Se scappa una sculacciata?

Incontro su Educazione dolce. Come gestire i capricci evitando la rabbia. Associazione Tre mamme per amiche – Latina 4 maggio 2019

Educare i figli: che fatica. E’ tanta la paura di sbagliare. E cosa succede se perdiamo la pazienza?
Ecco qualche piccolo consiglio per evitare di relazionarsi ai figli con un approccio educativo troppo duro e per vivere più serenamente il rapporto.

Secondo una ricerca dell’American Psychological Association di Washington educare i bambini con le sculacciate, sarebbe non solo inutile ma potenzialmente dannoso. Ma che succede se ogni tanto scappa? Facciamo chiarezza con l’aiuto della psicologa.

La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che la sculacciata o lo scappellotto, anche leggeri, non andrebbero mai dati perché sono gesti mossi dal motore della violenza e della rabbia.  «Ma estremizzare non è sano», spiega la dottoressa Cinzia Cefalo, psicologa, psicoterapeuta e consulente del Tribunale di Tivoli.

*«È vero, per educare i figli bisognerebbe usare il dialogo, l’empatia, l’ascolto e la pazienza ma occorre dire che fare i genitori non è facile: bisogna far coincidere i bisogni e le priorità dei bambini con i mille impegni della vita quotidiana. E non sempre la mamma o il papà riescono a dedicare ai figli tempo sufficiente, per cui attivare le risorse e le strategie giuste di fronte ai comportamenti problematici dei piccoli diventa davvero difficile».

mamma bis

I mille motivi

*Quando si arriva a dare una sculacciata lo si fa quasi sempre con l’intenzione di mettere fine ad un comportamento sbagliato del bambino, magari perché contrario a determinate regole, oppure fastidioso o addirittura pericoloso, anche per gli altri. In ogni modo vi è una grandissima differenza tra la leggera sculacciata che occasionalmente può scappare e l’abitudine a picchiare.

*Picchiare il bambino non è mai né giusto né educativo e, al contrario, è dannoso per il suo sviluppo psicofisico futuro.

La ricerca

*Secondo la ricerca, non vi è differenza tra le due modalità: si tratta comunque di violenza fisica e le conseguenze sul bambino possono essere molto serie.

*Tra gli effetti dannosi gli esperti hanno riscontrato vissuti di frustrazione, ansia ed insicurezza nonché scarso rendimento scolastico, maggiore inibizione del comportamento e minore autostima. Inoltre, aumenterebbero in loro le reazioni di paura, di rabbia, rancore, aggressività.

L’effetto contrario

La sculacciata non andrebbe mai usata come metodo educativo ricorrente.

*«I bambini educati con metodi violenti manifestano una propensione alla disubbidienza e mettono in campo un atteggiamento di sfida e provocazione come conseguenza di un desiderio di rivalsa e di vendetta di fronte ad un gesto vissuto come fortemente stressante e come forma di abuso di potere e prevaricazione» spiega la psicologa.

Quelli che … A volte ci sta.

Demonizzare la sculacciata è un atteggiamento esagerato che finisce per colpevolizzare mamma e papà senza essere loro d’aiuto in alcun modo.  L’intervento del genitore deve servire a correggere il comportamento del piccolo, facilitando in lui la consapevolezza e la comprensione di cosa sta accadendo e delle conseguenze che il suo gesto può provocare all’esterno. Tutto questo serve a sviluppare in lui capacità relazionali ed empatiche.

Se si perde la pazienza.

Anche se la sculacciata non andrebbe mai data come gesto impulsivo e di sfogo, a chi non è successo di perde la pazienza ogni tanto? Quando accade il genitore tende a sentirsi in colpa e può capitare che si vada incontro a sentimenti davvero negativi. In quei casi è necessario spiegare al bambino perché abbiamo reagito con quel gesto, cercando di instaurare un dialogo aperto. 

*Scusarsi, ammettere che è stata una reazione esagerata, che può capitare di perdere il controllo ma metterlo di fronte alla realtà che certi suoi atteggiamenti provocano comunque delle reazioni.

Quando no

Mai sui piccoli: Quelli che non hanno ancora compiuto i 3 anni potrebbero non essere in grado di mettere in correlazione il loro comportamento sbagliato con il gesto del genitore.

No sugli adolescenti: I ragazzi più grandicelli non hanno bisogno di una sculacciata per capire che hanno sbagliato. Meglio interagire con modalità diverse: parlare e spiegare come si farebbe ad un adulto, con franchezza, le ragioni per cui bisogna evitare di comportarsi in una determinata maniera.

Mai davanti ad altre persone: Questo umilierebbe il bambino e rischierebbe anche di esporre il genitore a situazioni spiacevoli. In alcuni paesi come Danimarca e Francia, dare una sculacciata è un reato.

Mai sul viso: Dare uno schiaffo sul viso del bambino è fortemente umiliante e non andrebbe mai fatto. Diverso è il gesto appena accennato di un colpetto sulle natiche.

Mai di sorpresa: Se il bambino non se lo aspetta potrebbe spaventarsi, per questo sarebbe meglio avvertire che quel comportamento non va bene e che se continua così la mamma o il papà saranno costretti a dargli una sculacciata.

Non deve far male

La sculacciata non dovrebbe mai servire a fare male perché lo scopo non è colpire il bambino ma contenere e far cessare un comportamento sbagliato.

Attenzione alla frequenza.

Se accade di frequente potrebbe essere il sintomo di un problema all’interno della relazione tra genitore e bambino. Forse qualcosa in quel rapporto non sta funzionando e sarebbe bene analizzare la situazione rivolgendosi a un esperto che possa consigliare metodi educativi alternativi e più efficaci.

Spiegare sempre

Se il genitore dà un colpetto sul sedere del bambino e subito dopo spiega il suo gesto, allora quella piccola sculacciata assume un suo perché. Se invece il genitore non ha voglia, non ha pazienza o non ha tempo per spiegare al bambino cosa è accaduto e soprattutto non riesce a trovare una valida alternativa alla sculacciata, allora quel gesto assumerà un’accezione negativa.

Se non spieghiamo

Se non spieghiamo al bambino il perché del nostro gesto, lui si sentirà sbagliato e incapace di farsi amare. Imparerà che quella cosa non deve farla, altrimenti la mamma o il papà si arrabbieranno ma non capirà il motivo per cui non deve più farla. Così forse, alla prima occasione o in assenza del genitore, tenderà a ripeterla. Inoltre, con il passare del tempo il bambino accetterà quel comportamento violento come se lo avesse meritato. 

Quando è meglio non usarla

Se il bambino sta cercando di attirare l’attenzione, meglio agire in modo amorevole e cercare di dedicargli un po’ di tempo. Forse siamo stati distratti o assenti per un po’ e la sua potrebbe essere solo una richiesta della nostra presenza e del nostro affetto.

* Se sta cercando di farci un dispetto perché abbiamo avuto un diverbio, allora sarà il caso di far capire in maniera assertiva che quel comportamento non va bene e non aggiunge nulla di positivo alla relazione.

* Se fa i capricci per metterci alla prova meglio agire con determinazione e sicurezza. A volte i bambini cercano solo un adulto che sia in grado di arginare le loro emozioni e i loro comportamenti. B

Non confondere i ruoli

Essere autoritari non vuol dire essere violenti e prevaricare nel proprio ruolo ma vuol dire stabilire e mantenere il ruolo genitoriale senza confonderlo con quello del bambino.

In Italia

Anche se in Italia non esiste una legge che vieti al genitore di punire il figlio con una sculacciata, una sentenza della Corte di Cassazione del 1996 si è espressa contro l’uso delle botte, sculacciata compresa.

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La versione originale dell’articolo è stata pubblicata sulla rivista Viversani e e belli del 26 aprile 2019.

Articolo di Annarita Carbone con la consulenza della dottoressa Cinzia Cefalo psicologa, psicoterapeuta, consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Tivoli.