Dieta vegetariana e vegana in gravidanza e allattamento: cosa dicono le linee guida

Si può restare vegetariane o vegane in gravidanza e mentre si allatta, ma non improvvisando. Le linee guida italiane indicano con precisione quali nutrienti controllare e a chi rivolgersi.

Illustrazione a matita e acquerello: in cucina, una donna incinta con i capelli ramati ascolta un dietista con gli occhiali che indica, su un quaderno, una tavola piena di lenticchie, ceci, fagioli, tofu, pane integrale, spinaci, broccoli, arance e semi macinati.
Illustrazione a matita e acquerello: un disegno, non una fotografia.

Una dieta vegetariana o vegana in gravidanza e allattamento è possibile, a una condizione che le linee guida italiane mettono per iscritto: va pianificata con un professionista. Le Linee guida per una sana alimentazione del CREA (revisione 2018) distinguono nettamente tra la dieta vegetariana che include latte e uova, considerata «abbastanza equilibrata», e quella vegana, che richiede almeno l'integrazione di vitamina B12.

Questo articolo è informazione generale: non sostituisce il ginecologo, il medico, il pediatra o il dietista, che conoscono te e il tuo bambino. Non trovi dosi di vitamine o integratori né piani alimentari: secondo il CREA vanno costruiti da personale esperto, caso per caso.

Dieta vegetariana in gravidanza

Il CREA descrive la forma più diffusa di dieta vegetariana come quella che esclude carne e pesce ma mantiene uova e latte. Nell'adulto, scrive, «non crea particolari problemi», ma in gravidanza e allattamento, quando i fabbisogni aumentano, «occorre maggiore attenzione ed è consigliabile avvalersi dei consigli di un professionista in grado di elaborare un piano dietetico rigoroso e dettagliato che possa evitare possibili carenze».

Per la gravidanza in generale, vegetariana o no, il CREA ricorda anche una regola di sicurezza alimentare: non consumare cibi di origine animale crudi o poco cotti, e frutta e ortaggi crudi se non accuratamente lavati, perché possono esporre mamma e feto a tossinfezioni.

Dieta vegana: perché serve più cautela

Secondo il CREA la dieta vegana «esclude completamente i prodotti di origine animale compresi latte e derivati e uova» e la sua rigidità «può facilitare la comparsa di alcune ben individuate carenze nutritive», in particolare in gravidanza e allattamento. I nutrienti nominati sono questi:

NutrienteCosa dice il CREA (2018)
Vitamina B12«È necessaria la supplementazione», perché è «completamente assente nei prodotti vegetali»
Calcioin allattamento, assicurarsi che nella dieta ci siano «importanti fonti di calcio»
Ferrova controllato, anche nella dieta vegetariana con latte e uova
Omega-3tra le carenze possibili; una dieta senza pesce «deve prevedere delle integrazioni»

Il CREA aggiunge una frase che riassume l'approccio: per chi è in gravidanza o allatta è necessaria «una cautela ancora maggiore» rispetto alla dieta vegetariana, ed «è assolutamente da evitare il "fai da te" (anche attraverso libri e siti internet)».

Vitamina B12: le due fonti a confronto

Sulla B12 il CREA e il servizio sanitario inglese (NHS) usano toni diversi:

Su una pagina per lettrici italiane seguiamo il CREA, che è più netto. In nessuno dei due casi c'è una dose che possiamo riportare: quale integratore e quanto lo decidono il medico o il ginecologo. L'NHS segnala anche che le bevande vegetali usate al posto del latte dovrebbero essere arricchite di calcio, vitamina D e, per chi è vegana, iodio.

In allattamento: il latte resta adatto al bambino?

Il CREA spiega che la qualità del latte materno viene compensata anche quando l'alimentazione della mamma è scarsa, e per questo una dieta vegetariana con latte e uova «non ha controindicazioni all'allattamento», controllando il ferro. Con una dieta vegana servono le attenzioni già viste: calcio, ferro e B12.

Le fonti lette non indicano quali segni di carenza osservare nel bambino, quindi non li elenchiamo: se segui una dieta vegana, dillo al pediatra fin dalla prima visita, così potrà tenerne conto. Le regole generali su cosa mangiare mentre allatti sono nella guida su cosa non mangiare in allattamento, e la composizione del latte è spiegata nella pagina sulla composizione del latte materno.

A chi rivolgersi

Il CREA chiede di affidarsi a «personale molto esperto». In pratica:

  1. parla della tua dieta con il ginecologo o l'ostetrica alla prima visita in gravidanza;
  2. chiedi se è utile una consulenza con un dietista o un nutrizionista del servizio sanitario;
  3. dopo il parto, informa il pediatra che allatti seguendo una dieta vegana.

Se allatti mentre aspetti un altro bambino, i fabbisogni si sommano: ne parliamo nella guida su allattare in gravidanza. Le altre guide sono nella sezione allattamento.

Domande frequenti

Si può essere vegetariane in gravidanza?

Sì, secondo il CREA, ma con maggiore attenzione e possibilmente con un piano dietetico preparato da un professionista. Una dieta vegetariana che comprende latte e uova è descritta come abbastanza equilibrata; ferro e altri nutrienti vanno comunque controllati con il medico.

La dieta vegana in gravidanza è pericolosa?

Il CREA non la vieta, ma la considera la forma che richiede più cautela, perché può favorire carenze di calcio, ferro, vitamina B12 e omega-3. Per questo sconsiglia il "fai da te" e indica che la B12 va integrata. Il piano va seguito da un professionista.

Quanta vitamina B12 devo prendere?

Non riportiamo dosi. Il CREA dice che l'integrazione è necessaria nella dieta vegana, l'NHS che può essere consigliata, ma nessuna delle due fonti lette indica una quantità valida per tutte. La dose e la forma le decide il medico o il ginecologo.

Allattare da vegana fa male al bambino?

Il CREA non lo indica come controindicazione, a patto di garantire calcio, ferro e la supplementazione di vitamina B12. Informa il pediatra della tua dieta: potrà valutare la crescita del bambino tenendone conto.

Il pesce va sostituito con qualcosa?

Secondo il CREA una dieta che escluda il pesce deve prevedere delle integrazioni, per esempio alghe o oli algali, per l'apporto di omega-3. Quali e in che quantità lo stabilisce il professionista che ti segue.