Farmaci in gravidanza e allattamento. Compatibili nel 91% dei casi.

 

L’assunzione di farmaci durante l’allattamento è un problema che tormenta molte mamme.

Sto allattando il mio bambino e devo curarmi. Dovrò smettere di allattare? Cosa posso fare? Devo tenermi il dolore e stringere i denti? Quante domande si affollano nella mente di una mamma che si trova a dover prendere una decisione in tal senso. Da quale parte andare?  Come comportarsi? A chi chiedere informazioni? Una recente position statement (letteralmente dichiarazione di posizione) del Ministero della salute ha stimato che tra il 65% e il 95% delle donne in allattamento assume farmaci e che il 91% dei farmaci che vengono prescritti sono compatibili sia con la gravidanza e con l’allattamento.

Questa stima solleva il problema della sicurezza dell’assunzione di farmaci durante l’allattamento.

Quando una mamma che allatta si trova davanti alla condizione di dover assumere dei farmaci è sempre molto importante evitare il fai da te. Ingerire farmaci senza la prescrizione medica è una regola generale andrebbe sempre osservata, specie quando  si è in gravidanza o allattamento. Le precauzioni non sono mai abbastanza in questi casi e  bisogna porre un attenzione maggiore. Non è escluso infatti che il farmaco potrebbe nuocere  alla mamma, al feto o al bambino che viene allattato.

 

Rivolgersi al proprio medico è il primo step.

Che sia un semplice mal di testa, una banale influenza o ancora un dolore articolare, la mamma dovrebbe sempre consultare il medico prima di assumere farmaci.

Nel caso di malattie croniche  come diabete, lupus, epilessia, problemi alla tiroide è possibile che la mamma debba assumere farmaci per tutta la durata della gravidanza o dell’allattamento. Anche in questo caso  è di fondamentale importanza rivolgersi al medico prima di prendere una qualsiasi decisione.

Alcune mamme escludono a priori la possibilità di allattare perché temono che quel medicinale possa nuocere alla salute del feto o del neonato. Oppure smettono di prendere il medicinale arrecando danni alla propria salute.

Non è necessario prendere drastiche decisioni.

La buona notizia per le mamme è che solo in casi molto rari è necessario smettere di allattare quando si devono assumere farmaci. Detto in altre parole ciò vuol dire che esistono moltissimi farmaci che sono compatibili con l’allattamento.

Violenza ostetrica

Il Ministero della salute propone infatti una “corretta gestione delle informazioni di sicurezza dei farmaci in allattamento, sulla base di comprovate evidenze scientifiche, considerando tuttavia che nella pratica clinica la scelta terapeutica spetta al medico”.

A livello pratico però, la difficoltà sta piuttosto nel reperire informazioni corrette sul tale compatibilità perché a volte anche il medico non  sa se un determinato medicinale sia sicuro per la mamma che allatta e spesso, anche i foglietti illustrativi sconsiglieranno di utilizzare quel medicinale quando si è  in assenza di studi che dimostrino, al di là di ogni dubbio la sua sicurezza.

Centro antiveleni di Bergamo. Una garanzia sulla compatibilità tra farmaco e allattamento.

Se la mamma deve prendere un farmaco prescritto dal medico o anche un farmaco da banco che non necessita di prescrizione e  ha dei dubbi può facilmente reperire informazioni in merito chiamando il centro Antiveleni dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. che risponde al nr verde 800 88 33 00.

Il servizio di informazione sui farmaci in gravidanza e allattamento del Centro Antiveleni di Bergamo  ha ricevuto nel 2016  28.922 richieste di consulenza sull’uso dei farmaci in allattamento, per un totale di 41.903 farmaci. Le informazioni sono state richieste, nella maggior parte dei casi, dalle donne stesse (85% dei casi), dagli operatori sanitari (9%) e dai familiari (6%). L’età del lattante al momento della richiesta di consulenza era inferiore a 6 mesi nel 57% dei casi, tra 6 e 12 mesi nel 22%, tra 12 e 24 mesi nel 17%, mentre nel 4% dei casi era superiore ai due anni. Le richieste di informazioni riguardavano l’uso di farmaci nel 98% dei casi, mentre il restante 2% riguardava informazioni , tra l’altro, su esecuzione di radiografie e uso di cosmetici. Tra i farmaci, al primo posto si collocano i farmaci antinfiammatori non steroidei (22%), seguiti da antibiotici (14%), gastrointestinali (14%), ormonali (5%), genitourinari (4%), cardiovascolari (3%). I farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (Snc) costituivano l’8% del totale delle richieste e riguardavano in particolare ansiolitici (49%), antidepressivi (29%), antiepilettici (12%) e antipsicotici (10%). «Sulla base dei dati di letteratura disponibili – sottolinea il rapporto – i farmaci sono risultati compatibili con l’allattamento nel 91% dei casi». (fonte il Sole24ore).

Altre fonti per reperire informazioni sulla compatibilità tra farmaci, gravidanza e allattamento.

Hamlet latte materno

Nell’epoca di internet non è difficile reperire informazioni sulla compatibilità tra un determinato farmaco, gravidanza e allattamento.

Quando il medico non è in possesso delle corrette informazioni, è indeciso se prescrivere o no un farmaco, oppure non è a conoscenza degli studi ha a disposizione diversi strumenti per informarsi e reperire informazioni.

Può, oltre a rivolgersi al centro antiveleni di Bergamo,  consultare il sito Farmacovigilanza  oppure il sito E-lactancia (informazioni in inglese e spagnolo realizzato dal reparto di pediatria dell’ospedale di Denia, Alicante, in Spagna) o ancora il sito de La Leche League nella sessione domande e risposte, allattamento e farmaci.

Gli stessi mezzi sono accessibili anche alle mamme.

Seguendo questo link è possibile reperire informazioni in merito ad allattamento e depressione post partum.

 

Test diagnostici e allattamento

E’ importante sapere che l’allattamento al seno può proseguire durante la maggior parte dei test diagnostici.

Il latte materno non viene alterato dall’esposizione ai raggi X, per cui la mamma che allatta può tranquillamente sottoporsi all’esame diagnostico e allattare  subito dopo, senza il bisogno di gettare il latte o di far trascorrere svariate ore prima di attaccare il bambino.

Lo stesso principio vale per la TAC (tomografia assiale computerizzata), per  l’ecografia e per la risonanza magnetica  nucleare.

Trattandosi di esami diagnostici per immagini non invasivi, possono essere eseguiti tranquillamente perché non interferiscono con l’allattamento.

Cosa succede se tac e risonanza magnetica devono essere eseguiti iniettando un mezzo di contrasto o radio-opaco?

Questi liquidi che vengono solitamente iniettati per vedere in maniera più chiara e definita i vasi sanguigni non hanno nessuna controindicazione con l’allattamento.

Nonostante ciò, la maggior parte dei foglietti illustrativi suggerisce alla mamma di rimandare la poppata di almeno 24 ore dopo l’uso. Si tratta solo di pura precauzione. La mamma che allatta può cercare di reperire le informazioni necessarie presso il centro antiveleni di Bergamo o consultato i siti di cui abbiamo già fatto menzione in questo articolo.

Gli agenti di contrasto non hanno mai fatto rilevare effetti nei bambini le cui madri lo avevano assunto. Sono preparati che vengono anche somministrati ai bambini durante gli esami diagnostici.

Il dottor Thomas Hale nel suo Medications and Mother’s Milk ha spiegato che “sebbene in circostanze ordinarie i prodotti iodati siano controindicati nelle donne che allattano (dato che gli ioni si legano nel latte materno), questi prodotti specifici hanno la caratteristica unica di essere estremamente inerti e non rilasciare ioni liberi…sono virtualmente non assorbiti dopo la somministrazione orale” (Fonte: Allattamento al seno, il libro delle Risposte – Edizioni La Leche League Italia – 2004).

 

 

La mammografia in allattamento

Spesso sentiamo dirci che durante la fase dell’allattamento non possiamo sottoporci a mammografia.

In realtà non esiste alcuna controindicazione quando si parla di mammografia e allattamento, perché la mammografia è un esame diagnostico che comporta l’uso di raggi x a intensità molto bassa.

Per cui possiamo tranquillamente asserire che la mammografia, coma la maggior parte degli esami diagnostici può essere effettuata durante l’allattamento.

L’operatore sanitario o il medico che valuteranno l’esame potrebbero però avere qualche difficoltà nell’interpretare le immagini per via della maggiore densità del tessuto della mammella. E’ quindi importante specificare che si è in allattamento e rivolgersi ad un medico o senologo che sia in grado di leggere bene le immagini.

Talvolta il ginecologo prescrive la mammografia e l’ecografia al seno contemporaneamente. Questo non è un problema.

La mamma che allatta può sottoporsi ad entrambe gli esami senza alcun problema. A differenza della mammografia, l’ecografia è in grado di distinguere i noduli solidi nel seno da cisti ed ascessi.

Interventi chirurgici e allattamento

Allatto in ospedale

L’allattamento al seno può proseguire dopo una biopsia o dopo un qualsiasi intervento chirurgico.

La cosa importante è sempre avvisare il medico del fatto che si è in allattamento e cercare di reperire informazioni in merito alla compatibilità tra anestesia , medicinali da assumere e allattamento.

Dobbiamo ricordare, come già specificato pocanzi che il 91% dei farmaci prescrivibili sono compatibili con l’allattamento e tra questi rientrano anche i farmaci anestetici.

La temporanea sospensione dell’allattamento sarà necessaria nel caso di assunzione di composti radioattivi.

Se la mamma che allatta deve sottoporsi ad un esame con isotopi radioattivi  per una diagnosi di cancro occorrerà sospendere l’allattamento al seno per un certo periodo.

 

 

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di Annarita Carbone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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