Come faccio a spiegarti cosa sta accadendo? Te lo dico con un libro.

Quante notti ho passato a chiedermi: Come faccio a spiegarlo ai bambini?

Quando accade qualcosa di bello è facile guardare quegli occhioni speranzosi e far uscire le parole senza  il timore di ferire, di far danni o di sbagliare.

Essere genitore è un’avventura in ogni istante. Ci sono momenti meravigliosi e altri difficili, che possono mettere chiunque a dura prova. Trovarsi di fronte a un evento traumatico fa parte delle situazioni critiche che possono capitare a un membro della famiglia, che sia un bambino o un genitore, o a tutta la cerchia familiare.

Ed è in questi casi che io mi blocco: quando accade un fatto brutto o un evento che potrebbe avere conseguenze non proprio positive. E allora devo pensare. Pensare a come fare, a cosa dire, a come dirlo.

Così ho deciso. Te lo dico con un libro della collana Collilunghi.

Ho scoperto che esiste una collana di libri che si chiama Collilunghi. E’ una collana che può aiutare le mamme in questo difficile compito: spiegare qualcosa di complicato ai bambini. Qualcosa come il terrorismo, la pedofilia, ma anche più semplicemente la nascita di un fratellino.

Questo non è un post sponsorizzato. E’ un post per condividere con voi i miei pensieri e le sensazioni che questi libri, fatti così bene, mi hanno trasmesso.

Spiegare storie difficili e complicate. Un problema anche per i genitori più esperti

Ogni bambino è diverso dall’altro, ogni genitore è un genitore nuovo, diverso, ogni volta che si relaziona ad un bambino. Ma il filo comune che può legare e guidare una mamma o un papà nello svolgere un ruolo così importante è la lettura. Perché leggendo, raccontando, guardando le illustrazioni, si possono spiegare tante, tantissime cose. Anche le più complicate.

“Non importa se le sfide sono piccole o grandi. Giochiamo ogni giorno al gioco del coraggio”.

Giochi coraggiosi

Il primo libro di cui vorrei parlarvi è  “Giochi coraggiosi” con i testi di Roberto Piumini, indiscusso maestro della narrativa per l’infanzia italiana, e i disegni delicati di Marco Somà. Si tratta di piccole storie aperte, sospese e incoraggianti, che mettono al centro l’esperienza quotidiana della vita dei piccoli – l’arrivo di un nuovo bimbo in famiglia che compete per l’affetto degli adulti, l’incontro con nuovi compagni di giochi che hanno una “cattiva fama”, il ritardo della mamma all’uscita di scuola, un momento di difficoltà in una gita in montagna – per mostrare come, aprendosi agli altri e facendo affidamento sulle proprie risorse e sul gioco, si può superare il momento di smarrimento che prende davanti ai cambiamenti.

Per quante settimane, mesi forse, vostro figlio ha provato ad allacciarsi le scarpe da solo? O a pedalare senza rotelle? Momenti che per loro sembrano di difficoltà assoluta, se spiegati e affrontati nel modo giusto possono diventare spunti per una crescita costruttiva. E il rinforzo positivo dei genitori, quanto è importante in questi casi!

Leggere la storia di un bambino che, come il nostro, sta affrontando questo momento così impegnativo, potrebbe aiutare,  potrebbe dare sicuramente coraggio.

 

Se vuoi sfogliare un estratto del libro clicca qui: GIOCHI_CORAGGIOSI_extract

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Il terrorismo

Del terrorismo avevamo già parlato tempo fa. Con il mio post blog  dal titolo Terrorismo, come lo spiego ai miei figli  avevo espresso il mio parere. Ora scopro (solo da poco),  che esiste un libro molto bello sul quale hanno lavorato psicoterapeuti infantili e  illustratori. Un libro che vuole  aiutare gli adulti (genitori, maestre, educatori e figure di riferimento in generale) a trovare le parole per descrivere che cosa accade, dentro e fuori di noi, quando c’è un attentato terroristico. E soprattutto un libro che mira a soccorrere i bambini e alleviare ansie e paure.

Si intitola “Dopo il temporale” di Hélène Romano, psicoterapeuta e psicopatologa, specializzata in traumi infantili), con le illustrazioni di Adolie Day.

Il libro è formato da quindici tavole di testo e disegni  nei quali immergersi.

La piccola protagonista si sente davvero male perché nessuno sembra accorgersi delle sue paure.

Cos’è stato quel tuono che ha invaso la strada? Perché mamma e papà sono così tristi e preoccupati? Perché non mi spiegano che succede?

terrorismo bambini

I bambini  si pongono domande e capiscono molto più di quanto si vorrebbe credere.

Vedono che perfino gli adulti provano paura e fanno fatica a dar loro le risposte necessarie.

Il terrorismo per i bambini è la prima paura: il 97% ne conosce il significato e per il 68% è un pericolo vicino. Sono i  risultati della ricerca dell’Osservatorio Tips Ricerche di DeaKids a “Cartoons on the Bay”, il festival internazionale dell’animazione cross-mediale e della tv per ragazzi.

Hélène Romano, autrice del libro, ci spiega: “Oggi, grazie ad approfonditi studi  sappiamo che tutti i bambini sono turbati da un evento traumatic,  anche se non direttamente coinvolti, perché sono molto sensibili ai cambiamenti nei comportamenti di chi li circonda.  È il tema di cui parla questa storia raccontando ciò che prova la protagonista, che si trova completamente smarrita di fronte agli sconvolgimenti del suo quotidiano e alle reazioni dei suoi familiari, per lei incomprensibili”.

Come si comporterà il bambino che non riceve spiegazioni?

“Il bambino che non riceve spiegazioni – spiega Cristina Zannoner (psicoterapeuta, editrice della collana – costruirà una propria teoria per dare una spiegazione a ciò che vede accadere e trovare un senso delle cose. Così facendo, potrebbe convincersi di essere responsabile di ciò che accade”.

Se vuoi sfogliare un estratto del libro clicca qui: DOPO_IL_TEMPORALE_extract

 

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La pedofilia

Quelle carezze che mettono a disagio. Quegli adulti insistenti che vogliono per forza varcare il limite. Come fa un bambino a difendersi? E come fa un genitore a spiegare una cosa così delicata e complessa senza traumatizzare il bambino? Senza farlo sentire smarrito o, peggio ancora, in colpa?

pedofilia

“Mimì fiore di cactus” racconta ai bambini, in modo allegro e per nulla angoscioso, che si può dire no anche ai grandi, se fanno loro carezze che mettono a disagio, se non li rispettano. Perché, come dice Mimì, aiutata da Gastone, il suo amico porcospino, “Il mio corpo è mio!”. Gli orchi si approfittano, si spiega nel libro, dei bambini che non hanno il coraggio di parlare, ed è per questo che è molto importante, Gastone e Mimì lo sanno bene, imparare a dire tutto. E allora brava Mimì che non entra nella cabina di un signore che la invita, quando è in piscina! Perché non si va dal primo che passa, ed è molto meglio chiedere alla maestra cosa fare, se ci si sente in situazioni “strane”.

pedofilia

“Il problema – spiega Francesco Fagnani, autore e illustratore, noto per la sua satira su “Cuore” – è aiutare i bambini vittime di abuso a parlare.

Gli adulti per primi sono terrorizzati dagli abusi, e per questo tendono a non affrontare l’argomento, o a liquidarlo raccomandando in modo generico di ‘non parlare con gli sconosciuti’. Invece occorre affrontare argomenti quasi tabù, come l’abuso, perché i bambini sono curiosi, ‘allungano il collo’ appunto per conoscere, e questo libro lo fa in modo empatico e rassicurante, anche suggerendo ai bambini di aiutarsi tra loro”.

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di Annarita Carbone