Latte artificiale: Stop alle prescrizioni a tappeto alle dimissioni dall’ospedale.

Quando mamma e neonato vengono dimessi dall’ospedale, il pediatra di turno prescrive il latte artificiale da utilizzare in caso di necessità. Ma siamo certi della legalità di questa pratica?

Il Ministero della Salute, in un documento emanato il 15 settembre 2015, ha evidenziato una serie di reati connessi alla violazione della legge che regola le modalità di commercializzazione dei sostituti del latte materno. E’ il decreto ministeriale nr. 82 del 9 aprile 2009 (attuativo della direttiva 2006/141/CE) che definisce le regole da osservare quando si parla di alimentazione dei lattanti.

E l’articolo 14 di questo decreto recita: “Le lettere  di  dimissione per i neonati non devono prevedere uno spazio predefinito  per le prescrizioni dei sostituti del latte materno”. Cosa che invece accade nella maggior parte degli ospedali italiani.

A Roma, numerosi ospedali utilizzano opuscoli informativi sul quale è scritto, con tanto di casella da riempire con la marca del prodotto: “Latte artificiale: da utilizzare liquido o in polvere solo se il latte materno è assente o non sufficiente”.

“Ma la prescrizione – spiega Riccardo Davanzo, neonatologo e presidente del TAS (Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al Seno) del Ministero della Salute – non andrebbe mai fatta in via preventiva. Il pediatra non può prevedere se quella madre avrà la montata lattea o se il bambino crescerà abbastanza, quindi dovrebbe evitare di prescrivere latte artificiale ma assicurarsi che la madre venga messa in condizioni di allattare al seno il suo bambino”.

Prescrizioni prestampate. La legge le vieta.

Da troppo tempo in molti ospedali italiani si tende a prescrivere il latte artificiale anche quando non ce n’è bisogno. La prescrizione preventiva  viola la legge che invece, alla luce delle nuove ricerche scientifiche e dei conclamati benefici del latte materno, spinge gli operatori sanitari ad aiutare e sostenere le mamme affinché riescano a portare avanti l’allattamento esclusivo almeno per i primi 6 mesi di vita del bambino. Perché per il bambino in salute e nato a termine il latte materno è il miglior alimento.

Purtroppo, le mamme italiane allattano poco e spesso la colpa è proprio degli ospedali.

Di seguito alcuni esempi di prescrizioni prestampate consegnate alle mamme intervistate al momento delle dimissioni da un noto ospedale romano Su un campione di 150mamme, intervistate tra  Roma e provincia, più del 90% ha  ricevuto la prescrizione prestampata con tanto di marca da usare in caso di bisogno.

Scheda dimissioni dario Scheda dimissioni dario particolare

foto fatebenefratelli

Le testimonianze delle mamme

“Alla dimissione dall’ospedale – racconta Eleonora – la pediatra mi disse che non avevo abbastanza latte e mi prescrisse l’artificiale. Ero una mamma inesperta e mi sono fidata del medico. Ma con l’utilizzo dell’aggiunta il mio latte diminuiva sempre di più. Per fortuna poi mi sono rivolta al consultorio di zona e grazie alle ostetriche siamo riuscite a limitare i danni”.

Nastasia  racconta: “Non avevo neanche lontanamente un problema con l’allattamento. Nessuna ragade o dolore, nessun dubbio o preoccupazione. La montata lattea era arrivata al terzo giorno eppure ho avuto la mia ricetta prestampata con la marca del latte da utilizzare”.

Flavia, altra neo mamma: “Io sulla mia prescrizione prestampata ha avuto un timbro con la marca del latte da acquistare”.

Ormai le mamme pensano che sia prassi ricevere la ricetta prestampata. Specie quando si tratta di parti gemellari.

“Quando ho partorito il primo figlio – racconta Federica – non mi hanno prescritto nulla. Al secondo parto, gemellare, mi hanno prescritto latte artificiale anche se i miei bimbi stavano bene e succhiavano il seno. Io non ho mai usato il latte di formula. Ho allattato sempre al seno. Felicemente”.

Mamme, possiamo denunciare!

Le mamme, i papà  o anche gli altri cittadini che rilevano una violazione riguardante la produzione, composizione, etichettatura, pubblicità e commercializzazione degli alimenti per lattanti e di proseguimento possono segnalare al Dipartimento di Prevenzione – Servizio di Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN). L’istituto, prima di procedere,  verificherà l’appropriatezza della segnalazione e la titolarità della violazione, con eventuale coinvolgimento dei NAS. La segnalazione può essere fatta dal singolo cittadino o anche attraverso associazioni o gruppi professionali senza particolari intestazioni, ma semplicemente descrivendo la circostanza della violazione.

Per difenderci dalle prescrizioni a tappeto possiamo scegliere di partorire in uno degli “Ospedali amici dei bambini”

Intervista all’esperto.

Riccardo Davanzo, neonatologo, responsabile del Rooming-in Nido del Burlo Garofolo di Trieste e presidente del Tas (Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al Seno) del Ministero della Salute da anni si batte per favorire l’allattamento al seno .

Dottor Davanzo, è lecito prescrivere latte artificiale al momento delle dimissioni in ospedale?

“Il medico che al momento delle dimissioni prescrive il latte artificiale senza che ce ne sia realmente bisogno non solo viola il Codice di Commercializzazione dei sostituti del latte materno ma viola anche una circolare del Ministero  in cui è specificato di non somministrare l’aggiunta ai neonati. (Circolare del Ministero della sanità 24 ottobre 2000, n.16, sulla «Promozione e tutela dell’allattamento al seno). Se vuoi scaricare il codice clicca qui

Il problema maggiore è che  alcuni pediatri prescrivono a tappeto il latte artificiale anche a chi non ne ha bisogno con la conseguenza di instillare un dubbio nella mamma. Se la donna è incerta ecco che quella prescrizione può spingerla ad utilizzare latte artificiale. L’obiettivo dell’ospedale dovrebbe essere anche quello di  aiutare le donne, sostenerle nell’allattamento materno esclusivo. Il medico deve essere in grado di delegare ad altre persone il compito di aiutare la mamma, ad esempio ad un’ostetrica oppure ad una consulente in allattamento ma non può anticipare, con la sua prescrizione,  una situazione certamente possibile, ma magari poco probabile. Si tratta di un atteggiamento in definitiva ambiguo che non condivido”.

Quali sono le sanzioni a cui va in contro un medico che prescrive latte artificiale senza che ve ne sia un reale bisogno?

Esiste una legge sanzionatoria del 2011. Inoltre, come Ministero della Salute, abbiamo inserito un vademecum nel quale sono chiaramente indicati tutti i riferimenti normativi e le violazioni previste dalla legge che riguardano non solo le prescrizioni prestampate ma anche altre violazioni inerenti la commercializzazione e la pubblicità dei latti artificiali”.

Se vuoi scaricare il documento clicca qui:

Secondo lei è giusto pubblicizzare e sponsorizzare il latte artificiale?

“Purtroppo  la legge è ancora tiepida in questo contesto. I divieti riguardanti la pubblicità si riferiscono solo ai latti di formula 1 (per bimbi da 0 a 6 mesi) e non riguardano invece i latti di proseguimento e crescita. Se la pubblicità è così forbita, il pubblico non distingue tra latte di tipo 1 o di tipo 2. La popolazione si convince di aver bisogno di quel latte. Se una neo mamma ha avuto davanti agli occhi la pubblicità del latte artificiale per tanti anni, penserà che quel latte va bene per suo figlio. La tolleranza implicita nella legge quindi crea un problema”.

Conosce casi di pediatri che sono stati arrestati per aver prescritto latte artificiale senza bisogno?

“Sinceramente no. Lo scorso anno – ricorda Davanzo – alcuni pediatri, furono sospettati di aver avuto dei rapporti disinvolti con l’industria produttrice di latti artificiale favorendo alcune aziende in cambio di regali anche molto costosi (computer, smartphone, telefoni, viaggi). Bisogna però dimostrare che a questi regali abbia fatto seguito una prescrizione proprio delle marche di latte prodotte dalle ditte “generose”. E bisogna verificare poi quale sia stato il risultato dell’iter giudiziario, in altre parole il risultato del processo”.

Se vuoi leggere la notizia per intero clicca qui:

Lei come medico, che messaggio si sente di dare alle neo mamme?

“Io alle mamme cerco di dare una piena informazione. Se l’aiuto di cui hanno bisogno supera le mie possibilità, ricordo che esistono figure professionali come le ostetriche e le consulenti in allattamento molto competenti e perfettamente in grado di aiutare le mamme. Questo però non significa che l’aiuto fornito dagli operatori sanitari anche competenti sia sempre sufficiente. Alcune volte serve anche il latte artificiale”.

di Annarita Carbone

 

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