Come riconoscere un buon allattamento

depressione post partum
Allattamento

Allattamento al seno efficace o non efficace?

Come si può riconoscere un buon allattamento? Quali sono i parametri da tenere sotto controllo? E soprattutto, come capire quando l’allattamento non sta funzionando?

Ormai le mie lettrici lo sanno, mi piace informarmi sempre di più su questo tema che per me è prezioso.

Il mese scorso (novembre 2018) ho avuto la fortuna di partecipare al convegno organizzato dall’AICPAM (Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento materno).

Ho conosciuto personalmente e assistito alla conferenza di Katleen Hoover, una delle più importanti consulenti americane che da oltre 40 lavora a stretto contatto con il personale sanitario  e con le mamme negli ospedali  della Pennsylvania.

Consulente allattamento katleen Hoover
Attraverso slide, foto, video e altro materiale, Katleen Hoover ha trasmesso alla platea la sua esperienza.

Le sue parole mi hanno molto colpita.

Molto spesso ho sentito le mamme dire questa frase:

“Mi o figlio succhia bene, succhia a lungo ma poi si stacca e piange. Il mio latte non gli basta”.

Ecco, lei ci ha spiegato cosa accade a volte alla coppia madre-bambino. Cosa accade quando sembra tutto apparentemente perfetto.  E invece…

Ci sono casi in cui la situazione sembra buona.  Il bambino sembra poppare bene al seno e tutto va bene. Ma talvolta mi è capitato di essere preoccupata ugualmente – ha spiegato la Hoover. Ricordo il caso di una mamma che aveva partorito da pochissime ore. Tutti in ospedale, anche la mamma, sembravano tranquilli ma qualcosa non mi convinceva. È stato in quel momento che ho capito tutto. E cioè che il personale sanitario e anche la mamma stessa, non erano in grado di percepire la differenza tra un allattamento efficace e un allattamento non efficace”.

Grazie ad una carrellata di immagini, alcune delle quali anche molto suggestive, la Hoover ha mostrato passo dopo passo cosa deve fare una mamma e cosa deve fare un bambino per assicurarsi che quel determinato allattamento sia davvero efficace.

Idealmente – ha continuato la relatrice – tra la mamma ed il bambino dovrebbe esserci il contatto pelle a pelle ma non è detto che ciò sia sempre sufficiente. Anche il contatto ventrale favorisce l’attacco spontaneo dei bambini che, soprattutto nei primi due giorni di vita, tendono ad attaccarsi al seno materno ad occhi chiusi. È importante valutare come la testa del piccolo si posizioni rispetto al seno. Il mento deve essere vicino al seno e il naso leggermente all’indietro. Il capezzolo della mamma deve andare verso la parte superiore del palato del bambino (2 centimetri sotto il labbro superiore). Affinché il bambino possa succhiare in maniera corretta ed efficace, la sua bocca deve essere aperta a 130° – 150°.  Se l’attacco viene effettuato tenendo presente questi parametri, tutto dovrebbe andare bene”.
Attacco al seno

La definizione di suzione efficace.

Oltre al corretto attacco, ci sono altri parametri che la mamma può osservare per capire se la suzione del suo bambino è davvero efficace:

  • Occhi aperti del bambino. Se il bimbo che ha più di 2 o 3 giorni si attacca al seno della mamma con gli occhi aperti, questo è un buon indice della volontà che il piccolo ha di alimentarsi. Al contrario, se il neonato tende a chiudere gli occhi, nella maggior parte dei casi potrebbe non alimentarsi in maniera corretta;
  • Bocca aperta con labbro ad angolazione a flangia. È importante osservare la posizione delle labbra del bambino e studiare il movimento del labbro inferiore che è proprio quello grazie al quale il bambino riesce ad estrarre il latte in quantità maggiore.
  • Labbra estroflesse

Attacco al seno

  • Attacco asimmetrico con il naso libero. Se il naso del bambino si appoggia al seno bisogna sempre controllare che il bambino riesca a respirare bene. (Guarda bene la foto sopra)
  • Le 10 suzioni. Si è osservato che durante una poppata efficace il bambino produce 10 suzioni di fila, quasi una ogni secondo e poi fa una pausa. La mamma non deve farsi prendere dall’ansia però. Se le suzione sono 9 o 11 va benissimo. La cosa importante è che il numero di suzioni non cali drasticamente.
  • Pause di suzione. Il bambino che poppa al seno e che emette queste 10 suzioni farà poi delle pause di qualche secondo. Le pause vanno gestite autonomamente dal bambino e possono essere anche meno di 10 secondi. Dopo la pausa il bambino dovrebbe essere in grado di riprendere a succhiare da solo e continuare con questo ritmo per diversi minuti.
  • Le gote. È importante valutare le gote del bambino che dovrebbero restare rotonde e senza fossette.
  • Assenza di clicking. Anche se non sempre il clicking è indice di un allattamento poco efficace. Ci sono dei casi in cui il bambino potrebbe emettere il tipico suono del click, ad esempio per riuscire a gestire un flusso di latte molto abbondante o un riflesso di eiezione molto forte. E non sempre questo porta problemi durante la poppata. Dopo il riflesso di emissione del latte le suzioni dovrebbero essere all’incirca una al secondo e la mamma dovrebbe poter percepire un suono di deglutizione prima della fine della poppata.

poppata tranquilla

  • Assenza di dolore della mamma. Alcuni considerano che sia normale per una mamma provare dolore durante l’allattamento ma bisogna vedere di che tipo di dolore si tratta e soprattutto è  importante valutare la  durata del dolore. Se il dolore si protrae oltre i primi 20-30 secondi dall’inizio della poppata, l’operatore deve intervenire cercando di capire cosa provochi il dolore. Ciò che la mamma dovrebbe sentire quando allatta non è una sensazione di compressione o morso ma dovrebbe sentire tirare o spingere.
  • Adeguata quantità di latte. Anche se durante la poppata non è possibile determinare la quantità di latte che il bambino sta assumendo, si presuppone che, tenuti presenti tutti i punti sopraelencati, la quantità di latte dovrebbe essere adeguata per quel bambino.
  • Bimbo calmo alla fine della poppata. Alla fine della poppata i genitori si aspettano che il bambino dorma. Se il bambino sembra calmo e si addormenta, effettivamente potrebbe essere indice del fatto che la poppata è stata una poppata soddisfacente per lui. Purtroppo non sempre è così. Esistono dei bambini che diventano calmi e sonnolenti anche dopo aver utilizzato il ciuccio, solo perché la suzione li calma e manda al cervello uno stimolo tale da farlo sentire sazio e sereno. Quindi non si deve tenere questo parametro come unico punto di riferimento perché non sempre si tratta di un indicatore positivo.

Dopo poppata

Allo stesso modo, se il bambino risulta irrequieto, questo non vuol dire che sia ancora affamato. Magari potrebbero esserci altri fattori che lo infastidiscono: come ad esempio il bisogno di fare il ruttino, oppure il voler cambiare posizione. La mamma dovrebbe dunque provare a fare delle prove: magari camminare con il bambino in braccio, cullarlo, cantare, parlare al piccolo ecc.

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di Annarita Carbone