Caro dottore ti scrivo…le lettere delle mamme

caro dottore

 

In questi mesi sto ricevendo tante lettere dalle mamme che, sulla scia del mio progetto “Caro dottore ti scrivo”,  sentono il bisogno di raccontare la loro testimonianza e di scrivere anche loro la lettera al pediatra. Queste mamme si sono sentite poco sostenute dal loro pediatra, hanno ricevuto consigli e informazioni a volte fuorvianti in merito all’allattamento, specie nella fase iniziale dell’allattamento.

Le mamme chiedono ai pediatri di seguire corsi di formazione e di aggiornamento in materia di allattamento al seno e al Ministero della salute di istituire la formazione obbligatoria per i pediatri di base.

Vi posto qui sotto alcune delle lettere che ho ricevuto partendo dalla testimonianza di Silvia. Una testimonianza che, a mio avviso, potrebbe aiutare tante altre mamme alle quali molti medici (solo per mancanza di formazione e informazioni), consigliano di sospendere l’allattamento in concomitanza con l’assunzione di alcuni medicinali.

La lettera di Silvia al suo pediatra

Caro dottore,

Io ho un bambino di 6 mesi. Appena si lamenta io lo allatto e di notte dorme nel lettone e lo attacco quando vuole, e ho sempre fatto così.

Purtroppo quando aveva meno di 4 mesi sono stata operata d’urgenza di appendicite, quindi da un momento all’altro siamo passati da un allattamento esclusivo al seno al latte artificiale. Per lui nessun problema, per fortuna, perché ha dovuto fare a meno di me per 4 giorni, ma se l’è cavata. Io invece ero disperata.

Per non rinunciare all’allattamento già in ospedale ho cominciato a tirarmi il latte. 

Una volta dimessa ho chiesto dopo quanto avrei potuto allattare, la risposta dei chirurghi e anche la tua è stata 7-10 giorni dal termine della terapia antibiotica.

Io fidandomi di voi ho fatto così: ho dato il biberon al bimbo per una settimana e mi tiravo il latte; purtroppo ho fatto male a fidarmi perché ho scoperto che con l’antibiotico che mi davano in ospedale avrei potuto allattare anche mentre lo prendevo. 

Se penso a tutto il latte che mi sono tirata e che ho buttato mi sento male!

È assurdo che un pediatra non sappia quali siano i farmaci compatibili con l’allattamento.

Purtroppo quando ho ripreso ad allattare ho avuto altri problemi: il latte era pochissimo ma non mi sono arresa, ho attaccato il bimbo più frequentemente, ho bevuto molto  e il latte piano piano è tornato. 

Devo ringraziare le ostetriche dell’ambulatorio dell’allattamento che abbiamo a Parma, e adesso che sono passati quasi due mesi continuo ad allattare, e comunque anche se abbiamo cominciato con le pappe tutte le volte che vuole un po’ di latte io glielo do!!

 

E poi la lettera di Valentina:

 Caro dottore,

se ripenso alla fatica che ho fatto a superare tutte le “prescrizioni ” (di latte artificiale – ndr) dei primi mesi, e poi i dubbi, le discussioni… Eppure ogni volta che ho fatto di testa mia la mia bambina era felice e tutto girava bene… Ma dovevo ignorare la neonatologa, dovevo ignorare i tuoi consigli, quelli di mio  marito, degli amici, conoscenti e  sconosciuti incontrati per strada….”.

 

Anche un’altra mamma, Silvia, scrive la sua lettera al pediatra.

Caro dottore,

Ci tenevo tanto ad allattare ma un calo fisiologico bello forte seguito da ittero, la mancanza di giusto supporto e la paura di non sfamare una neonata che piangeva per fame hanno vinto.

Tu, caro dottore,  mi dicesti  chiaramente che avevo dei problemi col latte, che attaccare la bimba per un ora era un errore tremendo perché faticava faticava e non trovava latte, quindi bruciava troppe calorie e calava. Questo terrorismo psicologico mi ha portata a tirare il latte per circa 1 mese e poi, dato che col tiralatte non stimolavo abbastanza e che la bimba non si attaccava bene, è tutto svanito. (Colpa anche del nido che li rimpinza di latte e glucosata! Ho beccato la puericultrice che infilava un biberon in bocca a mia figlia perché piangeva, invece  di portarmela in stanza, come sarebbe stato logico!)

Superare la delusione verso me stessa è stata dura.

Ancora oggi spesso mi sento una mamma di serie b, soprattutto quando mi chiedono: la allatti?

Mi sento morire dentro.. E sono arrabbiata con te dottore e con la tua mentalità.

Mi dicevi: la attacchi massimo 10 minuti  per seno signora!

E così come la stimolo la produzione???

Caro dottore

Se anche tu vuoi scrivere una lettera al tuo pediatra per raccontarle come ti sei sentita, come i suoi consigli hanno influito sul tuo allattamento e per chiedere la formazione obbligatoria dei pediatri di base, scrivimi a annarita@telodicemamma.com.

 

Attenzione: Il pediatra resta sempre il riferimento di base per le malattie di tuo figlio e per i consigli inerenti l’infanzia, anche se purtroppo, in merito all’allattamento al seno, come scritto in un documento del Ministero della Salute, la formazione non è soddisfacente. In questo documento dal titolo “Allattamento e utilizzo del latte materno” pubblicato sul sito del Ministero della salute,  si legge:   “Il passaggio da un sistema sanitario in cui allattamento al seno e allattamento artificiale sono messi sullo stesso piano valoriale ad uno in cui viene promosso con decisione l’allattamento al seno non è semplice, soprattutto perché prevede un cambiamento culturale significativo del personale sanitario. I curricula studiorum universitari (per medici, ostetriche e infermieri) solo parzialmente sono stati in grado di trasmettere le conoscenze essenziali sull’allattamento al seno e quindi vanno attualmente revisionati. Anche il training pratico di medici, infermiere ed ostetriche può svolgersi in contesti dove la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno sono subottimali. Vi é quindi una notevole richiesta di aggiornamento teorico-pratico del personale sanitario, resa più urgente dalla necessità di molte aziende sanitarie ed ospedaliere di adeguarsi alla richiesta delle future mamme di seguire un “percorso nascita”, che allo stesso tempo garantisca il benessere della coppia madre-bambino e promuova con decisa competenza l’allattamento materno”.  Per scaricare l’intero documento clicca qui.

Se non lo hai ancora fatto metti un Like alla mia pagina Facebook. Potrai contribuire così a far girare le mie inchieste e le mie idee.

 

di Annarita Carbone