Latte artificiale contaminato. La Francia ritira 200 mila bottiglie

Latte artificiale

Lattanti colpiti dal batterio della Salmonella agona

20 bambini di età inferiore ai 6 mesi sono stati colpiti da infezione da Salmonella (sierotipo Agona) in ben 8 diverse regioni della Francia. Le indagini coordinate dalla direzione nazionale di salute (DNS) del Ministero della Sanità hanno fatto emergere un elemento comune tra i neonati infetti: il consumo di una formula infantile in polvere di tipo 1 prodotta tra la metà di luglio e fine novembre 2017 dal gruppo LNS (Lactalis) – (Fonte IBfan Italia).

E’ stata la stessa impresa a ritirare dal mercato tutti i prodotti interessati.

Ecco le marche dei 12 lotti di formula implicati nelle infezioni e ritirati:

Picot SL1 senza lattosio, confezione da 350g
Pepti Junior 1 senza lattosio, confezione da 460g
Milume l Bio, senza olio di palma, confezione da 900g

 

La reazione delle autorità sanitarie e gli appelli ai genitori

Le autorità sanitarie francesi hanno chiesto ai genitori in possesso dei prodotti  qui elencati di non usarli assolutamente,  che si tratti di confezioni nuove o già aperte.

“La prima cosa da fare quando ci si trova dinanzi a simili situazioni, – spiegano le autorità –  è mettersi in contatto con il medico o pediatra che possa accertarsi dello stato di salute del lattante e che possa prescrivere un’altra formula”.

La Società Francese di Pediatria, sollecitata con urgenza, ha emesso un comunicato indicando una lista di possibili sostituti. Le confezioni di formula di queste marche, non implicate nei casi di infezione, possono essere consumate. Le raccomandazioni sono state trasmesse anche ai medici di medicina generale, oltre che ai pediatri e alle farmacie.

Il pericolo potrebbe esserci anche in Italia? Come fanno i genitori a tutelare i loro bambini da queste infezioni? Ce lo spiega l’Ibfan Italia.

Non è ancora chiaro se i lotti siano stati esportati nel resto d’Europa e dunque anche in Italia.

Il problema, spiegano dall’Ibfan, riguarda soprattutto l’assenza di indicazioni precise su come preparare le formule in polvere in sicurezza, cioè seguendo le indicazioni della FAO e dell’OMS. Tramite questo link potrete trovare tutte le informazioni necessarie. La preparazione casalinga del latte in polvere. Si rispettano le regole di sicurezza?

In Italia infatti, le istruzioni su come preparare la formula, variano da ditta a ditta e non sono comunque conformi alle raccomandazioni FAO e OMS.

Si tratta dell’ennesimo ritiro dal commercio di formula infantile in polvere implicata in gravi infezioni di neonati e lattanti. Pochi giorni fa avevamo pubblicato un’allerta proveniente dalla Repubblica Dominicana e riguardante una formula importata dalla Spagna ed esportata anche in altri paesi, tra cui il Portogallo e l’Albania. In quel caso i batteri riscontrati appartenevano alla specie Enterobacter sakazakii . Quello che stupisce nel comunicato del ministero francese è l’assenza di indicazioni precise su come preparare le formule in polvere in sicurezza, seguendo le raccomandazioni della FAO e dell’OMS*.

L’appello dell’Ibfan

“Sarebbe ora che la Commissione Europea emanasse una direttiva che obblighi tutte le ditte a standardizzare queste istruzioni. Se i familiari dei lattanti francesi colpiti da Salmonella le avessero seguite, non ci sarebbe stata epidemia. E se la Commissione Europea non lo fa, sicuramente a causa della lobby contraria delle ditte, per lo meno chiediamo che lo faccia il nostro Ministero della Salute”.

Era già successo nel 2017

Non è certo la prima volta che lotti di latte artificiali vengano ritirati dal commercio per contaminazione. Evento che potrebbe essere molto pericoloso per bambini di così tenera età. Nel 2007 furono ben 5 i paesi coinvolti dalla contaminazione del latte che risultò positivo alla presenza di Enterobacter sakazakii,  un pericoloso microrganismo responsabile di diverse infezioni nei lattanti, in alcuni casi con conseguenze gravi. Il caso ebbe ripercussioni anche in Italia dove il Ministero della Salute dispose – come misura puramente cautelativa – il ritiro dal commercio di due lotti di latte Bambilat  e di un lotto di latte Mellin 2.

Difendiamoci allattando i nostri bambini. Non c’è nulla che possa essere paragonato al latte materno.

Allattamento

Ormai tutti conoscono i benefici del latte materno che l’OMS raccomanda in maniera esclusiva per i primi 6 mesi di vita del bambino e poi fino ai 2 anni e oltre.

Proprio ieri ho incontrato una mia amica che non vedevo da anni. Ha avuto un bambino da pochissimo. Non lo ha allattato. “Sono dovuta tornare a lavoro il mese dopo il parto e poi non avevo latte” mi ha detto.

Non sono qui per giudicare questa mamma. Lungi da me. Ma penso solo a quanto oro ha perso quel bambino. Un concentrato di nutrimento che contiene fattori immunitari speciali di cui il neonato ha fortemente bisogno. Nutrienti e elementi che favoriscono la maturazione del microbioma intestinale, e proteggono il bambino.

Uno studio, pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics, ha evidenziato che i bambini che hanno ottenuto almeno il 75% della loro alimentazione dal latte materno durante il primo mese di vita hanno ricevuto circa il 28% dei loro batteri intestinali dal latte materno. Questi bambini hanno anche ricevuto circa il 10% dei loro batteri intestinali dalla pelle delle madri e il 62% da fonti che i ricercatori non hanno determinato. In particolare si è visto che quanto più i bambini si nutrivano, tanto più il loro microbioma intestinale cambiava andando progressivamente ad assomigliare a quello che si trovava nel latte materno. E nei neonati allattati, le comunità microbiche ritrovate erano lievemente diverse per i microbi dominanti, rispetto a quelli che avevano ricevuto meno latte. Se vuoi leggere l’intera ricerca, clicca qui.

 

Ma davvero le mamme di oggi non hanno più latte?

Quante volte  (troppe direi) mi sento dire: “Non avevo latte”.

Allora mi chiedo: Ma davvero le mamme di oggi non hanno più latte?

 

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di Annarita Carbone

 

 

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