Troppi cesarei in Italia? I dati ufficiali e le domande da fare

Il Ministero della Salute parla di «ricorso eccessivo» al taglio cesareo. Che cosa dice il dato, quando l'intervento serve davvero e come parlarne con chi ti segue in gravidanza.

Illustrazione a matita e acquerello: una donna incinta dai capelli ricci e il compagno, seduti davanti a una scrivania con un taccuino in mano, fanno domande a una ginecologa che li ascolta e prende appunti.
Illustrazione a matita e acquerello: un disegno, non una fotografia.

In Italia quasi un parto su tre avviene con un cesareo. Il Ministero della Salute lo scrive senza giri di parole nella presentazione del rapporto sulle nascite: «Si conferma il ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica». Questo non dice nulla sul tuo parto, ma spiega perché vale la pena arrivare informata al momento della scelta.

Questo articolo è informazione generale: non sostituisce il ginecologo, l'ostetrica o il medico, che conoscono te e la tua gravidanza. Non giudichiamo il cesareo di nessuna: un cesareo necessario è la scelta giusta, e chi lo ha avuto non ha «fallito» nulla.

Il dato ufficiale: CeDAP 2023

Il Certificato di assistenza al parto (CeDAP) raccoglie ogni anno i dati delle nascite in Italia. Secondo il Ministero della Salute, nel 2023 il 30,3% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, «con notevoli differenze regionali» (Rapporto CeDAP, dati 2023, pubblicato nel febbraio 2025). Lo stesso rapporto indica che il 90,1% dei parti del 2023 è avvenuto negli istituti di cura pubblici ed equiparati.

Dato (Ministero della Salute, CeDAP 2023)Valore
Parti con cesareo30,3%
Parti negli istituti pubblici ed equiparati90,1%
Differenze tra regioni«notevoli»

Non riportiamo i dati delle singole regioni né quelli dei singoli ospedali: il rapporto completo non è stato letto per questa pagina, e questi numeri cambiano ogni anno. Se ti interessa il tuo punto nascita, chiedi direttamente quanti cesarei fa e perché.

Quando il cesareo è necessario

Il Ministero della Salute ricorda che il taglio cesareo è un «intervento chirurgico non privo di rischi» e che deve essere eseguito solo quando si verificano le condizioni cliniche che lo rendono necessario, con criteri basati sulle prove scientifiche.

Il servizio sanitario inglese (NHS) elenca alcune situazioni in cui il cesareo può essere proposto:

Quando c'è il tempo di pianificarlo, scrive l'NHS, l'ostetrica o il medico discutono con te benefici e rischi rispetto al parto vaginale.

I rischi di cui sentirai parlare

L'NHS definisce il cesareo un intervento in generale molto sicuro, ma con i rischi di ogni chirurgia. Tra le possibili complicazioni cita l'infezione della ferita o della mucosa dell'utero, i coaguli di sangue, il sanguinamento eccessivo, lesioni a organi vicini come la vescica, difficoltà respiratorie temporanee del neonato e, raramente, un taglio accidentale al bambino. Aggiunge che il recupero richiede di solito più tempo rispetto a un parto vaginale.

Non aggiungiamo percentuali: non sono nelle fonti lette, e dipendono molto dal motivo dell'intervento e dalla tua salute.

Le cure rispettose che puoi chiedere

Il Ministero richiama le «Cure Amiche della Madre» definite dall'OMS. Tra i punti chiave: una persona di tua scelta accanto durante travaglio e parto, la libertà di muoverti e di scegliere la posizione, e il principio di non ricorrere ad atti invasivi (rottura delle membrane, episiotomia, induzione, parto strumentale, taglio cesareo) se non sono necessari a causa di complicazioni, che in quel caso «devono essere spiegate e condivise con la donna». Se ritieni che questo non sia successo, leggi la pagina su rispetto e consenso durante il parto.

Le domande da fare (nostro suggerimento)

  1. Quanti cesarei fa questo punto nascita e in quali casi li propone?
  2. Nel mio caso c'è un motivo clinico per pensare a un cesareo? Quale?
  3. Se il travaglio non parte, che cosa proponete prima del cesareo? (La pagina sull'induzione al parto spiega i metodi.)
  4. Se il cesareo diventa necessario, chi potrà stare con me e quando potrò tenere il bambino?
  5. Dopo un cesareo, che cosa cambia per un'eventuale gravidanza futura?

Sull'ultima domanda c'è la guida al parto vaginale dopo cesareo. Le altre guide sono nella sezione gravidanza, parto e dopo.

Domande frequenti

Qual è la percentuale di cesarei in Italia?

Secondo il Ministero della Salute (Rapporto CeDAP, dati 2023), nel 2023 il 30,3% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, con notevoli differenze tra le regioni. Il dato si aggiorna ogni anno: per numeri più recenti fai riferimento al rapporto CeDAP pubblicato dal Ministero.

Posso chiedere il taglio cesareo senza un motivo medico?

Le regole italiane sul cesareo su richiesta non sono nelle fonti lette per questa pagina, quindi non le descriviamo. Se hai paura del parto, dillo al ginecologo o all'ostetrica: è un motivo valido per parlarne a lungo e per ricevere sostegno, qualunque scelta farai.

Il cesareo è più sicuro del parto naturale?

Non in generale. Il Ministero della Salute lo definisce un intervento chirurgico non privo di rischi, da eseguire quando le condizioni cliniche lo rendono necessario. In quei casi è l'opzione più sicura; fuori da quei casi aggiunge i rischi propri di un'operazione.

Dopo un cesareo posso allattare?

Sì. Le prime poppate possono richiedere posizioni diverse per non premere sulla ferita: il Ministero della Salute, per esempio, cita l'allattamento da sdraiata nei primi giorni dopo un cesareo. Chiedi all'ostetrica del reparto di aiutarti con il primo attacco.

Dopo il primo cesareo dovrò rifarlo?

Non necessariamente. Secondo il servizio sanitario inglese, la maggior parte delle donne con un cesareo alle spalle può avere in sicurezza un parto vaginale al figlio successivo. Se e come farlo, nel tuo caso, si valuta con il ginecologo.