La lattoferrina. Davvero protegge dal covid?

Lattoferrina

Last updated on Aprile 16th, 2021 at 12:10 pm

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La lattoferrina protegge dal Covid-19?

Dove si può trovare questa miracolosa molecola?

Ma è davvero così miracolosa?

La lattoferrina è una proteina che non tutti conoscevano ma che ormai, in questi giorni, è nota ai più.

Gli esperti di allattamento al seno e di latte materno conoscono bene questa molecola.

Si tratta di uno tra i principali fattori di protezione naturale che l’organismo umano ha a disposizione fin dalla nascita. 

Ma la maggior parte delle persone ne ha sentito parlare solo negli ultimi mesi.

Si è diffusa infatti a partire dall’estate scorsa (luglio 2020), la notizia di una possibile azione miracolosa della lattoferrina contro il Covid- 19. Ma sarà vero quanto annunciato dai media?

L’integratore di lattoferrina protegge dal Covid?

Chi mi segue sa che la mia curiosità non ha limiti e quindi ho provato ad intervistare esperti e studiare per offrire ai lettori del mio blog un punto di vista che possa essere il più obiettivo possibile.

Sono andata a spulciare tra le dichiarazioni degli stessi scienziati che hanno lavorato allo studio. Volevo capire se l’integratore di lattoferrina fosse davvero così potente da proteggere dal virus.

La maggior parte degli studi si sono focalizzati però non tanto sull’integratore di lattoferrina, quanto sulla lattoferrina come molecola che si trova disponibile in natura. 

Indovinate un po’ dove?

Proprio nel latte materno.

Lattoferrina e Latte materno. C’è correlazione?

Già diverso tempo fa, il professor Paolo Gandullia dell’Ospedale Gaslini di Genova mi aveva spiegato l’importanza della lattoferrina e di altre molecole che hanno scoperto essere una sorta di salvavita per alcuni bambini nati con enterocolite necrotizzante. 

“L’azione protettiva del latte umano nei confronti della enterocolite necrotizzante si esplica attraverso gli effetti di sostanze non nutritive in esso contenute e cioè cellule del sistema immunitario, IgA secretorie, lisozima, oligosaccaridi, nucleotidi, citochine, fattori di crescita, acidi grassi polinsaturi e soprattutto lattoferrina. Queste hanno la capacità di indurre la maturazione del tratto gastrointestinale, modulare lo sviluppo del sistema immunitario e favorire lo sviluppo di una flora microbica protettiva”.

Antonella Diamanti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma mi ha spiegato: “I vantaggi del latte materno sono rappresentati dalla composizione ottimale dei macronutrienti per la crescita, con un completo apporto di macro e micronutrienti.

I fattori trofici contenuti nel latte materno favoriscono lo sviluppo della mucosa intestinale e le immunoglobuline ad attività antimicrobica in grado di migliorare la funzione della barriera mucosa prevenendo la proliferazione eccessiva di batteri nocivi nel lume intestinale.

Inoltre il latte materno favorisce la colonizzazione intestinale da parte dei lattobacilli e dei bifidobatteri che rappresentano importanti elementi della flora batterica del bambino sano”.

Questo discorso, secondo i ricercatori vale anche per le funzioni respiratorie del bambino. Per cui il bambino allattato al seno ha minore probabilità di contrarre malattie respiratorie.

 

Allattamento
Allattamento

Lattoferrina pura nel latte materno e nel colostro.

Lattoferrina e latte materno sono quindi due termini che vanno davvero a braccetto. La lattoferrina pura  è un dono che i neonati (siano essi di uomo o di animale), ricevono dalla mamma.

Il latte materno ne è ricco.

In modo particolare, la concentrazione più alta di lattoferrina si ha nel colostro (5 volte di più rispetto al latte nei mesi successivi al parto).

E’ proprio questo liquido giallo che io ho più volte definito “oro” che è ricco di questa straordinaria molecola, in grado di aiutare i piccoli a difendersi dagli attacchi esterni quando il loro sistema immunitario non è ancora autonomo.

Come la lattoferrina protegge i neonati.

La lattoferrina è anche detta “proteina dell’immunità naturale”, proprio perché presente già nel latte materno. Protegge dalle infezioni come una rete a maglie strette, impedendo ai patogeni (virus, batteri, funghi) il passaggio nelle cellule della mucosa respiratoria e intestinale.

Si tratta quindi di una vera e propria protezione per il neonato.

La lattoferrina, è inoltre capace di  uccidere lo Streptococco mutans, considerato una delle cause principali di erosione dello smalto dei denti, e dunque della carie in età infantile.

Oltre che nel latte materno, la lattoferrina si può trovare nelle lacrime e nella saliva. Ma si trova anche sotto forma di integratore alimentare e viene sintetizzato in laboratorio.

I bambini: grandi esclusi dalla pandemia Covid-19.

Il fatto che i bambini fossero i meno esposti al virus ha fatto si che alcuni ricercatori dell’Università di Tor Vergata di Roma, portassero avanti uno studio incentrato proprio sulla capacità della lattoferrina di combattere le infezioni. Lo studio del team di Clinici di Tor Vergata e della Sapienza, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Molecular Sciences.

Sul comunicato stampa emanato dall’Ateneo Roma di Tor Vergata, pubblicato nel luglio del 2020 ma modificato a settembre 2020, si legge: “L’effetto della lattoferrina contro il Covid può essere considerato anche in prevenzione come un’arma efficace nel controllo del contagio”.

Forse è per questo motivo che gli integratori di lattoferrina stanno andando a ruba. Ma funzionano davvero contro il covid? Ve lo spiegherò nel corso di questo post.

Ma allora sono solo i bambini a beneficiare delle proprietà protettive di questa proteina o anche gli adulti che la assumono tramite gli integratori?

Facciamo chiarezza.

“Ancora molto c’è da capire su questo aspetto – fanno sapere dall’Ateneo romano –  ma tra le motivazioni si pone l’attenzione sul ruolo dell’immunità innata e umorale dei piccoli pazienti, con funzioni probabilmente più restrittive ed efficaci nei confronti del Covid-19 rispetto agli adulti. A ben vedere infatti il sistema di difesa dei bambini risponde rapidamente alle infezioni con l’immunità naturale aspecifica e con la produzione di anticorpi.

Le dichiarazioni dei docenti del Policlinico Tor Vergata. 

Elena Campione del Policlinico di Tor Vergata : “Le proprietà antivirali ed antinfiammatorie della lattoferrina, la candidano come molecola ideale per trattare i pazienti Covid19 positivi. Nel mese di aprile (2020 ndr), quindi, è stato successivamente proposto insieme ai professori Luca Bianchi, Ordinario e Direttore della UOSD di Dermatologia e Massimo Andreoni, Ordinario di Malattie Infettive del PTV, uno studio clinico per i pazienti Covid19 paucisintomatici ed asintomatici per valutare l’efficacia e la sicurezza di una formulazione liposomiale innovativa di lattoferrina, somministrata per uso orale e ed intranasale”.

“Questo trial clinico –  sostiene il team di Tor Vergata –  è stato il primo approvato, sull’utilizzo della lattoferrina nei pazienti Covid positivi a livello nazionale ed internazionale. I risultati ottenuti nei pazienti hanno dimostrato, per la prima volta l’efficacia della lattoferrina nel favorire, senza effetti avversi, la remissione dei sintomi clinici nei pazienti Covid-19 positivi sintomatici e la negativizzazione del tampone già dopo 12 giorni dal trattamento. Anche dagli esami ematici abbiamo osservato risultati notevoli che saranno presto pubblicati”.

La lattoferrina blocca le fasi precoci dell’interazione Virus SARS-CoV-2/ Cellula. 

Accanto a questo studio clinico, un team coordinato dalla Prof.ssa Piera Valenti, Ordinario di Microbiologia dell’Università La Sapienza di Roma e Membro del Comitato Internazionale sulla Lattoferrina ha verificato in parallelo la qualità, la purezza e l’integrità della lattoferrina utilizzata. Ha inoltre eseguito delle prove in vitro sull’azione antivirale della lattoferrina dimostrando come questa proteina inibisca l’infezione da SARS-CoV-2, bloccando le fasi precoci dell’interazione virus-cellula.

Come funziona davvero la lattoferrina?

La lattoferrina inibisce sia direttamente che indirettamente i diversi virus che causano malattie nell’uomo. Inibisce direttamente l’infezione virale legandosi ai siti dei recettori virali e/o agli eparansolfati delle cellule dell’ospite impedendo in tal modo che il virus infetti le cellule”.

“La lattoferrina, inoltre, aumenta la risposta immunitaria sistemica all’invasione virale. Interessante notare che c’è una carenza sistemica di lattoferrina in chi è affetto da HIV. In svariati studi in vitro la lattoferrina ha dimostrato di avere potenti effetti antivirali contro la replicazione sia dell’HIV umano che del Citomegalovirus (CMV) senza mostrare alcuna citotossicità. Oltre all’HIV e al CMV, ulteriori studi hanno riscontrato che la lattoferrina inibisce l’infezione da Herpes Simplex di tipo 1 e 2“.

I ricercatori cinesi lo avevano già capito ai tempi della SARS. 

L’azione antivirale della lattoferrina è stata anche studiata in vitro nel 2011, nei confronti del virus da Sars-Cov, da un team di ricercatori cinesi, che hanno confermato un suo ruolo protettivo, grazie al legame all’eparansolfato che impedisce, quindi, l’entrata del virus.

Eppure negli ultimi giorni, sembra che alcuni virologi abbiano confutato le tesi degli studiosi di Tor Vergata o che comunque abbiano messo in dubbio l’attendibilità delle affermazioni emanate a luglio 2020.

L’Iap, l’Istituto per l’autotutela pubblicitaria, ha lanciato la sua condanna affermando che il messaggio promozionale conseguente alle dichiarazioni della stampa in merito alla lattoferrina sia stato tale da “generare erronee aspettative nel consumatore”. Infatti pochi giorni fa la pubblicità di un integratore di lattoferrina è stata censurata.

Il noto immunologo Burioni ha più volte gridato allo scandalo invitando le persone a non comprare integratori di lattoferrina. E si è scontrato con la stessa dottoressa  Campione di Tor Vergata. 

E poi finalmente, nei giorni scorsi, l’Espresso ci racconta tutta la storia (vi invito a leggerla seguendo questo link in cui si legge che si tratterebbe di un boom commerciale senza precedenti.

E’ vero o non è vero che la lattoferrina può proteggerci dal Covid?

La risposta non è ancora chiara. Tuttavia gli esperti virologi continuano ancora a dire la loro.

Lo scorso 4 novembre si è tenuta a Milano la conferenza stampa dal titolo

“Lattoferrina e Colostro: un rimedio contro il Covid-19?”,

Hanno preso parte ai lavori il ricercatore Riccardo Cultraro, sostenitore e promotore della lattoferrina quale possibile cura del Covid-19, il virologo Giulio Tarro, collegato via Skype, e il giornalista Max Massimi.

Riccardo Cultraro, imprenditore nel campo delle materie prime, con grande esperienza di laboratorio, maturata in Spagna ed in Cina, insieme ad altri suoi colleghi di Hangzhou (Cina) e della provincia di Bergamo, ha affermato: “Il Colostro è la prima secrezione della ghiandola mammaria della puerpera dopo il parto e, dunque, il primo nutrimento del neonato. Contiene carboidrati e proteine, grassi e minerali, oltre a tantissimi anticorpi.

In passato, prima della scoperta degli antibiotici, veniva somministrato agli ammalati gravi per affrontare vari tipi di infezioni, dato l’altissimo contenuto di immunoglobuline. La Lattoferrina è una proteina, che ha un peso molecolare di 80 KDH e un’azione antimicrobica e ferro-trasportatrice, ed  è presente, oltre che nel Colostro e nel latte, in secrezioni come saliva e lacrime”.

Il virologo Giulio Tarro, in collegamento, ha affermato che la lattoferrina può costituire una profilassi per il Covid-19, nonché alternativa ad altri metodi di prevenzione che si stanno sperimentando e che sono già in essere.

Maurizio Tommasini, biologo e nutrizionista, fa sapere:

“Questi i risultati non possono certo dirsi epocali. Sono gli autori stessi a indicare i maggiori problemi, ossia il ridotto numero di soggetti indagati e la mancanza di un vero gruppo di controllo. Non si tratta quindi dati che possono giustificare l’entusiasmo dei media nei confronti dell’ennesima “cura dei miracoli”, tra l’altro tutta italiana, che fa sempre piacere mettere una bella bandierina sopra storie di questo tipo.

La lattoferrina — che, ricordo, produciamo in proprio e in parte possiamo prendere anche dal latte e da derivati — stuzzica la fantasia perché si tratta dell’ennesimo composto “naturale”. Poco importa se ottenuta da organismi ricombinanti, in opposizione a farmaci e vaccini, che una fetta non trascurabile del pubblico vede — in maniera del tutto immotivata — con crescente sospetto. I risultati di questo lavoro, e di una manciata di altri, tutti con gli stessi problemi metodologici e con risultati altrettanto modesti, non giustificano assolutamente la prescrizione o l’utilizzo di integratori di lattoferrina per la prevenzione o, addirittura, il trattamento di COVID-19″.

Conclusione: Lattoferrina si o no? 

Non posso dare consigli o suggerimenti. Non sono un medico, nè un’esperta  naturopata ma posso dirvi di informarvi bene. Dalle fonti giuste e non fidarvi del sentito dire.

Latte materno

Alle mamme che hanno la fortuna di iniziare ad allattare i loro piccoli e alle mamme che stanno già allattando dico: andate avanti. Allattate, continuate ad allattare. Non smettete, anche se il vostro bambino è grandicello, anche se ci sono problemi, andate avanti. Lasciatevi aiutare. informatevi bene. Il latte materno è oro per il vostro bambino. E non parliamo solo dei benefici che tutti conosciamo. Parliamo di scienza. Parliamo di medicina. Non ci sarà mai nulla di equiparabile al latte materno. Soprattutto in questo momento di pandemia. Non lo dico io. Lo dicono gli esperti.

Se hai trovato questo mio articolo interessante forse potrebbe interessarti anche questo articolo dal titolo “Trovata nel latte materno una molecola capace di sconfiggere 40 tipi di cancro”. Per diverse settimane i media di tutto il mondo hanno parlato della scoperta fatta dalla ricercatrice svedese Catharina Svanborg.

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di Annarita Carbone

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