Mamma allontanata dall’università perché allatta il suo bambino.

Allattamento

 

E’ accaduto il 17 aprile scorso a Parma nella sede universitaria di via d’Azeglio dove Olha Zdyrko, infermiera di 27 anni, stava allattando il suo bimbo di due mesi. Secondo la lettera inviata dal suo compagno, un medico 32enne,  a La Gazzetta di Parma, la donna è stata invitata dalla guardia giurata dell’Ateneo a spostarsi in un altro luogo perché gli studenti avrebbero potuto essere turbati da quella scena.

Decisa la reazione di Alessandro Volta, responsabile della Struttura dipartimentale Pediatria di Comunità dell’ospedale di Montecchio:

“Sono stanco di questa stupidità e violenza assieme. Esiste un posto giusto per allattare? Di quale sensibilità stiamo parlando? Agli studenti universitari può far male vedere un bambino che succhia il latte di sua mamma? Se la scena crea turbamento invece di luoghi deputati per l’allattamento abbiamo bisogno di un esercito di psicologi e di psichiatri.
Mi aspetto che l’Università di Parma formuli scuse ufficiali e dichiari con chiarezza se è previsto un divieto esplicito ad allattare presso le sue strutture.

Ricordo che Papa Francesco recentemente, durante i battesimi nella Cappella Sistina, ha invitato le mamme ad allattare liberamente.

Vedere una mamma che allatta dovrebbe essere così normale da non essere neppure notato.
Propongo alle mamme di Parma che allattano un bel flash mob nei locali dell’Università”.

Ines Seletti, assessore a Educazione e Inclusione del Comune di Parma ha risposto così:

«Il Comune sta allestendo spazi dedicati».

Ma com’è possibile che una mamma ed il suo piccolo di pochi mesi debbano essere relegati in uno spazio apposito per allattare? Inoltre, perché la mamma che allatta deve coprirsi il seno? Siamo continuamente bombardati da pubblicità, cartelloni e video che mostrano il seno in situazioni equivoche.

Allattare invece è un gesto totalmente naturale. Nessuno dovrebbe sentirsi offeso, oltraggiato e turbato per questo.

Un neonato che si nutre è la cosa più naturale del mondo e non lo fa per soddisfare i suoi bisogni più intimi ma lo fa per sopravvivenza. Perché in quel momento si sta nutrendo e basta. Aggiungerei, in accordo con Alessandro Volta, che tutti quelli che giudicano una mamma che allatta in pubblico come esibizionista, dovrebbero riflettere su ciò che questa immagine così bella e tenera suscita nella sua mente.

Certo, non è la prima volta che accadono fatti del genere in Italia.

Allattamento

Già in passato altre mamme avevano lamentato di esser state cacciate in malo modo da uffici pubblici, ristoranti, stabilimenti balneari e altri luoghi pubblici. Difatti nel luglio del 2016 una di loro, Raffaella Sottile, ha lanciato una petizione su change.org per chiedere al governo di emanare una legge ad hoc che non solo protegga e tuteli le mamme ma che sancisca il diritto di queste di poter nutrire i loro piccoli ovunque.

Se vuoi firmare la petizione clicca qui. 

 

Allattamento

 

La mia esperienza

Le mie lettrici più assidue ricorderanno che anche a me è accaduta, tempo fa una cosa simile.

Mentre allattavo il mio bambino di 2 anni all’interno dei locali dell’asilo nido, le maestre mi invitarono ad allontanarmi perché quella scena avrebbe potuto turbare i bambini.

Secondo la coordinatrice avrei dovuto trovare un altro posto per allattare il mio bambino e anzi, mi invitò a smettere di allattarlo totalmente, altrimenti avrebbe avuto problemi seri.

Se vuoi leggere l’intero post sulla vicenda clicca qui. 

La lettera dei genitori al giornale

Tornando alla vicenda dell’università, dalla lettera inviata al giornale,  i due giovani genitori spiegano di aver rifiutato l’invito della  guardia giurata. “Il fatto che la mia compagna stesse allattando non infastidiva nessuno.  Il seno era coperto da una sciarpa e il bambino necessitava di mangiare. Al termine di un nuovo confronto piuttosto animato, abbiamo finito di saziare il piccolo e ce ne siamo andati.

Ci chiediamo dove siano finiti il rispetto e la sensibilità per gli altri – prosegue la lettera -. Se la guardia non desiderava vedere quella scena poteva invitarci nel suo ufficio ad allattare per garantire il rispetto della mia compagna e l’intimità del momento. Sorprende inoltre che nel 2018 ci si scandalizzi per l’allattamento di un neonato al seno in pubblico”.

I due genitori chiedono le scuse da parte della guardia e sottolineano che continueranno a frequentare quegli spazi «in quanto ci spetta di diritto».

«Non abbiamo l’intenzione di cambiare le nostre abitudini – concludono – nonostante il triste episodio accaduto».

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di Annarita Carbone

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