Gemellini neonati abbandonati. Sono adottabili

I due gemelli abbandonati dalla madre all’ospedale di Canicattì sono stati dichiarati adottabili dal Tribunale per i Minorenni.

Lasciati in ospedale dopo il parto, due gemellini di Canicattì, ora aspettano l’arrivo di una mamma e un papà!
I due piccoli di colore, trasportati all’ospedale di Agrigento, dove sono stati tenuti in osservazione per un paio di settimane, sono stati dichiarati adottabili dal Tribunale per i minorenni perché non riconosciuti dai genitori.

Cosa dice la legge

La legge italiana consente infatti ad ogni donna di non riconoscere il bambino al momento del parto e assicura al piccolo assistenza e tutela giuridica.
L’identità di ogni donna è altrettanto tutelata e il nome della madre, all’atto della nascita, risulta essere: “nato da donna che non consente di essere nominata”. La successiva segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni della situazione di abbandono permette l’avvio del procedimento di adottabilità. Le tutele legali non sono tuttavia largamente conosciute e molte sono le donne che si lasciano spaventare da una possibile perseguibilità giuridica. E’ per questo che esistono anche le “culle per la vita”, delle vere e proprie culle per neonati che tutelano l’identità delle madri e la vita del piccolo.

Una culla per la vita

Ogni culla per la vita è infatti dotata di un segnale che si attiva dopo aver avvertito la presenza di un neonato, consentendo alla madre il tempo di allontanarsi e attivando immediatamente i soccorsi: in Italia, ad oggi, ce ne sono circa 50. Oltre a queste c’è anche la culla per la vita di Ai.Bi., “Chioccia” inaugurata lo scorso 1 dicembre 2015 a Melegnano (Milano) facilmente raggiungibile dalla rete di autostrade lombarde, e che va a potenziare un’offerta ancora a macchia di leopardo in Lombardia.

La culla per la vita di Ai.Bi. è l’unica nel territorio, nel sud della città di Milano. Nella struttura dove è ospitata la culla sono presenti costantemente operatori specializzati o di chi lascerà il bambino nella culletta nella presa in carico del neonato, nel rispetto dell’anonimato della mamma.

(fonte Ospedale Pediatrico Bambino Gesù)

 

di Annarita Carbone