Caro Dottore ti scrivo

allattamento

A volte ho ricevuto consigli fuorvianti sull’allattamento. Anche dai medici. Chissà quante mamme come me!

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Leggi la lettera aperta che ho scritto al mio pediatra.

 

Caro dottore,

ti scrivo questa lettera per dirti che il mio bambino non ha avuto bisogno del latte artificiale che mi hai prescritto quando è nato. Il latte il mio bambino lo ha preso da me. Che fortuna dottore!

Il mio latte gli è bastato. L’ho allattato  a richiesta. L’ho attacco al seno ogni volta che lo abbiamo desiderato (io e lui):  quando piangeva, quando non piangeva ma si mordeva le manine, quando girava la testa verso di me, quando vedevo che era nervoso, quando mi andava. Quando lui me lo chiedeva e mi diceva che voleva la sua “titta”.

E quando succhiava restava attaccato per mezz’ora e più. Anche un’ora se voleva.

Ricordi dottore quando mi suggeristi di attaccarlo solo 5 minuti per seno? Io non ce l’ho fatta a seguire questo consiglio. Vedevo che lui voleva restare attaccato per un tempo più lungo e l’ho assecondato. Assecondando anche il mio istinto di mamma.

L’ho allattato anche di notte e no, non dormiva nel suo lettino ma dormiva con me perché di notte la prolattina raggiunge il suo picco più elevato e io l’ho allattato mentre dormivamo. E’ stato bellissimo dottore!

Si dottore caro, anche se succhiava abbondantemente, io l’ho riattaccato dopo un’ora o anche dopo mezz’ora, perché ho capito che sono i bimbi a dettare i ritmi e non è vero che poppare spesso faccia male.

Una volta, quando aveva appena 3 mesi, la bilancia diceva  che era cresciuto solo 50 grammi. 

Quando ti ho chiamato per chiederti un parere, tu mi hai detto: “Signora, dobbiamo rivalutare questo discorso dell’allattamento. 50 grammi sono ben lontani dalle tabelle di crescita”. Ma le tabelle che vediamo negli studi medici sono state elaborate anni e anni  fa e sulla base di bambini allattati artificialmente.

Mio figlio invece è allattato al seno.

Ho imparato, durante questi anni che i bimbi allattati al seno hanno curve di crescita diverse da quelli allattati artificialmente e magari, se per una settimana non crescono di peso, forse sono aumentati di circonferenza cranica o di altezza. O forse cresceranno di più durante il resto del mese. Ricordo anche di quella volta in cui mi dicesti che avrei dovuto inserire la frutta al 4° mese. Io l’ho fatto verso il 5° mese. Ancora oggi non sono sicura di aver fatto  la cosa giusta per mio figlio. Ma in questo caso ho seguito il tuo consiglio!

Allora dottore, tu che sei uno dei pediatri più famosi di Roma, tu che hai sempre lo studio pieno di mamme che vengono a chiedere i tuoi consigli, ti prego, inizia anche tu ad informarti sull’allattamento. Ti prego, aggiornati e segui le raccomandazioni dell’OMS e del Ministero della Salute. Sei un bravo pediatra. Sulle patologie non ti batte nessuno, ma sei sicuro di essere davvero informato sul tema allattamento?

E’ ormai dal 2014 che il Ministero della Salute ha recepito le linee guida Oms sull’allattamento (esclusivo fino ai 6 mesi e poi fino ai 2 anni e oltre).

L’altro giorno mi hai detto che il latte dopo l’anno di vita del bambino non è più nutriente e che allattare un bambino dopo l’anno potrebbe causargli problemi psicologici. Ma dimmi dottore, ci sono evidenze scientifiche in quello che mi dici? Io ho provato a cercarle ma non le ho trovate.

Io non sono un medico, sono solo una mamma che ha voluto fortemente allattare il suo bambino e lo ha fatto.

 

Qualche anno fa alcuni pediatri sono stati arrestati perché prescrivevano latte artificiale alle neo mamme in cambio di regali: viaggi, soldi, benefits.

Capisco che ci siano molte pressioni esterne (specie dalla multinazionali del latte artificiale e dalle case farmaceutiche). Capisco che l’allattamento non porta guadagno. Le mamme che allattano non sono un business per nessuno. Ma dottore, i bimbi allattati sono statisticamente meno soggetti al rischio di malattie e allergie.

Allora dottore, vale così poco la salute dei nostri figli?

Ti chiedo, con questa lettera, di partecipare ai corsi di formazione, ai convegni, alle giornate dedicate all’allattamento. Purtroppo non ci saranno aziende pronte a coprire le spese per questo tipo di formazione, me ne rendo conto. Però dottore in questo modo potrai guardare le mamme negli occhi e sostenerle nel loro percorso di allattamento, dando loro le informazioni corrette e in linea con l’OMS e con il Ministero della salute.

 

Se  sei una mamma o un operatore sanitario, un’infermiera, un’ostetrica e vuoi raccontare la tua esperienza, scrivimi all’indirizzo mail  annarita@telodicemamma.com .  L’idea è quella di raccogliere le testimonianze delle mamme e chiedere  al  Ministero della Salute di istituire la formazione obbligatoria per i pediatri.

Attenzione: Il pediatra resta sempre il riferimento di base per le malattie di tuo figlio e per i consigli inerenti l’infanzia, anche se purtroppo, in merito all’allattamento al seno, come scritto in un documento del Ministero della Salute, la formazione non è soddisfacente. In questo documento dal titolo “Allattamento e utilizzo del latte materno” pubblicato sul sito del Ministero della salute,  si legge:   “Il passaggio da un sistema sanitario in cui allattamento al seno e allattamento artificiale sono messi sullo stesso piano valoriale ad uno in cui viene promosso con decisione l’allattamento al seno non è semplice, soprattutto perchè prevede un cambiamento culturale significativo del personale sanitario. I curricula studiorum universitari (per medici, ostetriche e infermieri) solo parzialmente sono stati in grado di trasmettere le conoscenze essenziali sull’allattamento al seno e quindi vanno attualmente revisionati. Anche il training pratico di medici, infermiere ed ostetriche può svolgersi in contesti dove la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno sono subottimali. Vi é quindi una notevole richiesta di aggiornamento teorico-pratico del personale sanitario, resa più urgente dalla necessità di molte aziende sanitarie ed ospedaliere di adeguarsi alla richiesta delle future mamme di seguire un “percorso nascita”, che allo stesso tempo garantisca il benessere della coppia madre-bambino e promuova con decisa competenza l’allattamento materno”.  Per scaricare l’intero documento clicca qui.

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di Annarita Carbone

 

 

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