Mamme e neonati escono di casa grazie ai baby pit stop.

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Allattare per strada. Quante volte lo abbiamo fatto su una panchina sotto il sole cocente  oppure al freddo o con le automobili che ci sfrecciano accanto?

E quante volte siamo rimaste chiuse in casa per evitare di allattare o cambiare il pannolino al bimbo per strada? Adesso questo problema non c’è più. Grazie ai “Baby pit stop” le mamme possono uscire  con i loro piccoli senza avere l’ansia di non riuscire a trovare un posto accogliente in cui rifocillare il neonato.

Cosa sono i Baby pit stop. Sono degli spazi dedicati alle mamme e ai loro bambini che si stanno diffondendo sempre più nelle nostre città e che prendono il nome dal Pit stop della Formula 1. Nella frenetica corsa che la giornata ci impone, il duo mamma/bambino ha bisogno di una sosta. Proprio come le auto della Formula 1, anche loro  possono fermarsi e fare il loro cambio di gomme (pannolino ndr) e rifornimento (di latte ndr) per ricaricarsi e poi ripartire.

L’idea di creare i Baby pit stop parte dall’Unicef che nell’ambito dell’iniziativa “Ospedali & Comunità Amici dei Bambini”, si pone come obiettivo quello di poter aprire in Italia 1.000 Baby Pit Stop UNICEF. http://www.unicef.it/doc/4142/babypitstop.htm

Negli ultimi anni sono sempre di più gli esercizi commerciali che si stanno aprendo a tale idea  e che stanno allestendo un piccolo spazio dedicato alle mamme. Così le neo mamme possono frequentare biblioteche, librerie, negozi, uffici, senza doversi preoccupare. In ognuno di questi luoghi possono trovare una comoda poltroncina, un fasciatoio, un angolo nel quale accomodarsi e nutrire il piccolo e se possibile anche un piccolo spazio attrezzato per il gioco.

Come individuare i Baby pit stop. Non sempre i negozi espongono al di fuori del loro esercizio, cartelli per pubblicizzare il loro Baby pit stop. E’ per questo che, grazie al sostegno e alla partecipazione di alcuni genitori,  è nata una comunità che aiuta le mamme a trovare i punti dedicati. La web community   ha mappato tutti i Baby pit stop esistenti in Italia e all’estero.

Valeria Miccolis, fondatrice del sito web  spiega: “La community è un regalo che facciamo alle nostre coetanee per sapere sempre e in tempo reale dove sono i baby pit stop più vicini. Punti facili da raggiungere con il passeggino, adatti alle mamme che allattano, che devono scaldare una pappa o un biberon o che devono cambiare il bambino.  Insomma, un regalo che resterà anche per le generazioni future”. Accedendo al sito, anche da cellulare, la mamma può facilmente trovare il baby pit stop più vicino alla sua posizione. Può recarsi presso l’esercizio, entrare con il suo bimbo e usufruire dello spazio, senza per questo sentirsi obbligata ad acquistare o consumare qualcosa.

Maria Dalla Rizza, community manager del sito web conferma: “Questo sito è l’occasione che abbiamo per essere attivi in un movimento che parte dal basso,  per sensibilizzare la società al cambiamento e all’accoglienza verso il neonato e la neo mamma. Siamo arrivati a segnalare  1100 punti Baby pit stop  in tutte le regioni d’Italia e anche all’estero ma siamo in costante crescita”.  Ogni genitore che trova un Baby pit stop può accedere al sito web ed aggiungerlo. E così la  mappa è sempre in continuo aggiornamento.

“Quando si è neo mamme – continua Dalla Rizza –  le difficoltà che si incontrano uscendo fuori casa, le intemperie,  il traffico, fanno spesso da deterrente. Chi ci è già passato ha deciso di dedicare qualche minuto per far conoscere a tutte le mamme quali sono i posti già attrezzati attorno a loro. Lo scopo della piattaforma web è quindi  quello di far sentire la neo mamma accolta in questa comunità di genitori che prima di lei si sono uniti ed hanno fatto rete per creare un nuovo modo di essere genitori”.

I Baby pit stop Leche League. Grazie alla creazione di questi spazi dedicati, le mamme possono non solo avere vita più facile ma possono anche sentirsi accolte nella giusta maniera. La Leche League, associazione no profit che da decenni sostiene le mamme che allattano al seno,  ha lanciato il progetto “Baby pit stop nel 2004” in collaborazione con il Comune di Fano. Secondo La Leche League le strutture commerciali, di qualunque tipo siano, per la loro distribuzione territoriale possono costituire un’importante rete di sostegno alla mamma che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio offrendo ospitalità, spazi per allattare, per riposare e per cambiare il bambino.

“Allattare è una cosa semplice e naturale – fanno sapere da La Leche League.  Noi non pensiamo che esistano spazi nei quali le mamme debbano nascondersi o appartarsi per allattare. Si può allattare ovunque ma a volte, specie in città, la faccenda può diventare complicata. Può essere difficile trovare un posto per sedersi o per proteggersi dalla pioggia; e se si chiede la cortesia in un negozio, a volte viene richiesto di fare in cambio una consumazione, oppure la mamma potrebbe sentirsi in debito di dover comunque consumare o comprare qualcosa”. Se vuoi approfondire il tema clicca qui: http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=65&Itemid=111

Enti che hanno aderito al progetto BaBy pit stop Unicef Nel maggio del 2010 anche la Asl di Milano, prima comunità amica dei bambini,  ha lanciato il progetto “Baby pit stop” in collaborazione con l’Unicef.  E su questa scia altri Baby pit stop sono nati a Roma, Venezia, Ferrara, Firenze, Torino e molte altre città italiane. A Roma, lo scorso 8 maggio in occasione della festa della mamma, è stato inaugurato il primo Baby pit stop Unicef all’interno della sede del XIV Municipio in piazza S. Maria della Pietà 5. L’ultimo in ordine di tempo è stato inaugurato due giorni fa a Pistoia. http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2015/12/18/news/primo-baby-pit-stop-a-pistoia-nella-ludoteca-il-cappellaio-matto-1.12640883

Il Baby Pit Stop UNICEF ( fonte Unicef) si differenzia dagli altri BPS per due motivi:

  • si prevedono partner istituzionali (ad es. Aziende sanitarie locali, provincia e comuni). In particolare il BPS è promosso dall’UNICEF nelle ASL in cui è attivo il progetto di promozione e sostegno dell’allattamento materno nei servizi territoriali
  • la sua organizzazione e idoneità sono garantite da una verifica periodica da parte di Babyconsumers, associazione per la tutela dei diritti dei consumatori.

Non solo enti istituzionali…Nel centro di Ferrara, un negozio di cose usate per bambini ha allestito un Baby pit stop ed ha esposto fuori un cartello che invita le mamme ad entrare. Le mamme che lo hanno visitato sono rimaste entusiaste. “Il negozio, spiega Marta, si trova in via Garibaldi. In un angolo la proprietaria ha sistemato un piccolo divano ed un fasciatoio. A terra un tappeto e qualche gioco. Uno spazio piccolo ma accogliente che ho utilizzato in mille occasioni. In questo modo posso uscire senza problemi e non devo restare segregata in casa”.

E’ proprio necessario allattare all’aperto? Le ostetriche della Asl di Milano ci hanno spiegato che “L’allattamento al seno non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata: ogni bimbo ha un suo stile alimentare e diversi tempi di poppata. E’ difficile sapere quanto dureranno le poppate e le pause fra una poppata e l’altra. Diventa quindi difficile prevedere quando e dove il bambino chiederà di poppare.

I bambini hanno diritto a stare con le loro mamme per poppare quando necessario, anche se non sono più neonati e le madri hanno diritto di muoversi senza restrizioni e di portare i loro bambini con loro. Non c’è ragione di limitare la libertà di movimento delle madri durante l’allattamento per presunte ragioni di convenienza sociale o di suscettibilità morale. E la società dovrebbe adeguarsi e creare le condizioni perché questo possa avvenire”.

“Secondo la Direzione di Salute Pubblica e Valutazione del Rischio della Commissione Europea (Directorate Public Health and Risk Assessment) – spiegano da La Leche League, l’allattamento ha effetti benefici non solo per i bambini ma anche per le mamme, per le famiglie, per la collettività, per il sistema sanitario e sociale, per l’ambiente e la società in generale. La protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento sono una delle priorità della salute pubblica in Europa, oltre che nel terzo mondo”.

di Annarita Carbone