Ciuccio e Sids: “Modificate quella Immagine”. La CIANB contro Croce Rossa Italiana.

Allattamento Sides ciuccio

Il 10 agosto 2017 la Croce Rossa Italiana ha lanciato la campagna “Sonno Sicuro” diffondendo una locandina che raffigura un neonato in posizione prona, con il ciuccio in bocca ed un cappellino sulla testa.

Dopo qualche giorno le associazioni di categoria si sono scagliate contro questa campagna mettendo in evidenza tutti i limiti e i possibili danni che l’immagine veicolata potrebbe creare.

Il 14 agosto la CIANB (coalizione italiana per l’alimentazione dei neonati e dei bambini) ha emesso un comunicato stampa chiedendo alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento, di modificare la locandina e il deplian di promozione della campagna Sonno Sicuro, ritenuta dalla CIANB, poco rispettosa della fisiologia dell’allattamento e della crescita del neonato.

La locandina incriminata lancia un messaggio sbagliato e potrebbe  aumentare le probabilità della morte in culla.

Sonno sicuro allattamento

Il deplian diffuso dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento, oltre ad elencare con una sorta di diagramma le regole fondamentali da osservare per evitare la SIDS, mostra in primo piano un neonato in posizione prona, con in testa un cappellino ed un ciuccio in bocca.
La Cianb nel comunicato, sottoscritto dalle associazioni del settore, ha precisato: “Uno dei primi fattori associati alla morte in culla è la posizione prona. Il bambino al centro della locandina è stato raffigurato proprio in tale posizione, contravvenendo così alle raccomandazioni di tutto il mondo scientifico che parlano di posizione SUPINA. Questa immagine, che viene vista anche da persone che non sanno leggere l’italiano, o che non leggono attentamente le raccomandazioni scritte, può essere co-responsabile di un posizionamento scorretto del bambino, con aumento della probabilità di morte in culla”.
“Inoltre, continua il comunicato, L’immagine rappresenta il bambino con un enorme ciuccio in bocca. Questo fa si che la raccomandazione di usare il ciuccio, (che peraltro riguarda i bambini oltre il 40° giorno di vita ed è anche la più discutibile tra le varie raccomandazioni internazionali sulla prevenzione della morte in culla), appaia come la più importante e non lo è.
Uno dei fattori di protezione più importanti per la morte in culla – specifica la CIANB, assieme alla posizione supina, è l’allattamento, che è clamorosamente assente dalle raccomandazioni, mentre viene posto in risalto l’uso del ciuccio. Il cui uso, tra l’altro, se anticipato a prima che l’allattamento sia ben avviato, potrebbe interferire con lo stesso, e quindi con uno dei fattori di protezione più importanti”.
Per questi motivi, le associazioni che fanno capo alla CIANB chiedono alla CRI di Agrigento di ritirare immediatamente il depliant e di sostituirlo con uno adeguato, con l’aggiunta dell’allattamento e con l’immagine del bambino che dorma supino e senza alcun ciuccio in bocca.

 

La risposta della Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento.

La Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento, dopo aver ricevuto centinaia di segnalazioni e lamentele sulla pubblicazione della locandina Sonno Sicuro, ha risposto sulla pagina facebook con questo messaggio: “Grazie per stimolare la comunicazione e la corretta conoscenza sul tema “sonno sicuro”. Potete inviare i vostri suggerimenti a comunicazione@sicilia.cri.it”. I referenti del progetto saranno lieti di rispondervi il più presto possibile e accogliere ogni vostro suggerimento”.
Ad oggi però, sulla stessa pagina facebook, non è stata ancora pubblicata la nuova locandina.

 

Le regole d’oro per ridurre la SIDS. Cosa dice la scienza?

Ciuccio Sids allattamento

Ma quali sono le linee guida pediatriche in merito alla Sids e soprattutto quali le regole d’oro per ridurre la Sids?

A illustrarci queste semplici ma preziose regole da seguire per una nanna sicura è il dottor Raffaele Piumelli del Meyer di Firenze, responsabile del Centro regionale di riferimento per lo studio e la prevenzione della SIDS, massima autorità italiana negli studi sulla SIDS. Il suo report,  pubblicato su internet nel dicembre del 2016,  parla chiaro in merito alle linee guida da seguire per evitare la SIDS.
Nel documento si legge:
“In Toscana fortunatamente l’incidenza della SIDS che può colpire i bambini nel primo anno di vita, è bassissima, intorno allo 0,1 ‰. Ma non bisogna mai abbassare la guardia. Le cause di questa sindrome, che tanto spaventa i genitori, non sono ancora del tutto note, ma sono ben conosciuti alcuni comportamenti preventivi, che hanno contribuito a ridurne drasticamente l’incidenza. Nanna sicura. Nei primi mesi di vita, spiega lo specialista, la posizione più idonea per dormire è quella sulla schiena evitando di mettere il bambino a pancia sotto o di fianco. L’ideale inoltre è un materasso rigido senza cuscino, nella stessa stanza dei genitori, ma non nel letto con loro. Il bambino può condividere il letto con la mamma durante l’allattamento ma dopo la poppata va rimesso nella sua culla.
Non fatelo fumare. Il fumo è assolutamente da evitare, sia durante la gravidanza, sia quando il bambino è nato. Non fumate e non tenete il bambino in ambienti dove si fuma. I figli di donne fumatrici presentano un maggior numero di apnee ostruttive e una ridotta capacità di risvegliarsi in risposta a eventuali situazioni di rischio, come l’abbassamento dell’ossigeno, che si possono verificare durante il sonno.
Fresco è meglio. Non coprite troppo il bambino. Non avvolgetelo stretto nelle coperte e tenetelo lontano da fonti di calore: la temperatura ambientale ideale è di 18-20 gradi. Se ha la febbre può avere bisogno di essere coperto di meno, mai di più.
Allattatelo al seno. Il latte materno è il miglior alimento per il bambino e rappresenta un fattore di protezione dalla SIDS.
Anche l’uso del succhiotto durante il sonno contribuisce a ridurre il rischio di SIDS, ma è importante introdurlo dopo il primo mese di vita per non interferire con l’allattamento al seno. Il bambino non va forzato se lo rifiuta; se lo perde non è necessario reintrodurlo; bisogna evitare di immergerlo in sostanze edulcoranti e l’uso va sospeso entro l’anno di vita.

 

Ma è davvero il ciuccio o è la suzione a ridurre il rischio di SIDS?

allattamento e sids

La Leche League, in un articolo pubblicato sul sito www.lllitalia.org, chiarisce in maniera esaustiva la questione spiegando: “Da diversi anni alcuni organismi sanitari, basandosi sui risultati di qualche ricerca, si sono pronunciati a favore dell’uso del ciuccio durante la notte, per ridurre il rischio di SIDS . Ma queste ricerche hanno dei limiti. Gli stessi autori hanno premesso che le loro ricerche presentavano diversi punti deboli (la piccolezza del campione, l’alta proporzione di soggetti selezionati che non ha voluto partecipare allo studio, il rischio che i dati, ottenuti tramite interviste ai genitori, fossero falsati da omissioni) e hanno sottolineato che l’associazione fra la SIDS e l’uso del ciuccio non significava che fra i due elementi ci fosse necessariamente una relazione di causa ed effetto; tuttavia, nella sintesi dello studio (che è ciò che la maggioranza legge) questa relazione veniva data per certa. Ulteriori punti deboli sono stati evidenziati da altri studiosi. Ad esempio, i diversi fattori e circostanze che hanno preceduto la morte dei bambini non sono stati tutti considerati, e non si è nemmeno fatta una chiara distinzione, nei soggetti esaminati, fra quali bambini fossero allattati esclusivamente al seno, come venisse condotto l’allattamento notturno, se i bambini fossero allattati a richiesta durante la notte, se i bambini del gruppo SIDS fossero stati sottoposti o meno a una tecnica di training per dormire (Ferber, Estivill e simili)”.
Tutti elementi fondamentali, a mio avviso. Che ci chiariscono cosa sia successo prima di quel decesso. – Per leggere l’articolo completo di bibliografia e fonti clicca qui.

Allora cosa bisogna fare con questo ciuccio? Ciuccio si o ciuccio No? Esiste qualche organizzazione che si è pronunciata in merito?

Secondo le raccomandazioni del gruppo BFHI (Iniziativa ospedali amici dei bambini del Regno Unito, che in merito al tema allattamento al seno è certamente all’avanguardia, chiarisce: ” Il ciuccio non dovrebbe essere utilizzato durante tutto il periodo in cui l’allattamento al seno deve consolidarsi, il che richiede generalmente 4 settimane circa, ma per alcuni bambini può richiedere più tempo. Le madri dovrebbero sapere che è normale che un bambino abituato a poppare esclusivamente al seno rifiuti il ciuccio, e che non è necessario forzare il poppante ad accettarlo, ma è importante mantenere l’allattamento al seno.
Se si sceglie di usare il ciuccio, questo va usato solo per addormentare il bambino e non per rimpiazzare o ritardare le poppate al seno. E’ necessario quindi insegnare alle mamme a riconoscere nel bambino i segnali della fame, per mantenere una buona produzione di latte”.

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo e metti mi piace alla mia pagina Facebook.
Il mio blog, per la particolarità degli argomenti trattati non accetta sponsorizzazioni da parte delle multinazionali che ruotano attorno al mondo delle mamme e dei bambini. Con il tuo like contribuirai a far girare le mie inchieste e le mie idee.
Forse potrebbe interessarvi anche il mio articolo su Hamlet, la molecola anticancro trovata nel latte materno oppure  Allattare protegge la mamma dal rischio di contrarre il cancro .

 

di Annarita Carbone