Montata lattea. Ma quando arriverà?

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Cos’è la montata lattea, quando arriverà e quali sono i sintomi per riconoscerla?

Queste sono alcune delle domande più frequenti che affollano la mente della mamma che ha appena partorito.

La scorsa settimana ho fatto un giretto negli ospedali per intervistare le mamme che avevano appena partorito. Alcune da pochissimi giorni. Altre da una o due settimane.

Mi sono accorta, con grande rammarico che moltissime di loro non erano ben informate, su cosa sia la montata lattea e su cosa accade al corpo della madre quando il bambino viene al mondo.

Soprattutto mi sono accorta che molti operatori sanitari (soprattutto medici pediatri) consigliano e talvolta addirittura prescrivono alle mamme di somministrare al bambino l’aggiunta di latte artificiale “In attesa della montata lattea”.

Ma siamo sicuri che la somministrazione di questa AGGIUNTA sia davvero necessaria? E soprattutto, siamo sicuri che questa AGGIUNTA non interferisca e in alcuni casi non comprometta il buon avvio dell’allattamento e anche il percorso di allattamento di quella mamma?

Facciamo chiarezza e soprattutto cerchiamo di capire cosa fare per partire con il piede giusto.

Cosa accade subito dopo il parto

Quando viene espulsa la placenta (rimossa in caso di cesareo) la barriera ormonale che ha trattenuto la produzione  di latte si rompe. Per diversi giorni gli alveoli continuano a produrre e secernere il colostro. Operazione che si era messa in modo, talvolta a totale insaputa della mamma, già durante gli ultimi tre mesi della gravidanza. Solo qualche volta infatti, le mamme si accorgono di tale produzione ad esempio spremendo il seno o notando qualche piccola perdita dai capezzoli. Alcune mamme riescono a far uscire il colostro ancor prima del parto (nell’ultimo trimestre) effettuando la spremitura manuale. Se sei una mamma o un operatore sanitario e vuoi conoscere come effettuare la spremitura manuale, guarda questo tutorial. 

Il colostro è un prezioso primissimo latte che contiene un insieme elevato di fattori immunitari, carboidrati, proteine e lipidi. Ha un colore giallastro e una consistenza molto molto densa. Per il bambino il colostro è una specie di liquido magico che gli permette di superare i primi giorni di vita accarezzando il piacere di vivere la sua mamma dall’esterno e percepirne l’odore, il sapore e l’amore. Per molti bambini il colostro è addirittura un salvavita. Contiene fattori trofici importantissimi e, specie tra le popolazioni in via di sviluppo, protegge i piccoli da diverse malattie.

I fattori trofici sono quelle sostanze prodotte dall’organismo e che sono in grado di garantire la sopravvivenza delle cellule e anche di stimolarne la crescita.

Antonella Diamanti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ci ha spiegato:

“I vantaggi del latte materno sono rappresentati dalla composizione ottimale dei macronutrienti per la crescita, con un completo apporto di macro e micronutrienti.

I fattori trofici contenuti nel latte materno favoriscono lo sviluppo della mucosa intestinale e le immunoglobuline ad attività antimicrobica in grado di migliorare la funzione della barriera mucosa prevenendo la proliferazione eccessiva di batteri nocivi nel lume intestinale.

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Inoltre il latte materno favorisce la colonizzazione intestinale da parte dei lattobacilli e dei bifidobatteri che rappresentano importanti elementi della flora batterica del bambino sano”.

Ecco perché non solo è importante ma è fondamentale che questo potente mix di anticorpi e nutrienti non vada perso per questi bambini.

Come fa la mamma a sapere quando arriverà il latte?

In media intorno alle 72 ore ma comunque entro il quarto o quindo giorno dal parto, (alcune mamme che hanno partorito con cesareo hanno riferito di aver sentito arrivare la montata lattea dopo una settimana) il contenuto di grassi e di zuccheri che si trova nel colostro inizia ad aumentare notevolmente attirando negli alveoli una maggiore quantità di acqua ed altri elementi per cui il colore del liquido che viene prodotto dagli alveoli inizia a cambiare. Diventa più bianco e molto più abbondante ma anche meno denso. Inizia a somigliare sempre di più al latte materno.

E’ in questo momento che tutte le mamme iniziano a dire: “Mi è arrivato il latte”, alcune magari ignorando il fatto che quei nutrienti erano presenti fin dal principio, anche se in minore concentrazione, nel colostro.

Cosa deve fare la mamma per far arrivare il latte?

La lattazione (produzione di latte da parte delle ghiandole mammarie) è un processo che avviene spontaneamente. Come dicevamo inizia già durante l’ultimo trimestre di gravidanza e poi continua dopo il parto anche se la mamma non fa nulla. Durante le prime due settimane dopo il parto il latte continua a prodursi anche se il bambino non si attacca, anche se la mamma non svuota il seno. Il corpo umano farà da solo tutto il necessario per nutrire il bambino.

E’ però molto importante sapere che se il latte non viene rimosso dal seno, la produzione di latte può diminuire gradualmente perché il corpo riceve la risposta che il bambino non ha bisogno di latte. In poche parole, il processo si inverte.

Inoltre non rimuovere il latte in maniera efficace dal seno può portare alla mamma problemi di ingorgo mammario e, nella peggiore delle ipotesi, di mastite.

E’ molto importante quindi che la mamma parta con il piede giusto. Per farlo sarà sufficiente cercare  di reperire tutte le informazioni corrette sul tema allattamento. Come? Magari frequentando mamme che stanno allattando, oppure leggendo o frequentando gli incontri gratuiti de La Leche League.

Newborn baby holding mother finger and breastfeeding.

Perché è importante non somministrare aggiunte di latte artificiale o glucosata durante i primi giorni dopo il parto.

Spesso sento dire “Ho dovuto dare l’aggiunta perché non avevo ancora abbastanza latte”. Forse il latte potrà sembrarci non sufficiente, potrà sembrarci non abbastanza per il nostro bambino ma il corpo umano ci pensa da solo a produrre “abbastanza” latte per il nostro cucciolo.

Quelle poche gocce di colostro che vengono prodotte appena il bambino nasce sono assolutamente sufficienti a sfamare e nutrire il nostro bimbo. Il latte che andrà aumentando con il passare delle ore, sarà sempre sufficiente.

Non tutte le mamme sentono il riflesso di emissione, cioè il momento in cui il “latte scende” e inizia ad uscire dai seni.

Non si sa da cosa dipenda: forse da una maggiore sensibilità della mamma o forse da una conformazione fisica dei seni e delle ghiandole. Sta di fatto che molte mamme non avvertono la calata o emissione del latte. Alcune avvertono un formicolio all’altezza delle scapole o una sensazione di maggiore durezza e pienezza  del seno, associate a volte a sonnolenza o sete.

Io personalmente ho sempre avvertito tanta sete. Durante l’allattamento non mi sono mai fatta mancare una buona quantità di acqua fresca, a prescindere alla durata o dal luogo delle poppate.

Festa della mamma

Cosa accadrà nelle settimane successive al parto?

Nelle delicate settimane che seguono il parto ci sarà la fase della calibrazione. Ciò vuol dire che la produzione di latte, benché continua, si stabilizzerà in base alle necessità del bambino.

La produzione del latte si avvierà e si stabilizzerà sulla base del principio “domanda e offerta”. Ciò vuol dire che la quantità di latte che la mamma produrrà dipenderà dal latte estratto. Più latte verrà rimosso durante le prime settimane, più latte verrà prodotto.

Sulla base di questo principio “estrazione/produzione”, la relazione di allattamento può continuare per anni e terminare quando mamma e bambino lo decidono. Se ti capiterà di allattare il tuo bambino per diversi anni  lasciandolo libero di succhiare quando e dove vuole e per tutto il tempo che vuole, senza interferire per farlo smettere, allora sarai anche tu una mamma che ha allattato “a termine” o, come dico io ” a tetta alta”.

E’ importante partire bene

E’ vero che se durante le prime settimane il latte non viene rimosso con costanza potrebbe essere molto più difficile (non impossibile) avviare una relazione di allattamento efficace e duratura. Il corpo umano sarà in grado di gestire le difficoltà iniziali e la mamma potrà comunque allattare il suo bambino, anche se ci sono state delle interferenze iniziali ma certo, sarebbe meglio partire sempre con il piede giusto evitando dunque di disturbare i progetti della natura.

Tutto quello che la mamma dovrà fare sarà permettere al bambino di fare il suo lavoro e cioè succhiare.

Se noi interferiamo nel suo lavoro e iniziamo a somministrare aggiunte di latte artificiale, glucosata o addirittura anche il solo succhiotto, ecco che il bambino non sarà più in grado di svolgere il suo lavoro in maniera totalmente efficace. Ecco allora che il processo di produzione del latte innescato dal corpo umano sarà disturbato, peggiorerà e in alcuni cassi, addirittura cesserà. Proprio perché il corpo potrebbe ricevere un messaggio sbagliato che non corrisponde alla realtà (il bambino non ha bisogno di latte, quindi evito di produrlo) ma corrisponde ad una realtà falsata dall’interferenza esterna. Per questo motivo si dice che le aggiunte, i biberon di acqua, camomilla e tisane  e anche i succhiotti sono interferenti.

Se in ospedale ti consigliano di dare al tuo bambino il latte artificiale perché il latte non è ancora arrivato, prova a fidarti del tuo corpo e delle informazioni che hai accumulato durante la gravidanza in merito all’allattamento.

Le quantità di colostro e latte che di cui il tuo bimbo avrà bisogno sono davvero minime. Hai mai pensato alle dimensioni del suo stomaco e a quanta necessità abbia di riempirlo? Prova a dare uno sguardo a questa tabella e resterai sorpresa di quanto poco latte materno possa bastare al tuo bambino durante i primi giorni di vita.

quantità latte neonato

Se vuoi puoi trovare una serie di libri che ti possono aiutare. Io li ho consultati, letti, studiati, amati e li ho racchiusi tutti in questo post blog: Maternità e allattamento. I libri della mia vita.

Se senti di avere delle difficoltà ad esempio nell’avvio o nella gestione dell’allattamento, prova a metterti in contatto con una consulente professionale in allattamento IBCLC oppure con una volontaria de La Leche League. Loro sapranno supportarti e aiutarti per qualsiasi tipo di difficoltà inerente il puerperio e l’allattamento.

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di Annarita Carbone

(fonte La Leche League).