Davvero le mamme di oggi non hanno più latte?

Allattamento al lago

Le vedo per strada, negli studi medici o nei negozi. Tutte con il piccolo fagotto appena nato e il biberon di latte artificiale a portata di mano. E allora la domanda mi sorge spontanea: Davvero le mamme di oggi non hanno più latte?

Con alcune di loro ho anche provato a parlare chiedendo il perchè di quell’aggiunta. Molte mi hanno detto che non si trattava di aggiunta ma di nutrimento artificiale esclusivo.  Altre hanno risposto che non avevano latte a sufficienza. Per questo il pediatra ha prescritto l’aggiunta. Una prescrizione che, nonostante i divieti, arriva spesso con le dimissioni ospedaliere post partum.

In barba a tutte le raccomandazioni di Oms, Unicef e Ministero della Salute, ci sono medici che continuano a prescrivere la formula perchè “la mamma non ha abbastanza latte all’inizio”. Io stessa ho dovuto lottare con il mio pediatra per evitarla.

Ma può accadere che una mamma non abbia abbastanza latte? I casi di agalattia sono veramente molto rari, attestati all’incirca attorno al 2%. Spesso invece le mamme hanno difficoltà ad allattare perchè non ricevono le corrette informazioni o l’adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari e dei medici. Più volte abbiamo parlato di quanto sia bassa la percentuale delle mamme che allattano in Italia. E più volte siamo arrivate al punto che gran parte delle responsabilità siano da attribuire agli ospedali.

 

La mia esperienza

Un giorno ero preoccupata per un repentino arresto di crescita di mio figlio (aveva 3 mesi e in una settimana era cresciuto solo 50 grammi). Mi misi immediatamente in contatto con il pediatra che mi disse: “Signora è evidente che il suo latte non basta. Deve dare l’aggiunta”. La mia risposta fu: “Non ci penso nemmeno”.

Cercari sul sito de La Leche League le informazioni necessarie per incrementare la produzione di latte. Trovai questo fantastico articolo che seguii alla lettera.http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=116&Itemid=26

Dopo una decina di giorni le cose tornarono normali e la crescita riprese. Scoprii solo in seguito che  il peso si era momentaneamente fermato ma la lunghezza e la circonferenza cranica erano aumentate. Allora sapete cosa feci? Buttai via la bilancia e iniziai a fidarmi solo del mio istinto e di quello di mio figlio.

Oggi mi chiedo:  Come mai i pediatri tendono a prescrivere l’aggiunta così facilmente? Ci sono dietro interessi economici o c’è dell’altro? I pediatri sono veramente preparati sul tema allattamento al seno? Come fanno le mamme a difendersi da queste prescrizioni selvagge? E poi, ci sono casi in cui è necessario dare l’aggiunta?

 

Interessi economici o semplicemente incompetenza?

Quando il pediatra prescrive l’aggiunta penso sempre che sia mosso da un interesse economico. La cronaca è piena di scandali in cui i pediatri si vendono in cambio di benefits. Difficilmente penso che la mamma non abbia latte. Il problema in realtà è molto più ampio. E’ vero, i pediatri guadagnano sulla vendita del latte artificiale (in termini di benefits e vantaggi vari) ma a volte, siccome non sono in grado di assistere la mamma come dovrebbero,  scelgono la strada più facile e sicura. Prescrivere la formula!

La formazione universitaria dei medici pediatri non contempla la preparazione sull’allattamento al seno. Non un corso, un esame o un testo che metta il pediatra in condizioni di conoscere la materia.

Solo l’università La Bicocca di Milano si è mossa in tal senso ma le novità riguardano la formazione delle ostetriche, non dei pediatri. Esiste infatti un corso di laurea per Ostetriche “Amico dell’allattamento” che sia in grado di attuare la giusta formazione per le ostetriche e educare gli operatori sanitari secondo gli standard dell’Unicef.

 

A chi deve rivolgersi una mamma in difficoltà?

Ci sono casi in cui la mamma pensa di non avere latte. Specie durante i primi 3-4 giorni dalla nascita. Ad esempio quando il bimbo piange spesso o quando vuole attaccarsi spesso al seno, o ancora quando con il tiralatte non si riesce ad estrarre una grande quantità di latte. Ma se la crescita è buona e il piccolo è in salute, non ci si deve allarmare.

Se il bimbo vuole attaccarsi spesso, anche ogni 10-15 minuti, questo non vuol dire che non ci sia latte. E’ solo che la natura deve fare il suo corso e se il bimbo non si attacca di frequente, il corpo riceverà un messaggio sbagliato e produrrà meno latte. Se invece il bimbo si attacca spesso, la ghiandola mammaria verrà stimolata. A quel punto il corpo riceverà il messaggio giusto  e produrrà il latte sufficiente per quel bambino. In termini tecnici si parla di calibrazione.

Se con il tiralatte il latte prodotto è pochissimo, questo non vuol dire che il latte non ci sia. Il tiralatte non è efficace come la suzione del bambino per stimolare la produzione e la fuoriuscita del latte.

Allora a chi può rivolgersi la mamma per farsi aiutare?

Di sicuro a chi da anni offre il proprio tempo a sostegno dell’allattamento.  Le consulenti in allattamento volontarie de La Leche League, da oltre 60 anni aiutano le mamme attraverso il sostegno da mamma a mamma. Sono in grado di sostenere le mamme e dare loro tutte le informazioni necessarie per superare qualsiasi difficoltà.

Esistono poi le consulenti in allattamento IBCLC che dietro il pagamento di un compenso, aiutano e sostengono le mamme che allattano.

Ci sono casi in cui è necessario dare l’aggiunta?

I casi ci sono ma sono rarissimi. Tuttavia, prima di somministrare latte artificiale al bambino, bisognerebbe rivolgersi alla Banca del latte per dare al bambino latte umano come aggiunta.  Già nel 2011 le linee guida WHO (World Healt Organization) sottolineavano come in mancanza di latte materno, la gerarchia biologica imponesse il ricorso alle banche del latte.

La Leche League sottolinea l’importanza della somministrazione del latte umano come alternativa al seno materno. “Il latte artificiale – si  legge sul sito de La Leche League Italia – è solo l’ultima delle possibilità che dovrebbero essere offerte alla mamma per nutrire il proprio bambino. Perché il latte materno, anche tirato e donato, è sempre preferibile anche alle migliori formule artificiali”.  La nutrizione artificiale, è deficitaria, incompleta e quindi inferiore al latte materno.

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di Annarita Carbone

 

 

 

 

 

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