Una scuola pulita

In questi giorni di emergenza covid- 19, anzi, diciamo pure in questi mesi, mi è capitato raramente di sentir parlare della pulizia nelle scuole.

Ho sentito parlare di scuole all’aperto, più ampie, più attrezzate, ma mai più pulite. Eppure avere una scuola pulita è forse uno dei primi pensieri che tutti (governanti, politici, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori) dovremmo avere.

I mie figli spesso mi segnalano che il bagno della scuola è sporco. Non possono usarlo.

Mesi di raccomandazioni

Dopo mesi in cui gli diciamo di lavarsi le mani, di stare attenti, di non scambiarsi i materiali, di non alzarsi dal banco, loro mi dicono che non vogliono usare un bagno sporco. Hanno paura di contagiarsi.

Allora vorrei dire a tutti, ma proprio a tutti quelli che ho menzionato prima: facciamo in modo di avere una scuola pulita. Potenziamo il personale, sensibilizziamo le persone, facciamo qualcosa. E’ anche così che si evitano i contagi da covid-10. no?

Io, oltre a sensibilizzare i miei figli sull’importanza di lasciare il mondo un po’ più pulito di come lo abbiamo trovato, a prescindere dal covid ( e per mondo intendo una stanza, un bagno, il loro banco, le spiagge, i prati, ecc.), ho scritto una poesia dal titolo “Una scuola pulita“.

Da dove nasce l’idea

11 volte Rodari Terracina 10 settembre 2020

L’idea mi è venuta durante la bellissima serata estiva dal titolo 11 volte Rodari in cui ho assistito alle letture di uno dei miei autori preferiti, Gianni Rodari. La bellezza delle scenografie, la musica e la coinvolgente voce di Cristina dell’associazione “Leggimi sempre” di Fondi (LT), mi hanno ispirata. E mi sono fatta una domanda: “Cosa avrebbe fatto Rodari se fosse stato catapultato in questo periodo di pandemia? Forse lui avrebbe scritto una poesia”.

Ma Rodari ahimè, non c’è più e quindi ci ho pensato io. Certo, vogliate scusarmi se lo spessore non sia proprio lo stesso.

Lui era un grande, lo so. Lui era un mito per me, ma voglio provare umilmente ad avvicinarmi a questa disciplina straordinaria che è la poesia, che forse non mi compete, ma che mi viene dall’anima.

Per questo vi invito a leggerla. E la dedico a tutti i bambini che, come i miei figli, vivono ogni giorno in questa fantastica comunità che è la scuola.

Buona lettura!

“Una scuola pulita”

Se fossi Rodari

alla vigilia della riapertura

manderei una lettera al capo di tutta l’Italia per dire:

Sono un bambino, di tornare a scuola io ho premura!

Tu che sai tutto e per me non hai difetti,

ti prego,

fai piovere dal cielo una pioggia di…

confetti?

No, questa volta i confetti non mi servono.

Nelle citta,

nei paesi di mare

e anche in quelli di montagne e di colline,

ti prego,

fai piovere una pioggia di mascherine.

Per me, per le maestre e per tutte le altre bambine.

Anche per i bambini, si intende!

E già che ci sei, proteggi la mia salute

che in questo momento è tutt’altro che niente.

Se fossi Rodari

chiederei non banchi a rotelle

singoli o inchiodati

ma un posto in giardino,

all’aria aperta con il maestro e i miei compagni,

non sarebbe più carino?

Più sicuro di certo.

Dimmelo tu, io sono solo un bambino.

Tu ne sai di più, io sono troppo sbarazzino.

Se fossi Rodari

farei come i Nani di Mantova.

Uscirei dal palazzo e avrei la cura di crescere di più nel mio cuore

invece che nella statura.

Se fossi Rodai andrei in giro

con Giovannino Perdigiorno

ad abbracciare gli amici

che non vedo più da molti mesi e qualche giorno.

Se fossi Rodari…Se fossi Rodari…

ma sono un bambino.

Non so se hai presente, un bambino!

Ti chiedo allora una cosa.

Che la mia scuola possa essere

non più bella,

non più fornita

ma solo un po’ più pulita.

di Annarita Carbone

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di Annarita Carbone

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