Allattamento e asilo nido. Quante polemiche!

Asilo nido

Last updated on Luglio 2nd, 2021 at 08:32 am

Il tema allattamento e asilo nido è sempre un tema un po’ scottante per le mamme che, ancora oggi, continuano a ricevere informazioni fuorvianti.

Alcuni specialisti: medici pediatri, ginecologi, ma anche educatori, non fanno altro che sottolineare l’importanza dello svezzamento per il bambino che si inserisce al nido. Ma siamo sicuri del fondamento scientifico di certe affermazioni? Davvero il bambino che frequenta il nido non può continuare  a succhiare il latte dal seno della sua mamma?

Se proviamo ad approfondire un pochino la faccenda ci rendiamo subito conto del fatto che interrompere l’allattamento al seno in concomitanza con l’inserimento al nido è uno sbaglio. Ho provato sulla mia pelle questa esperienza.

Quando Antonio (il mio primogenito) aveva 16 mesi ho deciso di iscriverlo a scuola. Aveva difficoltà ad inserirsi. La mattina piangeva, non voleva nemmeno sentir parlare della scuola. Lasciarlo era sempre un problema. Le giovani educatrici di quella rinomata struttura privata romana mi consigliarono di interrompere l’allattamento. A loro avviso era quello che ostacolava l’inserimento di Antonio. Dopo un paio di mesi di tormento ed indecisione, mi feci convincere da loro e da tutte le persone che mi circondavano: parenti, amici, perfino banali conoscenti. Seppur a malincuore,  smisi di allattare.

Fu l’errore più grande che  potessi commettere. Non solo non cambiò nulla a livello di inserimento. Ma addirittura le cose peggiorarono ed il bimbo iniziò anche ad ammalarsi frequentemente.

Prima di allora non aveva mai preso neanche un raffreddore. Il latte materno lo proteggeva da tutte le malattie. Ormai tutte conosciamo i benefici dell’allattamento a termine o prolungato. Ma all’epoca, ero un po’ inesperta e mi sono lasciata convincere.

Non ci sono cascata però con il secondo figlio. Ormai avevo imparato (sulla mia pelle , lo ripeto), che interrompere l’allattamento durante l’inserimento a scuola è uno sbaglio.

Se vi va, prendetevi 2 minuti per leggere questa storia, sono sicura potrà esservi utile se state pensando di portare il vostro bimbo al nido o alla materna.

I dubbi iniziali

Quando ho deciso di portare il mio secondo figlio all‘asilo nido, la fase dell’inserimento mi spaventava più di ogni altra cosa e continuavo a rimuginare su queste due parole: Inserimento al nido e allattamento. Inserimento al nido  e allattamento. Continuavo a ripeterle nella mia testa come un mantra.

Sentivo poi anche le voci di chi mi diceva: ” Se tu non sarai tranquilla, nemmeno tuo figlio lo sarà”. E in quel momento sentivo ancora di più i sensi di colpa.

Temevo che iniziando l’esperienza dell’asilo nido con Dario (2 anni), qualcuno a scuola mi avrebbe criticata o giudicata. E difatti non mi sbagliavo. A volte le persone si infastidiscono quando vedono un bambino grandicello allattato.

Ero fuori, seduta su una panchina ad aspettare il mio bambino. Una routine che le mamme conoscono bene.

Quando si inserisce un bimbo a scuola, il piccolo resta dentro con le educatrici e la mamma aspetta fuori, nel caso in cui il bambino avesse particolare bisogno. Sono minuti che sembrano ore e che stressano non poco le mamme. Alcune piangono, altre soffrono di nascosto. Io ero tra queste ultime.

La mia esperienza durante l’inserimento al nido

Era trascorso un quarto d’ora quando una delle educatrici mi porta Dario, madido di sudore, col viso coperto di lacrime e singhiozzante. “Ha vomitato” mi dice con gli occhi sbarrati. Io mi alzo di scatto. Capisco che il vomito è stato solo una conseguenza del pianto. Lo prendo  tra le braccia, cerco di rassicurarlo e dopo dieci minuti di coccole e carezze, su sua richiesta, lo allatto.

Alla vista del seno lui ricomincia a piangere. Ha pianto ancora più di prima, come se si fosse commosso. Si è attaccato subito e fortunatamente  dopo due ciucciate ha chiuso gli occhi abbandonandosi tra le mie braccia.

In quel momento è passata una delle educatrici. Davanti alla scena ha urlato con fare arrogante dicendo che era quello il motivo per cui Dario non si inserisce al nido. “Se non si decide a togliere il seno – mi ha detto la donna – il bambino non si inserirà mai”.

Ho cercato di ignorarla e lei  si è allontanata con tutto il suo disappunto.

Dopo di lei altre quattro persone, tra addetti alle pulizie ed insegnanti, sono passate dicendo: “Ancora lo allatti”!

Ho scoperto dopo poco che si trattava della vice coordinatrice del nido. La notizia mi ha molto preoccupata e sono andata a parlare con l’educatrice responsabile della classe di mio figlio. Mi sono arrabbiata molto.

Non solo non voglio che qualcuno interferisca nel rapporto tra me e mio figlio, ma non voglio nemmeno che lui senta dire certe cose. Non deve sentire che il seno lo vizia e che non gli permette di inserirsi al nido.

Il bambino ha solo due anni ed è al suo terzo giorno di scuola. Possiamo forse dire che non si stia inserendo? A mio avviso proprio no. Tre giorni sono troppo pochi.  E non dimentichiamo che stiamo parlando di un bimbo di due anni, non di un ragazzo di diciotto.

Martina Carabetta (consulente IBCLC):

Attraverso il seno i bambini ricevono certo cibo ma anche protezione, conforto e presenza attiva della mamma. Il mondo si conosce sbirciando da una tetta, nei primi mesi! Un bimbo piccolo è tutt’altro che indipendente”.

L’allattamento dunque, non è il problema. Semmai l’allattamento è la  “soluzione”, nel senso che quando il bambino è avvilito, sta affrontando una situazione nuova e ha bisogno di conforto dalla mamma, attraverso il seno può trovarlo senza troppa fatica ma con una buona dose di tempo e coccole. 

Gli asili nido pro allattamento

Già da qualche anno a questa parte, molti asili nido si sono organizzati per permettere alle mamme di continuare ad allattare anche dopo l’inserimento. “Diversi nidi d’infanzia (comunali, parrocchiali, privati) – fanno sapere dal MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano –  hanno colto l’importanza del loro ruolo di sostegno alle mamme nella continuazione dell’allattamento, offrendo la possibilità di portare al nido il proprio latte spremuto da somministrare al bambino e, talvolta, inserendo questa possibilità all’interno di un progetto più ampio di sensibilizzazione, informazione e formazione del personale educativo e delle famiglie”. La Regione Lombardia ha emanato una sorta di vademecum per l’allattamento negli asili nido, nel quale sono spiegate tutte le procedure da adottare per permettere alle mamme di poter allattare i loro bimbi o di portare in sede il latte estratto dal seno. Stessa cosa accade a Ferrara.

Anche in alcune Asl di Roma c’è traccia di questi documenti, anche se poi, tra il dire e il fare…

Perciò care amiche mamme, vi dico, se state inserendo i vostri piccoli all’asilo, mi raccomando, non interrompete l’allattamento. Informatevi bene, fatevi aiutare e supportare dalle consulenti in allattamento. La Leche League ha una fitta rete di consulenti che aiutano le mamme in tutta Italia.  Le trovate sul sito a questo indirizzo:

Affidatevi a loro e allattate serene. I vostri bimbi…hops, i nostri bimbi ce la faranno!

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di Annarita Carbone