Figli cresciuti da due mamme o da due papà. Diversi da chi?

Eugenia Romanelli

Vi siete mai chiesti come vivano, cosa provino e come si sentano i bambini cresciuti da due mamme, o da due papà? In sostanza: Che effetto può avere sui figli la procreazione omosessuale?

Margherita , 13 anni ha raccontato in un intervista: “A scuola mi prendono in giro perché mi chiamo come una pizza, non perché ho due mamme”. Da questa affermazione, che mi ha fatto sorridere non poco,  ho capito che l’effetto non è dato dalla procreazione omossessuale ma dalla non accettazione della diversità delle cose.

Come fanno i bambini ad accettare un immaginario che cambia se non lo accettano prima gli adulti?

L’appello di Monica Cirinnà agli artisti.

E’ per questo che io, come mamma, come  giornalista e come blogger, voglio partecipare a questo cambiamento e aderire alla chiamata di Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili che ha chiamato all’appello artisti e creativi  affinché diano il loro contributo per cambiare l’immaginario sulla famiglia.

Insieme presenteremo il libro “La donna senza nome” di Eugenia Romanelli.

Ed è proprio la Cirinnà che, il prossimo martedì 24 gennaio alle ore 20, al Complesso Monumentale Dioscuri del Quirinale, presenterà un libro che ha fatto parlare a lungo la stampa nazionale, proprio nel momento in cui veniva discussa la legge sulle unioni civili. Accanto a lei, come moderatrice ci sarò io. Durante la presentazione l’attrice Nadia Perciabosco leggerà alcuni passi del libro.

Ho letto il libro lo scorso anno, appena dopo l’uscita. La storia di Emma e Alberto mi ha molto affascinata, anche perché apre una serie di domande sugli immaginari da costruire per creare un nuovo mito dell’origine che sia in grado di rappresentare la contemporaneità.

Durante la lettura mi era completamente sfuggito il fatto che Emma, pediatra 30enne, fosse stata cresciuta da due mamme e che Alberto, velista di 40 anni, fosse stato cresciuto dal nonno. La mia attenzione era focalizzata sulla narrazione di gran gusto del romanzo che mi ha catturata fin dalle prime righe.

E leggendo il libro, arrivando fino al colpo di scena finale, mi sono chiesta: “Ma davvero il sesso dei nostri genitori può influenzare in maniera decisiva il nostro futuro? Non sono piuttosto i loro comportamenti, i loro caratteri ed il loro modo di fare ad influenzaci?

Cosa ne pensano gli artisti?

Melania Mazzucco ha eletto questo libro come il “seguito spirituale” del suo “Sei come sei”, ma anche intellettuali come Delia Vaccarello su L’Unità, il capo cultura Ansa Elisabetta Stefanelli, o testate come Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Gioia, Vanity Fair, Il Corriere della Sera, hanno dato grande spazio al libro, che adesso Cirinnà porta in un luogo fortemente simbolico: Il Teatro che fu del Papa.

“E’ importante che artisti e creativi – ha detto Cirinnà – diano il loro contributo prezioso per cambiare l’immaginario sulla famiglia, che oggi non è più un modello unico ma si declina in tanti modelli diversi”.

La scrittrice Eugenia Romanelli

La scrittrice del romanzo “La donna senza nome” non è appartenente ad alcuna associazione ma è un’attivista. Il suo blog su Il fatto quotidiano è l’unico blog giornalistico italiano che tratta esclusivamente di famiglie omogenitoriali. Leggerlo può aprire la mente e chiarire i dubbi sugli studi che sono stati fatti. In uno dei suoi più recenti post, la Romanelli scrive:

“Una recente analisi della letteratura scientifica sull’omogenitorialità compiuta da Adams e Light nel 2015 ha passato in rassegna tutte le pubblicazioni scientificamente accreditate al mondo per concludere che, intorno agli anni 2000, la comunità scientifica internazionale ha raggiunto l’unanimità sul principio che non sussistano differenze significative tra figli di genitori omosessuali e di quelli eterosessuali”. Per leggere l’intero post clicca qui.

ARTenergia 2017

L’evento fa parte di ARTenergia 2017, rassegna internazionale di arte contemporanea organizzata dall’Istituto Luce di Cinecittà e dall’Associazione Culturale Cassiopea, con il patrocinio di Comune, Regione e Provincia di Roma, Accademia delle Belle Arti di Roma, e dal Comune di Amatrice, dato che quest’anno, come vuole il titolo “Generazioni a confronto”, verranno accostati i “magnifici quattro” Decani dell’Arte (Bellardi, Bizzarri, Campus e Turina) a 35 alunni dell’ Istituto Capranica di Amatrice, con le loro 9 opere ispirate agli stati d’animo conseguenti al terremoto.

 

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di Annarita Carbone