Problemi di respirazione e malocclusione. L’allattamento li previene. Lo dice la scienza.

Allattamento e carie dentale

L’allattamento al seno previene i problemi di respirazione e malocclusione.

Gli esperti del settore hanno stabilito che esiste una correlazione tra allattamento artificiale esclusivo e respirazione orale. E che maggiore è la durata dell’allattamento al seno e minori sono le probabilità di sviluppare uno schema prevalente di respirazione orale. (Association between breastfeeding and breathing pattern in children a sectional study Lopes TS, Moura LF, Lima MC J Pediatr (Rio 2014)

Secondo i risultati di uno studio effettuato tra il 1987 ed il 2001 nei Paesi Bassi sembra che circa un quarto dei consulti medici in età pediatrica riguardino problemi respiratori che non sempre sono legati a patologie gravi come polmoniti, bronchiti, tubercolosi o fibrosi cistica (trattati comunque in studi diversi).

Gli studiosi hanno visto che l’incidenza dei disturbi congeniti legati alle difficoltà di respirazione è molto bassa, soprattutto durante il primo anno di vita. Ciò vuol dire che la maggior parte dei bambini, a meno che non abbiano una grave patologia o un disturbo congenito, tendono a respirare bene.

Allora perché ci troviamo dinanzi a casi sempre più frequenti di bambini che respirano male e soprattutto perché è così frequente la necessità di ricorrere all’ortodonzia ? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara Piscitelli, logopedista di Roma che durante il convegno “Assistere la diade madre bambino” ha presentato una sessione dal titolo “Come favorire un adeguato sviluppo delle funzioni orali. L’importantza della condivisione tra logopedista e odontoiatra.

Le evidenze scientifiche parlano chiaro – afferma la dottoressa Piscitelli. La respirazione orale causa molti problemi al bambino. Problemi che poi si ripercuotono anche sul futuro. Il bambino sano e nato a termine nasce come respiratore nasale. Siamo noi che di frequente interferiamo nel normale corso della natura con dispositivi di ogni tipo e con errati modi di gestire l’alimentazione del neonato ma anche del bambino più grandicello.

Ad esempio l’uso di surrogati del seno materno (ciucci, biberon, tettarelle, paracapezzoli o sippy cups cioè le bottigliette con beccuccio)o anche un ritardo nell’introduzione di cibi solidi (nonostante ci siano i prerequisiti per l’alimentazione complementare) può causare problemi“.

Allattamento interferenti

Ne deriva che l’allattamento al seno previene i problemi di respirazione e malocclusione.

“L’allattamento al seno previene i problemi di respirazione e malocclusione. Succhiando il seno infatti – continua la dottoressa Piscitelli – si genera un movimento peristaltico della lingua, anche quando la suzione è non nutritiva. Questo movimento, favorisce una postura linguale alta e le labbra, attraverso il muscolo orbicolare (muscolo che si trova attorno alle labbra) vanno a formare il cosiddetto sigillo, requisito importante per un corretto sviluppo delle ossa mascellari”.

Ma cosa dicono le evidenze scientifiche in merito al rapporto tra allattamento al seno e respirazione nasale?

  • Prima di tutto che l’allattamento al seno ha una miriade di vantaggi rispetto al biberon.
  • Che promuove uno sviluppo oro facciale migliore,
  • Un aumento della durata dell’allattamento è associato ad una riduzione considerevole della malocclusione.
  • L’uso del biberon è associato un aumento della necessità di ricorso al trattamento ortodontico.

Allattamento posizione corretta

L’equilibrio delle funzioni orali

E’ importante, continua la dottoressa, che le funzioni orali del bambino siano in equilibrio. Ciò vuol dire che la respirazione deve essere nasale e non orale“.

Il respiratore nasale ha solitamente un buon sigillo labiale, gli occhi e le orecchie su un piano orizzontale con una simmetria tra destra e sinistra.

Al contrario, un viso allungato, talvolta con sorriso asimmetrico può indicare uno squilibrio della muscolatura facciale. “E purtroppo, spiega la dottoressa Piscitelli, non sempre si riesce ad intervenire nei tempi giusti”.

Se la respirazione orale si protrae negli anni si sviluppano degli adattamenti e la crescita anche ossea del viso sarà alterata.

Ma perché la respirazione nasale crea così tanti problemi?

allattamento posizione

Quando un bambino respira attraverso il naso (com’è naturale che sia), l’aria penetra nel naso e incontra una sorta di barriera, di filtro naturale che si trova proprio nel punto in cui, entrando germi patogeni, si sviluppa il muco. Altro filtro, altra barriera è costituita dalle adenoidi e dalle tonsille.

Questo è il percorso naturale che l’aria dovrebbe fare per permettere alla persona di respirare. Quando la respirazione è orale e non nasale, l’aria entra dalla bocca. Cosa succede in tal caso?

“I germi patogeni in questo caso non vengono filtrati dalla cavità nasale e colpiscono tonsille e adenoidi favorendone non solo l’ipertrofia ma anche un’alterazione della postura della lingua”.

La malocclusione

Se la respirazione è nasale, la lingua è in posizione alta e va ad espandere in maniera naturale il palato. Se la bocca è aperta per permettere all’aria di entrare, la lingua si abbassa e va a toccare il pavimento della bocca. In questo modo la lingua non riesce a fare il suo lavoro e non riesce ad espandere il palato. Motivo per cui molti bambini avranno successivamente bisogno di un espansore palatale.

La conseguenza del palato ogivale o a cupola è che i denti non avranno il giusto spazio per posizionarsi correttamente.

Con la respirazione orale e la lingua bassa si avrà probabilmente una deglutizione disfunzionale non adeguata all’età.

Attenzione ai paracapezzoli…

Una mamma che allatta il suo bambino e che indossa i paracapezzoli può pensare di essere a posto perché il suo bambino sta succhiando il seno. In realtà non è così. Il paracapezzolo, sia di gomma, di argento o di altro materiale, è comunque considerato un interferente perché va ad interferire, va a modificare la normale e naturale relazione tra la bocca del bambino e il seno materno non solo a livello fisico (abbiamo un oggetto tra il seno e la bocca) ma anche a livello sensoriale. Il bambino percepisce non più il sapore e l’odore del seno materno e del latte. Sentirà un sapore e un odore distorti dalla presenza del paracapezzolo.

…alla retina per i cibi e alle sippy cups

La retina per i cibi è sconsigliata perché intanto inibisce una serie di esperienze sensoriali al bambino. In più non permette al bambino di esercitare i riflessi fisiologici di difesa (tosse o vomito), di sperimentare la masticazione, favorendo una deglutizione fisiologica funzionale.

E anche se le case produttrici di interferenti sponsorizzano i migliori prodotti che ci siano in commercio dicendo che sono più morbidi, anatomici ecc, questi dispositivi non potranno mai essere nemmeno paragonati al seno materno e favoriranno sempre una postura della lingua bassa.

Stessa cosa per le sippy cups, cioè le bottigliette con il beccuccio. Anche questi sono degli interferenti che vanno a modificare il naturale passaggio da una deglutizione infantile a quella adulta.

Ma allora un genitore cosa deve fare per evitare che il bambino sviluppi un tipo di respirazione nasale?

Dalla Nascita fino ai 3 anni di età l’allattamento al seno previene i problemi di respirazione e malocclusione perché ha un’azione favorevole sullo sviluppo osseo del viso, azione svolta dalla muscolatura attraverso la suzione. Quindi in perfetta linea con le indicazione dell’Organizzazione Mondiale della sanità, e del Ministero della salute, bisognerebbe sempre preferire l’allattamento al seno al posto di quello artificiale. Tra i 4 e i 6 anni è necessario intervenire sui fattori eziologici di malocclusione (succhiare il dito, la respirazione orale o anche una postura anomala della lingua legata magari ad un frenulo linguale alterato). Dopo i 6 anni è necessario tutelare la presenza dei denti da latte fino alla permuta fisiologica. Bisogna inoltre prevenire la patologia cariosa. È anche importante osservare il contesto in cui si verifica la respirazione orale. Quando il bambino dorme? Quando guarda la tv?

Quando si può intervenire in Italia?

Secondo le linee guida ministeriali, dai 24 ai 36 mesi bisogna intervenire per disabituare il bambino all’utilizzo del succhiotto.

A 4 anni per estinguere suzione del dito, onicofagia e suzione delle dita.

Come intervenire?

Con la terapia miofunzionale (dal logopedista), con programmi comportamentali, con feedback positivi, non sgridando il bambino quando mette in atto il comportamento. Infine con la lettura di libri specifici.

Quanto costa curare anziché prevenire?         

L’allattamento ci fa risparmiare sul futuro.

Il trattamento ortodontico costa dai 1000 ai 1300 euro annui.

Il bite circa 500 euro

La terapia miofunzionale minimo 600

Le visite specialistiche (ORL, Foniatra) ed esami strumentali dai 100 euro in su. Valutazione e trattamento osteopatico dai 70 euro

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di Annarita Carbone

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