Quanto latte mangia un neonato?

Quante poppate deve fare al giorno il nuovo arrivato? E quanto latte dovrà assumere ad ogni poppata? Ecco una stima mese per mese.

quanto latte mangia un neonato di 20 giorni

Last updated on Ottobre 6th, 2021 at 04:57 pm

Quanto latte mangia un neonato? Forse si tratta di uno dei dubbi che maggiormente attanagliano i neo genitori che si trovano tra le braccia un bambino appena nato.

Non è semplice riuscire a regolarsi sulla quantità di latte giusta che un neonato deve assumere per crescere al meglio, per vari motivi.

Abbiamo chiesto ai nostri esperti di fornirci una stima dettagliata mese per mese di quanto latte debba mangiare un bambino appena nato e di quali siano i segnali per valutare se il nostro bimbo sta crescendo bene oppure no.

L’arrivo del nuovo bimbo

Quando arriva un nuovo bimbo, l’eccitazione è tanta e la gioia pervade e invade la casa e i cuori dell’intera famiglia. Durante i primi giorni al rientro dall’ospedale, il bambino ama la tranquillità, ama le braccia della sua mamma e del suo papà e soprattutto ama essere allattato frequentemente.

La mamma invece si ritrova sola dopo giornate intere in cui lo staff ospedaliero era pronto a dispensare consigli su cosa fare e come fare. E questo crea un po’ di incertezza e di insicurezza nella madre.

Abbiamo più volte parlato su questo blog di quanto siano importanti i primi gg di vita del bambino perché è proprio durante questi giorni che il corpo materno si calibra riuscendo a capire quale sia la quantità di latte necessaria per il piccolo. La fase della calibrazione quindi è una fase importantissima sia per la mamma che per il bambino.

Ma nonostante le cose vadano per il verso giusto, al primo vagito, al primo segnale di pianto, la mamma inizia ad avere il dubbio. Il latte basterà? La montata lattea sarà arrivata? Dovrò dare l’integrazione di latte artificiale e passare all’allattamento misto?

Quanto latte deve mangiare un neonato? Facciamo chiarezza con l’aiuto del pediatra esperto in nutrizione.

La prima regola da seguire quando si parla di un neonato è che ogni bambino è a se. Nessun neonato è uguale a un altro e questa regola vale sempre: nel caso dell’alimentazione, del sonno e anche dell’educazione. Ecco perché possiamo dire che non esiste una quantità precisa di latte che un bambino deve mangiare.

Patrizia Masciocchi, pediatra esperta in nutrizione:

“Non ci sono ricette, tabelle o metodi particolari da seguire, perché non c’è un bambino uguale a un altro”.

L’unica regola da tener presente quando parliamo di un neonato e della sua alimentazione è che lo stomaco di un bambino appena nato è davvero molto piccolo, per cui non è necessario fare delle poppate lunghissime e riempirsi di latte. Il suo stomaco è poco più grande di una nocciolina. Un neonato mangia davvero poco.

Basterà poco latte per saziarlo. La cosa importante è che le poppate siano frequenti e che non trascorra troppo tempo tra una poppata e l’altra.

Quando diciamo troppo tempo, di solito indichiamo un arco di tempo che supera le 2 ore, ma anche meno.

Alcuni neonati, infatti, hanno bisogno di attaccarsi al seno molto molto di frequente, soprattutto in estate.

Quante poppate deve fare al giorno il piccolo?

Nell’arco delle 24 ore (quindi anche di notte), il bambino sano e nato a termine, dovrebbe succhiare almeno 8- 12 volte. Ciò vuol dire che non dovrebbero trascorrere più di 3 ore tra una poppata e l’altra. Ma se la mamma lo ritiene opportuno può allattare il bambino anche più spesso.

Non esiste una regola precisa sul numero di pappate o sulla quantità di latte materno che un neonato deve assumere ma esiste solo l’intuito materno e il legame profondo che si è creato nella diade madre-bambino. Questo legame è basato sul contatto, sull’intesa, sulla comunicazione profonda per cui la mamma, di solito, è in grado di captare i segnali di fame del bambino.

Non esistono quindi orari per le poppate. L’orientamento delle nuove linee guida, anche di quelle riguardanti il latte formulato, va infatti sempre più verso un tipo di allattamento a richiesta che non prevede assolutamente orari rigidi ma che si basa sulla richiesta del bambino di essere sfamato e sulla volontà della sua mamma di accontentarlo.

Al contrario di quanto affermano alcuni infatti, non importa se il bambino ha già mangiato. Se la sua richiesta è quella di attaccarsi al seno, sarebbe meglio soddisfarla perché nel seno, il piccolo, trova non solo cibo ma anche accudimento, coccole e sensazioni benefiche per il suo stato d’animo. Stare tra le braccia della madre e attaccarsi al seno è fondamentale.

Al contrario di quanto accade con il biberon, l’allattamento al seno non permette alla mamma di determinare la precisa quantità di latte ingerita dal neonato ma ci sono dei parametri per riuscire a capire se un allattamento sta davvero andando nella direzione giusta.

E questi parametri riguardano non solo la crescita del neonato allattato al seno che va sempre tenuta sotto controllo, ma anche altri segnali che sono, per così dire, i segnali di un allattamento efficace.

Ma spesso la mamma non si accontenta di questi parametri. Vuole sapere se le cose stanno andando bene e vorrebbe sapere quanto latte sta bevendo il suo bambino.

La doppia pesata, serve davvero?

Photo by Michal-bar-haim-NYvRaxVZ-_M

Per conoscere la quantità precisa di latte che un neonato sta assumendo, alcuni esperti del settore, un tempo, proponevano alle mamme di effettuare la doppia pesata.

Attualmente tutti gli esperti di allattamento sconsigliano questa pratica, per due motivi:

  1. è davvero difficile determinare la quantità precisa di grammi di latte che un bambino ingerisce;
  2. la sottostima di questa quantità potrebbe creare ansia nella mamma e influire in maniera negativa sull’allattamento.

Ma se sei convinta che a te serva e vuoi avere maggiori informazioni, ti consiglio di continuare nella lettura.

La doppia pesata serve davvero? In che cosa consiste? Vediamolo insieme.

La doppia pesata consiste nel pesare il neonato prima e dopo la poppata. Solitamente si dovrebbe pesare il bambino con il pannolino e poi pesarlo dopo la poppata con lo stesso pannolino. Ciò vuol dire che le condizioni del vestiario devono essere le stesse sia prima che dopo la poppata, anche se il bambino si sporca.

Vediamo come farla:

  • Il neonato deve essere messo sulla bilancia e pesato.
  • La mamma dovrebbe appuntare il peso su un foglietto.
  • Dopo essere stato allattato, il piccolo deve essere rimesso sulla bilancia.
  • Non devono essere somministrati altri liquidi , né devono essere tolti gli indumenti al bambino. Qualsiasi variazione potrebbe falsare la prova della pesata.
  • Appuntare il peso sullo stesso foglietto. La differenza tra questa seconda pesata e la prima pesata, darà alla mamma la quantità di latte in grammi che il bambino ha assunto durante quella poppata.

Lo ripetiamo, la doppia pesata è una pratica che oggi giorno viene sconsigliata, proprio perché non è sicuro che fornisca una stima precisa della quantità di latte ingerita. Inoltre, il bambino che succhia il seno materno non sempre ingerirà la stessa quantità di latte e questo potrebbe mandare la mamma in confusione.

Per alcune mamme la doppia pesata rischia addirittura di diventare un’ossessione e una cosa davvero stancante che porta via tanto tempo e, molto spesso, innervosisce il neonato. Ci sono atri tipi di parametri da prendere in considerazione, per valutare se la crescita del bambino allattato al seno è ottimale.

Ad esempio, si può prendere l’abitudine di pesare il piccolo 1 volta a settimana, stando ben attenti a pesarlo sempre nello stesso giorno e alla stessa ora: ad esempio il mercoledì mattina alle 10. Ma potete anche scegliere un altro giorno e un’altra ora. L’importante è che l’intervallo di tempo trascorso tra una pesata e l’altra sia sempre lo stesso, al fine di valutare la crescita sui 7 gg.

Ma quanto deve mangiare precisamente un bambino?

La prima regola che dobbiamo tener presente quando parliamo di neonati allattati al seno è la fiducia. Fidarsi del bambino è il modo migliore per riuscire a capire cosa dobbiamo fare e soprattutto per riuscire a capire se stiamo facendo bene. E per fidarci, lo abbiamo detto molto volte, dobbiamo entrare in collegamento con il nostro piccolo, dobbiamo ascoltare, captare i segnali che ci dà.

Osservare il bambino, vedere come si comporta, quali segnali ci sta dando, è un buon modo per capire se tutto sta procedendo per il meglio. La mamma è quasi sempre perfettamente in grado di capire i bisogni del suo bambino e soddisfare i suoi bisogni.

Spesso le mamme si chiedono:

Il mio bambino sta ricevendo abbastanza latte? Forse questo video potrebbe aiutare a chiarire le idee in merito.

Si tratta di un video della Global Healt Media Project, tradotto in italiano da La Leche League.

 

Nonostante tutto però ci sono delle formule matematiche che i pediatri utilizzano per calcolare la quantità di latte che ogni bambino dovrebbe assumere.

Personalmente non mi sento di consigliare alle mamme di seguire queste formule, soprattutto perché non credo che una formula matematica possa darci indicazioni sulla salute di un bambino.

Se un bambino mangia bene e cresce bene e sta bene, lo ripetiamo, si può vedere da altri segnali.

Tornando alla formula matematica,  per avere la stima in grammi della quantità di latte che un bambino dovrebbe assumere dobbiamo fare questo calcolo:

·       Pesare il bambino calcolando il peso in grammi;

·       Dividere il peso del bambino in grammi per 10

·       Aggiungere al risultato ottenuto 250

Quindi se il bambino pesa 2 kg la formula sarà

(2.000:10) + 250 = 450

Questo vuol dire che nell’arco delle 24 ore il bambino dovrebbe assumere circa 450 grammi di latte. Se poi dividiamo il numero delle poppate per questa quantità di latte, dovremmo riuscire a sapere, più o meno, la quantità di latte in grammi che il bambino deve assumere per ogni poppata.

Ad esempio, se il bambino fa 8 poppate nell’arco delle 24 ore, la formula sarà:

450:8= 56,25.

Ma vediamo ora una stima mese per mese di quanto latte deve mangiare un bambino.

Quanto latte nel 1° mese?

Il primo giorno di vita il bambino prenderà circa 10 grammi a pasto. Non dimentichiamo che lo stomaco di un neonato è poco più grandi di una nocciolina, per cui basterà qualche goccia di colostro per saziarlo.

Questa quantità aumenterà gradatamente ogni giorno per l’intera settimana, per cui il bambino prenderà in totale 70-80 grammi di latte a poppata.

Per il resto del mese la quantità di latte aumenterà e il piccolo prenderà circa 100 grammi a poppata.

Durante il primo mese il neonato dovrà fare circa 8-12 poppate nelle 24 ore, ma attenzione, il bambino potrà farne anche di più se lo desidera. Se mostra i segnali di fame, irrequietezza o chiede di stare attaccato al seno, bisogna accontentarlo e non cercare di distrarlo o ritardare la poppata. Questa regola è sempre valida, anche quando il bambino crescerà, perché è importante per il piccolo, essere allattato a richiesta.

Per un piccolo infatti, attaccarsi al seno è un istinto e ogni bambino avrà necessità diverse per cui alcuni possono sentire il bisogno di fare poppate più frequenti ma brevi, altri possono preferire poppate più lunghe ma diradate. E’ il bambino che dovrebbe scegliere, anche perché più spesso ha occasione di succhiare, maggiore sarà la quantità di latte che la mamma sarà in grado di produrre.

Katleen Hoover, una delle maggiori  consulenti americane che da oltre 40 lavora a stretto contatto con il personale sanitario  e con le mamme negli ospedali  della Pennsylvania, mi ha detto una volta:

“Non è la mamma che produce latte, è il bambino che stimola la produzione attraverso la suzione”.

Durante i primi 3-5 giorni la mamma avrà l’impressione di avere poco latte e forse sarà pure vero ma quel poco latte che viene chiamato colostro, è oro per il bambino. E’ un concentrato di nutrienti di cui nessun neonato può fare a meno, nell’attesa che arrivi la montata lattea. Alcuni esperti hanno definito il latte materno e il colostro, un potente bioreattore, fondamentale per il bambino, soprattutto durante i primi 100 giorni di vita.

E il bambino dovrebbe essere libero di succhiare in questo periodo. Seguire uno schema di allattamento rigido, con orari prestabiliti non è mai una buona idea, nemmeno quando parliamo di una nutrizione artificiale.

“Essere bloccati negli schemi di orari e quantità espone il bambino a diversi rischi – ha spiegato Natalia Camarada, pediatra e consulente IBCL sulle pagine della rivista Uppa. Prima di tutto quello di interferire con il meccanismo di fame/sazietà, per cui il bambino rischia di non riuscire più a capire quando ha fame e quando è sazio. I genitori, dal canto loro, controllando le quantità di cibo e i momenti in cui erogarlo, rischiano di forzare (involontariamente) il bambino a mangiare, magari più del dovuto. E questi due fattori sono spesso associati al rischio di obesità infantile. (fonte Uppa) –

Quindi mamme, non spaventatevi se il vostro piccolo appena nato vorrà succhiare anche ogni mezz’ora o ogni ora. Assecondatelo!

Quanto latte nel 2° mese?

Valgono comunque le indicazioni del primo mese. Il numero delle poppate sarà sempre più o meno lo stesso ma la quantità di latte che il bambino tenderà a mangiare sarà lievemente superiore. Non cercate di limitare le poppate ma lasciate il bambino libero di succhiare. La dose di latte per poppata, in questo periodo aumenterà fino ai 110-160 grammi per poppata. Se pensate che il bambino stia mangiando troppo, non vi preoccupate, non esiste qualcosa come troppo latte materno ed è risaputo che il latte materno non mette a rischio il bambino sul fattore obesità, tutt’altro!

Quanto latte nel 3° mese?

Come nei primi 2 mesi, il numero delle poppate resterà invariato. Potrebbe però accadere che il bambino chieda di essere allattato molto spesso, a causa di un eventuale scatto di crescita. Durante questa fase delicatissima infatti, il bambino potrebbe richiedere più attenzioni del solito e potrebbe voler stare attaccato al seno più spesso. Non vi preoccupate, non c’è nulla che non vada. Il vostro piccolo sta solo cercando di incrementare la produzione di latte perché ha bisogno di crescere.

Cercate di assecondarlo e,  se pensate ci possa essere qualcosa che non va, consultate una consulente professionale in allattamento IBCL. La quantità di latte sarà di circa 150-180 grammi, ma a seconda del bambino potrebbe anche essere superiore.

E nel 4° mese?

Alcuni pediatri, specie quelli di vecchia generazione, consigliano ancora di diradare le poppate e di aumentare la distanza tra una poppata e l’altra. Ci sono mille motivi per cui arrivano questi consigli. Ad esempio la mamma è stanca (stare con un neonato tutto il giorno può essere molto faticoso, sia a livello fisico che mentale), oppure temono che il bambino possa prendere il “vizio” di stare sempre attaccato e utilizzare la mamma come un “ciuccio”. Ho sentito molte volte dire queste frasi e sinceramente ho sempre pensato che cose del genere non potessero esistere. Se volete fare chiarezza su questo aspetto vi consiglio di leggere il libro di Alessandra Bortolotti: E se poi prende il vizio?  Potete scaricare un abstract a questo link:

Il discorso del vizio e dell’utilizzare il seno come un ciuccio, non funziona e non va d’accordo con la regola dell’allattamento a richiesta, per cui è opportuno non focalizzare l’attenzione sulla quantità di latte e sul numero delle poppate, ma più che altro sui segnali del bambino che va assecondato e che va allattato sempre a richiesta.

Dal 5° mese in poi, quante volte mangia un neonato?

Ridurre il numero delle poppate non serve. Il bambino, più grandicello sarà in grado di comunicare con la sua mamma, con la quale avrà stabilito un feeling speciale. Sarà perfettamente in grado di manifestare i segnali di fame. La quantità di latte che il bambino mangerà in questo periodo è sicuramente superiore a quella dei mesi precedenti e si aggirerà attorno ai  200-250 grammi a poppata.

Perfino le linee guida della nutrizione artificiale stanno piano piano rivoluzionando le tabelle con le dosi di latte artificiale e stanno andando verso l’abolizione delle regole ferree in quanto a orari e quantità di latte. Proprio perché ogni bambino è diverso dall’altro e non può esserci una regola generale così schematizzata.

Ora che abbiamo finito di analizzare tutte le varie fasi e i parametri da tenere in considerazione, quando ci poniamo la domanda: quanto latte mangia un neonato? Sarà chiaro a tutte le mamme che il concetto di quantità di latte è davvero molto molto relativo. Il bambino sano e nato a termine che mangia e cresce (anche se cresce poco), e che non ha patologie (è necessario che il pediatra valuti sempre la condizione di salute generale del piccolo), non avrà bisogno di essere guidato nell’alimentazione. Saprà benissimo quando chiedere il suo latte e quando chiedere di attaccarsi al seno. L’unica cosa che noi mamme dobbiamo fare è, lo ripetiamo, fidarci di lui o di lei, ascoltare, assecondare e soddisfare. Questo non significa essere a disposizione del bambino 24 ore su 24.

Nella gestione dell’allattamento ci sono altre persone che possono partecipare. Il papà ad esempio, ma anche la famiglia in generale.

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di Annarita Carbone

 

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