Dolore al seno. E’ normale avere le ragadi? Ecco come riconoscerle e curarle.

Allattamento

Le ragadi sono dei tagli che si formano sul seno provocando spesso dolore.  Averle non è normale e non fa bene all’allattamento. Ecco come evitarne la formazione.

Nei primissimo giorni dopo il parto può essere normale avere i capezzoli un po’ più sensibili. Se sentite dolore e soprattutto se vedete delle piccole crosticine o dei tagli, è opportuno correggere l’attacco e evitare le cause che potrebbero aver provocato la ragadePiccole o grandi che siano, le ragadi possono causare anche dolori molto intensi. Non bisogna sottovalutare questo dolore, nè pensare, come spesso accade, che avere le ragadi sia normale.   

Come si forma la ragade. La ragade si forma quando l’attacco non è corretto. Se  il bambino succhia solo il capezzolo, questo può essere sfregato o schiacciato tra la lingua ed il palato duro. In questo caso è facile che la pelle si sensibilizzi e sia soggetta a dei tagli. Il bambino deve succhiare non solo il capezzolo ma tutta l’areola. Il capezzolo, durante la suzione, deve essere in fondo al palato molle del bambino e non anteriormente nella bocca.

Altre cause Oltre all’attacco scorretto, le ragadi possono essere provocate da strumenti artificiali utilizzati per l’allattamento. Paracapezzoli, tiralatte non adatto o anche detergenti troppo aggressivi possono irritare il capezzolo e screpolarlo.

Come prevenire le ragadi. Al contrario di quello che spesso sentiamo dire, non esiste un modo per prevenire le ragadi. “Il ginecologo mi ha consigliato di sfregare i capezzoli con il guanto di crine”. Sono le parole di Giulia, una mia amica che ha da poco avuto una bambina. Parole che mi hanno fatto rabbrividire. Come si fa a sfregare i capezzoli con un guanto di crine?

La verità è che non è necessario alcun trattamento speciale dei capezzoli. La natura, come sempre, deve fare il suo corso. Usando saponi o prodotti aggressivi come creme, deodoranti o anche talco, si rischia di eliminare i grassi protettivi naturali che la nostra pelle secerne. Questo potrebbe predisporre i capezzoli alle ragadi.

Anche fodere di plastica, coppette assorbilatte sintetiche o che mantengono i capezzoli umidi possono essere dannose o potrebbero rallentare la guarigione della ragade. Per non parlare poi dei paracapezzoli, oggi usati e prescritti con grande facilità. Non è detto che questi strumenti possano alleviare il dolore durante la poppata. Anzi, potrebbero essere fonte di ulteriori complicazioni.

L’attacco corretto. Posizione, attacco e suzione devono essere tenuti sotto controllo. La parola d’ordine è comodità. Una sedia a dondolo, una poltrona o anche il letto possono essere il luogo adatto per allattare in pieno relax. L’uso dei cuscini può agevolare il rilassamento muscolare.

Il corpo del bambino deve essere rivolto verso la mamma. Il contatto pancia a pancia facilita un attacco corretto. La testolina, se posizionata bene sull’avambraccio della mamma (non nell’incavo del  braccio) assumerà la posizione corretta. Orecchio, spalla e finaco del tuo bimbo saranno così perefettamente allineati. Il bimbo deve essere ben sostenuto, di modo che la mamma non abbia bisogno di chinarsi su di lui.

La bocca deve essere ben aperta (almeno 130 gradi) e le gengive devono oltrepassare il capezzolo. Il bambino non poppa al capezzolo ma al seno. Questo vuol dire che deve avere in bocca buona parte dell’areola. Il suo mento deve poter poggiare sul seno mentre il nasino deve sfiorarlo solo leggermente. Offrire il seno al bambino, porgendolo con la mano libera verso la sua bocca, può essere un buon modo per facilitare l’attacco corretto.

Attenzione anche alla posizione delle labbra. Devono essere ben rivolte in fuori. Alcuni bimbi tendono a posizionare le labbra interiormente alla bocca. E questo potrebbe interferire con la suzione. Da evitare anche i rumori di schiocchi o di clic.

Cosa fare. Se il dolore e la ragade persistono non è necessario smettere di allattare. Sarà opportuno mettersi  in contatto con una consulente in allattamento. Le consulenti de La Leche League da 60 anni si occupano di sostenere ed aiutare le mamme che allattano e lo fanno in maniera gratuita. Sono volontarie che offorno il loro tempo alle mamme. Trovate i loro recapiti sul sito www.lllitalia.org.

Curare la ragade. I metodi naturali sono sempre i migliori. Spremete qualche goccia di latte alla fine della poppata. Mettetela sul capezzolo lesionato e lasciate asciugare all’aria. Il potere cicatrizzante e antibatterico del latte materno vi aiuterà. Per l’igiene del capezzolo, usare sempre acqua e saponi neutri. Evitare l’applicazione di creme o unguenti pubblicizzati come miracolosi. Spesso peggiorano la situazione.  Applicare lanolina pura (non ha bisogno di risciacquo) tra una poppata e l’altra può darvi un po’ di sollievo.

 

di Annarita Carbone