Allattare: il mio scudo contro il cancro. Ecco perché non smetto!

Allattamento in costume

“Dovresti smettere di allattare – mi ha detto ieri una mia amica con la quale sto dividendo la casa al mare. Sei magra e perdi molti capelli. Il bimbo è grande, non ti fa bene allattarlo così a lungo”. Ma io non smetto.

Questi tipi di commenti sono spesso all’ordine del giorno per mamme come me che allattano bimbi grandicelli. Specie in estate, quando capita di stare a contatto con tante persone. E vi assicuro che non è per niente piacevole, anche perchè allattare non mi stanca affatto.

Ecco perché non smetto!

Allattare mi fa bene. Mi rende libera di andare dove voglio col mio bimbo, senza il bisogno di portare dietro biberon e bevande varie.

Allattare mi rende serena e mi appaga. Mi dà la possibilità di entrare in sintonia con mio figlio e di capire ogni suo bisogno più profondo.

Allattare ci lega e ci aiuta a superare le difficoltà di ogni singolo giorno. Allattare fa bene a noi due ma anche al resto della famiglia. Quando lui è stanco e fa i capricci, mi basta fargli una carezza ed attaccarlo al seno per farlo calmare quasi istantaneamente così, se siamo a cena o tra la gente, tutto si risolve nel migliore dei modi.

Benefici sociali

Allattare apporta benefici anche sociali. Secondo una ricerca condotta in America sui bambini tra i sei e gli otto anni di età, i disturbi del comportamento diminuiscono con l’aumento della durata dell’allattamento materno.

 

Le linee guida

Dall’OMS e dal Ministero della salute, arriva chiaro il messaggio:  “Il latte materno deve continuare ad essere parte integrante della dieta durante l’alimentazione complementare e si raccomanda di continuare con l’allattamento al seno fino a due anni ed oltre”. (OMS) 

“L’allattamento continua ad avere importanza sia per te che per il tuo bambino dopo il sesto mese e per tutto il tempo che desiderate proseguire, anche oltre il secondo anno di vita. Il tuo latte rimane un alimento fondamentale per la crescita di tuo figlio” . (TAS – Ministero della salute) .

E’ vero, mio figlio due anni li ha superati già da un po’. Ne ha tre ed io mi sento tutt’altro che stanca, tutt’altro che magra. I capelli mi sono sempre caduti, è una mia caratteristica. Fortunatamente ne ho molti, lunghi e bellissimi, senza il bisogno di prendere alcun integratore. Perché il corpo di noi mamme è programmato per allattare e non fa alcuna fatica a produrre questo liquido dalle molteplici potenzialità, talvolta sorprendenti.

 

Allattare protegge la mamma dal rischio di contrarre il cancro

Leggendo alcuni studi poi, ho scoperto che dal punto di vista medico, i benefici per la mamma sono notevoli. Allattare riduce le probabilità di contrarre il tumore al seno e all’ovaio.

L’oncologo milanese Fedro Peccatori, direttore dell’Unità di trapianto allogenico all’Istituto europeo di oncologia di Milano, da anni si dedica anche alle problematiche legate a fertilità, gravidanza e allattamento dopo il tumore. “Uno dei maggiori benefici dell’allattamento al seno per la mamma  – spiega Peccatori sul sito dell’Airc sta proprio nella riduzione del rischio di contrarre il cancro alla mammella e all’ovaio.

Per altri tipi di tumore non ci sono ancora dati disponibili ma per il tumore della mammella la letteratura parla chiaro. Il rischio diminuisce del 4,3 per cento per ogni anno di allattamento nelle donne che scelgono e possono allattare al seno rispetto a quelle che invece non allattano.

Ma è nel caso delle donne geneticamente predisposte alla malattia (quelle con mutazioni del gene BRCA1) che si osserva il guadagno maggiore: il rischio si dimezza nelle donne con mutazioni del gene (meno 45 per cento di casi tra chi ha allattato), mentre in quelle con familiarità per la patologia, cioè con altri casi di malattia in parenti strette ma senza una mutazione dimostrata, la riduzione arriva al 59 per cento.

 

Dal sito dell’Airc

E sempre sul sito dell’Airc, su questo bellissimo articolo dal titoloUno scudo fatto di latte” si legge: “I ricercatori sono riusciti anche a capire le ragioni biologiche che rendono l’allattamento al seno così importante per la prevenzione dei tumori. La mammella va incontro a trasformazioni durante la gravidanza e solo con l’allattamento la ghiandola mammaria completa la sua maturazione. E così la cellula del seno è più resistente alle mutazioni che possono portare al tumore.

L’allattamento, inoltre, blocca del tutto o in parte la produzione degli ormoni ovarici: le ovaie a riposo portano a livelli di estrogeni più bassi, garanzia di protezione contro il carcinoma mammario e, con grande probabilità, anche ovarico”.

Adesso so cosa rispondere alla mia amica e a tutti quelli che continuano a chiedermi: “Ma perché lo allatti ancora?” Con un sorriso dirò: “Mi sto proteggendo dal cancro”!

 

di Annarita Carbone