Il ruolo del papà quando la mamma allatta

Il ruolo del papà quando la mamma allatta
Foto di Federica Magliacane – Le Jardin de Photos – Roma

Oltre il biberon

Spesso sentiamo dire che quando la mamma allatta, il ruolo del papà sia di puro contorno. O addirittura sentiamo dire che il papà è escluso nella relazione di allattamento che si instaura tra un bambino e la mamma che lo allatta.

Questo perché, essendo il bambino allattato al seno, il papà non può dargli il biberon.

Alcune volte addirittura, le mamme che non riescono ad allattare, vengono “consolate” con la scusa del biberon. Si dice loro che devono essere contente,  almeno così il papà potrà dargli il biberon e non sarà tagliato fuori dalla bella e soddisfacente attività di nutrire il nuovo arrivato. Le riflessioni fatte in questo senso però sono minate da un pregiudizio che è certamente di natura culturale.

Se ci soffermiamo a parlare personalmente, come mi è capitato, con alcuni papà o se ascoltiamo le storie delle mamme, ci rendiamo subito conto che il ruolo del papà è ben diverso da quello che si pensa e che i papà hanno un compito davvero fondamentale che talvolta può addirittura pregiudicare una relazione di allattamento.

Il sostegno alla mamma

Quando il bambino e la mamma iniziano il percorso di allattamento, quindi durante la fase che gli esperti chiamano “Calibrazione”,  entrambi compiono un grandissimo sforzo. Ma non sempre le persone che vivono attorno a loro si rendono conto di questo. Si tratta di un periodo ricco di emozioni intense e positive: l’amore per il nuovo arrivato, il piacere di scoprire le novità, vederlo crescere giorno dopo giorno. Tutte emozioni che arricchiscono il cuore della mamma e anche del papà e che contribuiscono alla crescita del bambino.

Ma ci sono anche tante preoccupazioni e la mamma ha molti dubbi: starò facendo bene? Il mio latte basterà? Quanto deve crescere il bambino allattato al seno? I sensi di colpa e la stanchezza poi, rischiano di minare un terreno già fragile per via dello scombussolamento ormonale post gravidanza e parto. Non a caso l’andamento della gravidanza e anche il parto rappresentano due fattori molto importanti per l’avvio dell’allattamento che è una fase sempre delicata. La neo mamma non sa davvero se quell’allattamento sta funzionando o per lo meno non lo sa ancora. Magari si sente inadeguata o magari ha solo bisogno dell’aiuto di una consulente. Ma non lo sa. Viviamo infatti in una società che tende a distrarre la mamma interferendo e mettendo in dubbio la sua capacità di nutrire il bambino.

Gli interferenti sono davvero tanti e di tanti tipi. Non solo oggetti pratici come biberon, tettarelle, paracapezzoli ma anche messaggi più subdoli. Ad esempio quelli nascosti nelle pubblicità, oppure le  ricette di latte artificiale prescritte dai medici senza che ve ne sia la reale necessità. I fatti di cronaca del 2016 ce lo confermano, non sempre la prescrizione di latte artificiale è necessaria. Io stessa mi sono trovata a fare una vera e propria battaglia contro questo modo di fare.  Insomma, cose che minano continuamente la gestione dell’allattamento. Ecco perché la legge ha vietato le prescrizioni di latte artificiale alle dimissioni dall’ospedale. 

In questa fase di dubbi, paure ed incertezze,  il ruolo del papà è davvero importante. La mamma ha bisogno di confrontarsi con  una persona che faccia di tutto per incoraggiarla. Ha bisogno di essere sostenuta e di appoggiarsi a qualcuno  che la incoraggi e la faccia sentire competente nel suo ruolo di neo-mamma.

Ma in questa fase è necessario che anche il papà sia ben informato sul tema allattamento. Avere le giuste informazioni è fondamentale per sostenere la mamma.

Leggere del materiale potrebbe essere utile. Personalmente credo che uno dei testi meglio formulati per i papà che vogliono sostenere le loro compagne che allattano sia il libro di Alessandro Volta dal titolo “L’Allattamento spiegato ai papà”. Se non lo avete ancora fatto, provate a leggere questo libro. Non ve ne pentirete, anzi, mi ringrazierete.

Vorrei solo specificare che questo post non è sponsorizzato ma che se acquistate questo libro tramite il mio sito, contribuirete a sostenere la mia attività da freelance. Il mio blog, per la particolarità delle informazioni e dei contenuti infatti, non accetta sponsorizzazioni di alcun genere dalle case produttrici legate al mondo dei bambini e delle mamme.

L’esperienza di una mamma

Ecco cosa è successo a Elena, una mia lettrice mamma che un giorno mi ha scritto un’accorata mail per chiedermi aiuto.

Vi posto qui un estratto significativo del messaggio che però era un messaggio fiume:

Cara Annarita,

il mio compagno si lamenta del fatto che da quando sto allattando nostro figlio di soli 2 mesi si sente escluso e sente di non avere un ruolo in questa famiglia. Sta cercando di convincermi a dare il latte artificiale perché il piccolo piange spesso e lui pensa che il mio latte non basti.

Il bimbo cresce bene e io mi sto impegnando moltissimo. Non vorrei interrompere l’allattamento ma mi sento in colpa e ho paura che questo mio rifiuto possa rovinare i rapporti con lui.

Come posso comportarmi? Puoi darmi qualche consiglio?

E’ stato davvero difficile rispondere a questa mamma che mi chiedeva aiuto.

Ho dovuto raccogliere tutte le mie forze per evitare di dirle quello che mi passava per la testa. Provo sempre dei sentimenti negativi quando so che una mamma viene ostacolata, oppure criticata per quello che sta facendo. Ma poi ho respirato e ho risposto in questo modo:

Cara mamma,

cerca di parlare al tuo compagno con il cuore in mano .Spiegagli che vostro figlio (perché il figlio è anche suo) ha tutto il diritto di essere allattato e che sui benefici del latte materno hanno parlato già  a lungo i migliori esperti e non ci sono dubbi a tal proposito.

Spiegagli quanto sia importante per te il suo sostegno morale e anche pratico. Digli che durante l’allattamento può stare con voi, magari seduto con te sul divano mentre sorseggiate una bibita, oppure può farti un massaggio o ancora può semplicemente farvi compagnia.

Non c’è bisogno che il papà faccia qualcosa. Può anche solo stare accanto a te senza fare nulla e guardare te e il  bambino o anche entrambi.

Alla fine della poppata può prendere il bambino in braccio e darti la possibilità di riposare un po’ le braccia oppure può coccolare il piccolo che ha sicuramente bisogno del suo papà e tu puoi andare a fare una doccia e prenderti un po’ di tempo per te.

La risposta della mamma è stata stupefacente, anche se arrivata dopo qualche giorno. In pratica né lei né il compagno avevano mai pensato di poter collaborare nell’allattamento. E dopo la mia mail hanno sperimentato il piacere  e il gusto di allattare il bambino in due. Ognuno a modo proprio.

Anche la mamma ha bisogno di cure

Alcuni bambini, specie quelli molto piccoli, passano molte ore tra le braccia della mamma. Hanno bisogno di poppare molto spesso, anche ogni ora, per cui la mamma può essere impegnata tutto il giorno. Crescere un bambino è un’attività molto stancante e quando il piccolo dorme, anche la mamma dovrebbe cercare di riposare.

Chi riesce a trovare il tempo per mandare avanti la casa?

Se non si ha un aiuto in casa come una sorella, una nonna o anche una persona addetta alle pulizie e alla cucina, è il papà che dovrebbe pensare a sopperire a questi ruoli mancanti. Non è giusto che tutto il peso della casa finisca sulle spalle della mamma che è già affaticata di suo.

Per questo il papà ha il ruolo fondamentale di prendersi cura dei bisogni della mamma e anche del suo bambino. Se il papà interviene nelle faccende domestiche sta collaborando alla loro vita e si sta anche prendendo cura della mamma.

Se il papà ascolta i bisogni della mamma, il suo modo di fare, il suo comportamento sarà preso ad esempio anche dagli altri componenti della famiglia, sarà un pilastro nello sviluppo delle relazioni familiari e anche nella crescita del piccolo. Questa interazione di sostegno e amore daranno forza alla coppia e alla famiglia.

Una mamma serena, aiutata, ascoltata è sicuramente una mamma che riesce a soddisfare meglio i bisogni del bambino ma è anche una mamma più felice e meno stressata.

Cosa può fare il papà per il suo bambino

Cosa fa il papà quando la mamma allatta
Foto di kelli-mcclintock

Il papà può fare tante cose per il suo bambino. Non solo nutrirlo. Alcuni papà si sentono contenti e soddisfatti dopo aver alimentato il bambino con il biberon ma se ci pensiamo bene, il vero bisogno di un neonato non è solo quello di essere alimentato. E il legame tra padre e figlio non è generato dal biberon. Tutt’altro!

Il bambino ha bisogno di contatto fisico, di amore e di sostegno e le braccia del papà possono essere lo strumento che raccoglie e offre tutto questo al bambino.

Tra una poppata e l’altra il papà può prendere il bambino in braccio e cullarlo delicatamente per il famoso ruttino, oppure può sdraiarlo sul suo petto e farlo addormentare. Il bambino percepirà il battito cardiaco del padre e si calmerò, non solo per effetto del suono e del ritmo del cuore, ma anche per effetto del contatto fisico che è fortemente benefico per il neonato.

Il papà può trascorrere del tempo con il bambino anche passeggiando con lui in casa (ma anche fuori) mentre la mamma si riposa o si occupa di altro. Può giocare con il bambino e può dedicarsi a qualsiasi attività come ad esempio portarlo in fascia o nel marsupio. Può calmarlo quando è agitato, magari dopo la poppata, se ha mal di pancia o se non riesce a rilassarsi. Se il bambino ha già mangiato e non ci sono altri motivi che lo inducono a restare al seno, il papà può metterlo sulla spalla o tenerlo sul braccio nella classica posizione anti colica e può cercare di calmarlo.

Insomma, quello che serve ai papà è solo un po’ di creatività!

Provare a guardare la faccenda da una prospettiva diversa può aiutare tutta la famiglia.

Concentrarsi su cosa non si può fare o avere, è troppo facile. Il papà non può allattare un bambino al seno. Questo è vero ma può fare tutte le cose di cui abbiamo parlato in questo articolo e trovare ugualmente la sua soddisfazione.

Il papà può allattare il bambino con il biberon oppure con altri strumenti purché questi strumenti non interferiscano con la gestione dell’allattamento.

Ruolo del papà in allattamento
foto di Natasha Ivanchikhina

Il papà può difendere la mamma

Un’altra cosa che il papà può fare è difendere la mamma dagli attacchi indiscreti o dalle critiche esterne che sono quasi sempre avanzate alla mamma. Da chi? Da qualsiasi persona entri in relazione con lei o con la famiglia.

Quante volte avrete sentito dire: “Ti sei proprio intestardita con questo allattamento. Se passassi al biberon non avresti tutta la giornata piena.  Oppure, Ma perché allatti il bambino così spesso? Ma ha appena mangiato? Ma lascialo dormire nel lettino da solo, prima o poi smetterà di piangere”. Ecco, a volte la mamma è stanca di rispondere alle critiche che le vengono avanzate sulla gestione dell’allattamento e del bambino. Il papà può agire in sua difesa e rispondere in maniera efficace ai criticoni, difendendo la mamma. Perché si sa, le mamme sono tra le più criticate al mondo.

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Di Annarita Carbone