Le mamme italiane allattano poco? Cosa fanno gli ospedali amici dei bambini
Dare la colpa agli ospedali è facile, ma i dati raccontano una storia più complessa. Ecco quanto si allatta in Italia, cosa cambia in un ospedale amico dei bambini e cosa puoi chiedere tu.

«Le mamme italiane allattano poco, ed è tutta colpa degli ospedali»: la frase circola da anni, ma non regge del tutto. I dati più recenti dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) mostrano un allattamento in crescita, con grandi differenze tra regioni, e il Ministero della Salute indica cause che vanno oltre il reparto maternità. Gli ospedali contano, e molto, ma non sono gli unici attori.
Questo articolo è informazione generale: non sostituisce l'ostetrica, il pediatra o il medico, che conoscono te e il tuo bambino. Non diamo pagelle a singoli ospedali: ti diciamo cosa prevede il modello «amico dei bambini» e cosa puoi chiedere.
Quanto si allatta davvero in Italia
La fonte più aggiornata è l'indagine 2025 della Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni dell'ISS, pubblicata nel maggio 2026:
| Indicatore (ISS, indagine 2025) | Dato nazionale |
|---|---|
| Allattamento esclusivo a 2-3 mesi | 48,2% (46,7% nel 2022) |
| Allattamento esclusivo a 4-5 mesi | 39,3% (30% nel 2022) |
| Bambini allattati a 12-15 mesi | 41,2% (36,2% nel 2022) |
| Bambini mai allattati | 13,1% |
L'ISS sottolinea una «elevata variabilità regionale»: l'allattamento esclusivo a 2-3 mesi va dal 31,3% della Campania al 62% della Provincia autonoma di Trento, con quote più basse al Sud. Il quadro, quindi, non è quello di un Paese dove «non si allatta», ma di un Paese diseguale, in miglioramento.
Perché molte mamme smettono prima di quanto vorrebbero
Il Ministero della Salute scrive che «Generalmente le cause che portano ad abbandonare l'allattamento sono la scarsa informazione sulle conseguenze o il mancato sostegno alle giovani madri in un periodo, quello post-parto, spesso caratterizzato da fragilità psicologica».
Informazione e sostegno passano dall'ospedale nei primi giorni, ma poi dal consultorio, dal pediatra, dalla famiglia, dal lavoro. L'ISS, commentando i dati, parla di costruire una «cultura dell'allattamento» nelle comunità locali, perché i genitori possano fare scelte basate su informazioni «libere da interessi commerciali». È lo stesso principio del Codice internazionale sui sostituti del latte materno.
Cos'è un ospedale amico dei bambini
L'iniziativa «Ospedali Amici dei Bambini» (Baby-Friendly Hospital Initiative, BFHI) è promossa da OMS e UNICEF dagli anni '90. Secondo l'opuscolo del Ministero della Salute Allattare al seno — Un investimento per la vita, per ottenere e mantenere il riconoscimento un ospedale deve applicare i 10 Passi e rispettare il Codice internazionale.
In sintesi, i 10 Passi riportati nell'opuscolo chiedono all'ospedale di:
- avere una politica scritta sull'allattamento, nota a tutto il personale;
- formare il personale;
- informare le donne in gravidanza;
- mettere i neonati pelle a pelle con la madre subito dopo la nascita, per almeno un'ora;
- mostrare come allattare e come mantenere il latte anche se mamma e bambino sono separati;
- non dare alimenti o liquidi diversi dal latte materno, salvo precisa prescrizione medica;
- tenere mamma e bambino nella stessa stanza (rooming-in), giorno e notte;
- incoraggiare l'allattamento a richiesta;
- non dare tettarelle o succhiotti durante il ricovero;
- collegare la mamma, alla dimissione, ai servizi e ai gruppi di sostegno del territorio.
Secondo l'UNICEF Italia (settembre 2026), le Baby-Friendly Initiatives comprendono 36 Ospedali e 12 Comunità riconosciuti. Le «Comunità amiche» estendono lo stesso approccio al territorio, dopo la dimissione.
Cosa puoi chiedere al tuo punto nascita
Non serve partorire in un ospedale riconosciuto per ricevere un buon sostegno. Puoi chiedere tu, durante una visita o il corso preparto, come lavora il reparto. Alcune domande utili, ricavate dai 10 Passi:
- Il bambino viene messo pelle a pelle con me subito dopo la nascita, anche dopo un cesareo?
- Il bambino resta in camera con me giorno e notte?
- Chi mi aiuta con la prima poppata, e con quelle della notte?
- Se il bambino riceve un'aggiunta, chi lo decide e me lo dite prima?
- A chi posso rivolgermi dopo la dimissione: consultorio, ambulatorio per l'allattamento, gruppi di sostegno?
Le risposte ti dicono molto più di un'etichetta. E se qualcosa non va come speravi, l'opuscolo del Ministero ricorda che anche dopo aver iniziato con una formula artificiale puoi recuperare un allattamento sereno chiedendo aiuto a un operatore competente.
Chi altro fa la differenza
Dopo la dimissione, l'opuscolo indica come riferimenti gli operatori sanitari formati, gli ambulatori per l'allattamento, i consultori familiari, le consulenti professionali IBCLC e i gruppi di sostegno tra mamme. Anche i benefici dell'allattamento per la mamma si costruiscono con questo sostegno. Le guide gratuite da leggere prima del parto sono raccolte nella pagina sui libri sull'allattamento; il resto è nella sezione allattamento e sulla pagina principale.
Domande frequenti
Gli ospedali italiani ostacolano l'allattamento?
Non si può dire in generale. L'ISS registra un allattamento in aumento rispetto al 2022, con forti differenze tra regioni. Il Ministero indica come cause principali di abbandono la scarsa informazione e il mancato sostegno, che riguardano l'ospedale ma anche ciò che succede dopo.
Come so se il mio ospedale è amico dei bambini?
Il riconoscimento è rilasciato dall'UNICEF, che ne dà notizia sul proprio sito. Puoi anche chiederlo direttamente al punto nascita durante una visita o il corso di accompagnamento alla nascita.
Se partorisco in un ospedale non riconosciuto, allatterò peggio?
Non necessariamente. Molti reparti applicano buone pratiche anche senza riconoscimento formale. Le domande di questa pagina ti aiutano a capire come lavora il tuo, e il sostegno dopo la dimissione conta quanto quello in reparto.
In ospedale hanno dato un'aggiunta al mio bambino: ho rovinato l'allattamento?
No. Il sesto passo chiede di non dare altri alimenti salvo precisa prescrizione medica, quindi a volte l'aggiunta è necessaria. L'opuscolo del Ministero ricorda che si può recuperare un allattamento sereno con l'aiuto di un operatore competente.
Le Comunità amiche dei bambini cosa sono?
Sono territori in cui servizi sanitari, gruppi di sostegno e comunità locale lavorano con lo stesso approccio degli ospedali amici. L'UNICEF Italia ne conta 12 nel suo aggiornamento di settembre 2026.