Perchè la mia pediatra non mi sostiene nell’allattamento a termine?

Allattamento

Vorrei condividere con voi la lettera che Lucia, mamma di Lorenzo, mi ha inviato oggi. Le sue parole toccano il cuore.

Ho un bimbo di 1 anno e mezzo, si chiama Lorenzo. Lo allatto felicemente, tantissimo.

Sono reduce da un pranzo di famiglia in cui non sono mancate le occasioni di parenti che continuamente sottolineano il mio essere fuori luogo.

Mia cognata oggi mi diceva che dopo i 3 mesi il latte non è più nutriente, che è più importante per me che per lui. Alla fine del discorso ha voluto sottolineare che la sua pediatra ha sempre sostenuto questa teoria. Il latte dopo 3 mesi è acqua!

Mi venivano i brividi. Ho pensato alla mia pediatra di base, che è inorridita vedendo Lorenzo attaccarsi al mio seno dopo la visita (aveva 14 mesi l’ultima volta), e guarda caso dopo aver visto la scena ha detto che forse non è cresciuto abbastanza in altezza e che probabilmente mi sarà necessario passare ad un latte di crescita.

Latte di crescita? E perché mai?

Allattamento

Mi sono innervosita tantissimo, le ho nominato l’OMS (che come ormai tutti sanno consiglia l’allattamento esclusivo fino ai 6 mesi e il protrarsi dell’allattamento fino ai 2 anni e oltre) e lei per tutta risposta mi ha fatto sentire sciocca.

Mi ha detto di voler rivedere il mio bimbo (perfettamente in salute, vivace, vispo e anche mangione) prima del tempo per valutarne la crescita.

Perché i pediatri non sostengono le mamme nell’allattamento? Perché non si informano? Perché non rispettano i dettami dell’OMS e del Ministero della salute?

Il mio pensiero è andato immediatamente a tutte quelle mamme che seguono i consigli dei loro pediatri e inevitabilmente smettono di allattare per i motivi più disparati : indipendenza, latte non nutriente, consigli errati (orari, ciucci) .

Io sono felice di continuare, lui anche.

Sono fiera del bimbo che è e della mamma che mi ha permesso di diventare!

Ogni volta che vedo una donna incinta o con un bimbo piccolo mi verrebbe di andar lì abbracciarla e dirle: “Se ti lascerai guidare dal cuore e dalla natura sarà tutto perfetto. Se ti  circonderai delle giuste informazioni e delle persone competenti per ogni fase che inevitabilmente ti troverai ad affrontare, sarà tutto perfetto. Lascia perdere brodi per far latte, ciucci per non diventare “schiave”, sdraiette per liberarsi le braccia e evitare che si attacchi “ancora”. Butta gli orologi, allontana i parenti impiccioni e  goditi a piene braccia, a pieno cuore, il tuo bambino. Che è la cosa più bella del mondo nutrirlo, di ogni cosa, dal di dentro. È un dono essere madre, dare la vita. È un dono essere in grado di continuare a darla quella vita , dopo la nascita, lungo il percorso di crescita“.

Sarebbe bello se i pediatri tutti, primo riferimento per le neo mamme in preda al panico , fossero aggiornati e dessero le giuste informazioni.

Piano piano forse allattare tornerà ad essere la normalità.

Da Lucia, reduce da un mese e mezzo di vacanza al mare, numero di madri liberamente allattanti 3, compresa me!

Allattamento in costume

Attenzione: Il pediatra resta sempre il riferimento di base per le malattie di tuo figlio e per i consigli inerenti l’infanzia, anche se purtroppo, in merito all’allattamento al seno, come scritto in un documento del Ministero della Salute, la formazione non è soddisfacente. In questo documento dal titolo “Allattamento e utilizzo del latte materno” pubblicato sul sito del Ministero della salute,  si legge:   “Il passaggio da un sistema sanitario in cui allattamento al seno e allattamento artificiale sono messi sullo stesso piano valoriale ad uno in cui viene promosso con decisione l’allattamento al seno non è semplice, soprattutto perché prevede un cambiamento culturale significativo del personale sanitario. I curricula studiorum universitari (per medici, ostetriche e infermieri) solo parzialmente sono stati in grado di trasmettere le conoscenze essenziali sull’allattamento al seno e quindi vanno attualmente revisionati. Anche il training pratico di medici, infermiere ed ostetriche può svolgersi in contesti dove la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno sono subottimali. Vi é quindi una notevole richiesta di aggiornamento teorico-pratico del personale sanitario, resa più urgente dalla necessità di molte aziende sanitarie ed ospedaliere di adeguarsi alla richiesta delle future mamme di seguire un “percorso nascita”, che allo stesso tempo garantisca il benessere della coppia madre-bambino e promuova con decisa competenza l’allattamento materno”.  Per scaricare l’intero documento clicca qui.

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di Annarita Carbone

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