allattare da un giorno all’altro o da una settimana all’altra. Magari ci vorranno giorni, settimane, forse anche mesi. Abbiate pazienza e godetevi questo tempo che non tornerà più. So che forse siete stanche di allattare  e che volete smettere ma la fretta non è una buona consigliera. Questa è  una fase di passaggio che dovrete gestire con la forza della calma.

Io stessa, non pensavo fosse possibile, anche e soprattutto per via del fatto che per Dario la tetta significava il modo più comodo per addormentarsi.

Addormentarsi senza succhiare il seno

E’ forse una delle cose più difficili da fare, un passo che mette a dura prova sia i bambini che le mamme. Io stessa non pensavo ci sarebbe riuscito. Eppure lo ha fatto. Dario, che si è sempre addormentato al seno, è riuscito ad addormentarsi senza succhiare. Abbiamo sostituito la tetta con un libro di favole e qualche carezza in più. La posizione in cui lui si pone prima di addormentarsi è sempre la stessa. Ci mettiamo sdraiati uno di fianco all’altra. Lui nell’incavo del mio braccio con le sue braccia attorno alla mia vita. Avvinghiati!!! Proprio come quando succhiava. Nel giro di due minuti crolla.

A tutti quelli che mi dicevano: “Devi smetterla di allattarlo prima di dormire, altrimenti si abituerà e avrai problemi dopo”, vorrei dire che non è così! Anche il pediatra me lo aveva detto: “Deve dormire da solo. Senza tetta”!

Molte persone sostengono che i bambini allattati a termine avranno difficoltà a diventare indipendenti. In realtà gli studi dimostrano proprio il contrario. E Dario, proprio perché è stato allattato per così lungo tempo, ha sviluppato una enorme indipendenza.

Fin dall’età di appena due anni mangiava da solo, si lavava da solo, mi aiuta nelle faccende di casa (nel suo piccolo ovviamente) e dimostra sempre di sapersela cavare autonomamente quando la sua mamma non c’è.

E questo è quello che riportano la maggior parte delle mamme che si trovano nella mia stessa situazione. I bimbi amati, coccolati, allattati a termine, sono molto autonomi.

Il bagaglio di sicurezza, autostima e affetto che i bimbi allattati a lungo acquistano, dà loro la forza di affrontare la vita in piena maturità. Loro non conoscono la rabbia o il nervosismo tipici di chi è stato spinto a distaccarsi troppo presto dalla mamma. Loro si sentono forti. E mio figlio è proprio così.

Smettere di allattare: da dove iniziare?

Quindi, tornando a come smettere di allattare al seno, diciamo che forse, sarebbe sempre meglio cercare di eliminare le poppate che fate durante il corso della giornata e poi quella della sera o del mattino presto.

Ecco, sostituire le poppate diurne sarà sicuramente più facile perché più facile è distrarre i bambini di giorno: con un gioco, un altro cibo, una favola o anche incontrando altre persone come nonni, parenti o amichetti.

La cosa importante è, lo ripeto, non avere fretta.

E se vedete che il vostro bambino fa tanti capricci, non esitate ad accontentarlo. Negargli la possibilità di succhiare non è una buona strategia. Non offrire e non negare è un motto che mi piace molto.

Non offrire

Vuol dire che se vostro figlio non vi chiede di succhiare, non dovete necessariamente attaccarlo al seno. Approfittate del fatto che non vi chieda di succhiare per inserire altri rituali, scegliete voi quali: un libro, una fiaba, una canzoncina, un’attività, un alimento che gli piace particolarmente.

Non negare

Vuol dire che se il vostro bambino sta affrontando una situazione particolare, oppure ha proprio tanto bisogno di voi in quel momento, provate ad assecondarlo. Concedetegli quel momento. Andrà meglio più avanti e lui non si innervosirà. Insomma, accontentatelo. Non succederà nulla di male.

E se non riuscite a staccarlo dal seno, non demordete, magari non è il momento. Concedetevi altro tempo, ci proverete più avanti e forse sarà quello il momento giusto. Forse semplicemente non siete pronti.

Perché togliere il latte materno

I motivi per cui si decide di togliere il latte materno non sempre dipendono dalla reale volontà della mamma. Spesso le viene suggerito dall’esterno di smettere di allattare, per svariati motivi:

  • sta cercando di avere un altro bambino;
  • deve fare degli accertamenti medici che non sono compatibili con l’allattamento;
  • deve prendere dei medicinali;
  • i continui risvegli notturni del bambino stancano troppo la mamma;
  • spesso alla mamma viene detto che l’attaccamento del bambino è troppo morboso.
  • la mamma soffre perché ha le ragadi al seno e il dolore è insopportabile.

Alcune mamme si lasciano convincere che l’allattamento al seno sia la causa di alcuni problemi comportamentali del bambino. E’ il caso ad esempio dei risvegli notturni.

Inoltre, non sempre questi in elenco sono motivi che devono spingere la mamma a smettere di allattare. Spesso, molto spesso, non c’è bisogno di svezzare il bambino e si può procedere per altre strade.

Cercare di  avere un altro bambino non è un buon motivo per smettere di allattare perché l’allattamento non è un metodo di contraccezione. Mentre si allatta si può ovulare, tant’è vero che molte mamme allattano anche con il ciclo e c’è una percentuale alta di mamme che restano incinte durante la gravidanza e addirittura continuano ad allattare. Perché sappiamo tutte ormai che si può benissimo allattare sia in gravidanza che con il ciclo mestruale.

Anche gli accertamenti medici non sono limitanti. Farmaci, ecografie, mammografie e altri accertamenti diagnostici sono compatibili con l’allattamento nel 99% dei casi.

Per quanto riguarda i risvegli notturni, tutti i bambini si svegliano di notte. Si tratta di un fattore fisiologico e non è l’allattamento al seno che peggiora la situazione. Tutt’altro. Semmai l’allattamento facilita le cose perché il bambino che si sveglia di notte, sentendo accanto a se la sua mamma e attaccandosi al seno, si riaddormenta subito. Smettere di allattare per evitare i risvegli notturni potrebbe essere un’arma a doppio taglio.

In merito all’attaccamento morboso poi, ho la mia idea. Solitamente i bambini allattati a termine cioè i bambini grandicelli che succhiano il seno materno vengono mal giudicati e la stessa sorte tocca alle mamme.

Ma allattare un bambino a termine vuol dire tante cose.

Allattare a termine. Un mondo che non conoscevo.

Quando 5 anni fa vidi per la prima volta una mamma che allattava al seno il suo bimbo di 4 anni rimasi un po’ spiazzata. Provai un senso di inadeguatezza. Pensavo: “Ma perché quella mamma vuole a tutti i costi allattare il suo bambino? Si tratta di dipendenza? C’è qualcosa che non funziona in lei?”

Non riuscivo a trovare un motivo valido che potesse giustificare tale comportamento.

Non avevo mai pensato, nemmeno lontanamente, al fatto che forse quel gesto così naturale, era voluto da entrambi e che la madre stesse solamente facendo fronte ad un’esigenza comune. L’esigenza di fare quello che la natura ha ordinato, fin dalla notte dei tempi. Perché mamme, lo sappiamo, quando una mamma inizia ad allattare, il suo corpo, ma anche il suo cervello, cambiano. Ci sono degli studi che lo dimostrano e io li ho raccolti in un post blog dal titolo: Allattare ti cambierà per sempre.

Crescere succhiando il seno materno

A prima vista potrebbe sembrare strano che un bimbo grandicello succhi il seno materno, magari dopo esser stato a tavola con gli adulti. Eppure, soddisfare la fame o la sete è solo una parte dell’allattamento. Il bimbo che poppa al seno lo fa anche per altri motivi, non solo per mangiare. Lo fa:

  • per rilassarsi,
  • per avere consolazione,
  • per essere rassicurato dalla sua mamma.
  • perché si sente a disagio

E in questo non c’è nulla di male.

Quando mio figlio è irrequieto o stanco o fa i capricci, mi basta (hops…bastava!) attaccarlo un attimo al seno per farlo calmare e rilassare. Ho cercato sempre prima di capire il motivo per cui era irrequieto e molte volte ho capito che si trattava di uno scatto di crescita, oppure della dentizione, per cui mi regolavo offrendo il seno più spesso.

Cosa fare per smettere di allattare

Adesso dobbiamo cercare metodi alternativi:

  • dialogo,
  • coccole,
  • un gioco da fare insieme.

Non usare:

  • medicinali,
  • bugie,
  • forzature

Per me è un po’ più difficile riuscire a farlo calmare ora ma il legame che si è instaurato tra di noi è così profondo che, dopo i primi minuti di resistenza, riesco comunque a trovare la chiave per entrare dentro il cuoricino del mio bimbo e farmi spazio ottenendo un sorriso.

Tantissime mamme mi hanno inviato le loro storie e mi hanno raccontato come hanno fatto a smettere di allattare.

Io ho raccolto tutti i loro consigli e le loro storie in un posto dal titolo: Smettere di allattare. Come fare? I consigli delle mamme.

Tu come hai smesso di allattare?

Cara mamma, tu che mi stai leggendo, tu che hai allattato il tuo bambino, raccontami come hai fatto a smettere. Raccontami la tua storia. Dammi l’opportunità di conoscere le sensazioni che hai provato. Magari altre mamme che si trovano nella nostra stessa situazione potrebbero beneficiare del tuo racconto e unirsi al nostro scambio. Se ti va lascia un commento sotto l’articolo e se non lo hai già fatto, metti un like alla mia pagina Facebook.

Il mio blog per la tipologia dei temi trattati e per etica, non accetta sponsorizzazioni di alcun genere. Con il tuo like potrai contribuire a far girare le mie idee e le mie inchieste.

 

di Annarita Carbone

 

 

 

 

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