Scegliere di non allattare: nessuna gara tra mamme

Non esiste una squadra delle mamme che allattano contro quella delle mamme che non allattano. Esistono informazioni corrette, situazioni diverse e il diritto di essere sostenute in ogni caso.

Illustrazione a matita e acquerello: due mamme sedute vicine su una panchina sotto un albero si sorridono; una dà il biberon al suo bambino tenendolo in braccio, l'altra allatta il suo neonato coperto da una copertina azzurra e le posa una mano sulla spalla.
Illustrazione a matita e acquerello: un disegno, non una fotografia.

La contrapposizione tra «mamme che allattano» e «mamme che non allattano» è una gara che non vince nessuno. Ogni famiglia arriva alla scelta di come nutrire il bambino con una storia diversa: un parto difficile, un problema di salute, un lavoro che riprende presto, un allattamento che non è partito, o una decisione presa con calma.

Questo articolo è informazione generale: non sostituisce il pediatra, l'ostetrica o il medico, che conoscono te e il tuo bambino. Qui non giudichiamo nessuna scelta e non diamo indicazioni su quale latte artificiale usare: quella è una decisione da prendere con il pediatra.

Cosa dicono le fonti ufficiali, senza slogan

Le istituzioni sanitarie raccomandano l'allattamento al seno. Il Ministero della Salute scrive che «Il latte materno è l'alimento ideale nei primi 6 mesi di vita e, integrato con altri alimenti, è consigliato almeno per tutto il primo anno». È salute pubblica, non un giudizio sulle singole madri.

La stessa rete che promuove l'allattamento chiede esplicitamente di sostenere chi non allatta. L'UNICEF Italia descrive le sue Baby-Friendly Initiatives come buone pratiche che proteggono e sostengono l'allattamento, «offrendo e garantendo al contempo cure e sostegno adeguati alle madri che non allattano». Promuovere l'allattamento e rispettare chi nutre il figlio con il biberon non sono due posizioni opposte.

Quanto è diffusa la scelta di non allattare in Italia

Nell'indagine 2025 della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni, l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) riporta che «Il 13,1 % dei/delle bambini/e non ha mai ricevuto latte materno», una quota rimasta stabile rispetto al 2022. Non sei un'eccezione, e non sei sola.

La pagina dell'ISS non riporta i motivi di questa scelta: dietro quel dato ci sono storie che nessuna statistica racconta.

Quando l'allattamento non è possibile o è sconsigliato

A volte non allattare non è una scelta ma un'indicazione medica. Il Ministero della Salute elenca alcune condizioni del bambino che controindicano il latte materno:

CondizioneChe cosa indica il Ministero
Galattosemiauso di sostituti del latte materno
Malattia delle urine a «sciroppo d'acero»uso di sostituti del latte materno
Fenilchetonuriaun allattamento parziale è possibile, sotto stretta supervisione
Infezione da HIV della madreastensione permanente dall'allattamento
Herpes simplex sul capezzolo, alcuni farmaci, madre che non può prendersi cura del figliosospensione temporanea

Sui farmaci il Ministero aggiunge che «La gran parte dei farmaci è compatibile», che pochi sono davvero controindicati e che bisogna sempre consultare il proprio medico. Se ti hanno detto di smettere per una terapia, chiedere una verifica è il percorso che il Ministero stesso indica.

Se hai scelto di non allattare

Una scelta informata è legittima, e ti spettano le stesse attenzioni delle altre mamme:

Se non sei sicura, o vuoi riprovare

Molte madri smettono non per scelta ma per mancanza di aiuto. Il Ministero della Salute lo riconosce: tra le cause che portano ad abbandonare l'allattamento cita «la scarsa informazione sulle conseguenze o il mancato sostegno alle giovani madri».

L'opuscolo del Ministero Allattare al seno — Un investimento per la vita aggiunge una frase che vale la pena conoscere: anche se hai già cominciato a dare una formula artificiale, puoi recuperare un allattamento sereno chiedendo aiuto a una persona esperta o a un operatore sanitario competente. Se invece hai deciso di smettere dopo qualche mese, trovi i passi graduali nella guida su come smettere di allattare senza traumi.

A chi rivolgerti, in ogni caso:

Come rispondere ai commenti degli altri

Le critiche arrivano a chi allatta in pubblico, a chi allatta «troppo a lungo», a chi dà il biberon. Una risposta breve basta: «Ne ho parlato con il pediatra, va bene così per noi». Non devi spiegazioni a nessuno. E se allatti e ti senti osservata quando lo fai fuori casa, la pagina su come allattare in pubblico spiega cosa prevedono le indicazioni italiane. Le altre guide della sezione allattamento e l'indice completo delle nostre guide restano a disposizione di tutte, comunque nutri il tuo bambino.

Domande frequenti

È sbagliato scegliere di non allattare?

No. Le fonti ufficiali raccomandano l'allattamento come scelta di salute pubblica, ma la decisione finale riguarda te, la tua salute e la tua famiglia. L'UNICEF Italia stessa chiede che alle madri che non allattano siano garantiti cure e sostegno adeguati.

Il mio bambino crescerà bene con il latte artificiale?

Molti bambini crescono bene con il latte artificiale. Le curve di crescita OMS si applicano a tutti i bambini, qualunque sia il tipo di alimentazione. A seguire la crescita del tuo bambino è il pediatra, ai bilanci di salute.

Posso allattare solo in parte?

Spesso sì. Come organizzare un allattamento misto dipende dal bambino, dalla tua produzione di latte e dalla tua vita, quindi conviene impostarlo con il pediatra, l'ostetrica o una consulente IBCLC.

Mi sento in colpa per non aver allattato: è normale?

È un sentimento frequente. Se il senso di colpa o la tristezza non passano, parlane con il medico o con il consultorio familiare: il tuo benessere conta quanto quello del bambino.

Quanto latte artificiale deve bere il mio bambino?

Non indichiamo quantità: le fonti ufficiali che abbiamo letto non ne fissano una valida per tutti. L'NHS ricorda che la quantità varia da bambino a bambino e che vanno seguite con attenzione le istruzioni del produttore; per il resto decide il pediatra.