Aria nella pancia. Allattamento

Abbiamo un problema. Un problema serio. Nella nostra pancia c’è molta aria.

Sarà per via dell’allattamento? Non credo.

Non è una semplice colica, come quelle che solitamente terrorizzano i genitori dei neonati. E’ una colica da adulti. Infatti ad averla sono io e non i miei bimbi.

Se stai leggendo questo post, probabilmente il tuo bambino soffre di aria nella pancia. Ma nonostante il titolo e l’incipit, io qui non voglio parlarti delle coliche dei neonati. Vorrei parlarti della reazione che hanno le persone quando dico che allatto i miei bambini o per lo meno che li ho allattati a termine (gli esperti di allattamento indicano così l’allattamento prolungato cioè quello che si protrae finché mamma e bambino lo desiderano).

Antonio (6 anni) non ne ha mai sofferto. Dario (23 mesi) ha superato tutto grazie al latte materno e alla crescita.

Tornando a noi, sono io a soffrire di aria nella pancia.

Per risolvere il problema di questa aria nella pancia che mi sta facendo impazzire da circa 6 mesi, ho deciso di intervenire e, dopo cure varie, fermenti lattici, medicinali più o meno omeopatici e naturali, tisane alle erbe, al finocchio e chi più ne ha più ne metta, mi sono decisa. Vado dal gastroenterologo.

Nello studio medico. Prima della diagnosi.

Quando sono entrata nello studio Dario dormiva. Prendo sempre gli appuntamenti in orari strategici, quando so che è l’ora del sonnellino. Dal parrucchiere, dall’estetista, dal tappezziere, dall’architetto che mi aiuta ad arredare la mia nuova casa, dallo psicoterapeuta. Anche in questo caso, ho scelto l’orario del sonnellino.

“Signora, com’è bello suo figlio – mi fa il dottore appena vede il passeggino rosso. Quanto ha?”

“23 mesi appena” – faccio io.

“Però, è alto”! – conclude sorridendo.

Dopo la diagnosi

Dopo la visita e qualche banale consiglio di vita quotidiana : “Si muova, beva più acqua (ne bevo quasi 3 litri al giorno – ndr), mangi più frutta e verdura”, arriva la prescrizione di altri medicinali ed una bella richiesta per ecografia della colecisti.  Prenda questi fermenti lattici e questo medicinale, vedrà, la sua pancia tornerà come nuova.

– Io: “Dottore, è  sicuro che io possa prendere questo farmaco? So bene che la maggior parte dei farmaci sono compatibili con l’allattamento. Ormai un po’ me ne intendo e dal nome già capivo che in questo caso si trattava di un’eccezione. Sa, io ALLATTO.

Il dottore strabuzza gli occhi: “Allatta ancora”?

– Dottore (con aria tra il curioso e l’incredulo): “Allatta? Signora, ma perché allatta ancora?

– Io: “Non ho scelto io – cerco di spiegare con calma al dottore che nel frattempo aveva conserto le braccia e assunto un atteggiamento pietistico.  Ha scelto mio figlio. Lui scoppia di salute, mangia tutto, si comporta bene e io lo allatto. Quando ho smesso di allattare il mio primo bimbo, ha iniziato ad ammalarsi. Dario invece non si ammala mai. Neppure una febbre”.

“Certo, lei ha ragione, ma tanto non potrà proteggerlo all’infinito. Inoltre potrebbe provocargli seri problemi.

Che tipo di problemi?

Ecco qui che anche il gastroenterologo, improvvisamente si mette a sciorinare una serie di previsioni terroristiche sul profilo del bambino allattato a termine.

– Dottore: “Innanzitutto non serve allattare così tanto. Basta allattarli per i primi mesi. Anche gli animali lo fanno. E’ la natura (quando mai, mi chiedo lei ha letto gli studi su animali e allattamento – mi chiedo. Io si, li ho letti).

E sa che potrebbe provocare seri problemi al suo bimbo?  Soprattutto di natura psichica. I bambini allattati al seno per troppo tempo (troppo tempo??? Ma chi lo decide questo tempo?. Cominciavo ad essere furiosa)  diventano mammoni, viziati e capricciosi. E possono sviluppare serie patologie psicologiche. Capisce a cosa mi riferisco?

Dovrebbe smettere immediatamente?”

Eccola lì, la ricetta. La solita ricetta. Dovrebbe smettere immediatamente. Una delle parole che sento dirmi per la maggior parte del tempo da tutti quelli che mi circondano. Pediatri compresi.

In un attimo, passano nella mia mente tutti i documenti del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità e dell’Oms. tutti i dettami Unicef che ho studiato in questi anni. Respiro, mi faccio forza e con tutto il rispetto che provo per me e per mio figlio, ma anche per il ricordo del caro, buon vecchio Esculapio, mi rivolgo al medico.

“Io: Caro dottore, non credo che questo possa succedere. Ormai tutti sono a conoscenza degli enormi e illimitati benefici che l’allattamento comporta. Ma mi dica dottore: lei è stato mai allattato? La saluto. Arrivederci”.

di Annarita Carbone