Allattare ti cambierà per sempre.

Festa della mamma

Allattare ti cambierà per sempre. Ecco come cambia il cervello della mamma che allatta.

 

Diventare madre ti cambierà la vita. Per sempre. E non solo a livello organizzativo o paratico. Cambierà tutto di te, anche e soprattutto il tuo cervello. Il cambiamento avverrà proprio grazie all’atto fisiologico più centrale della maternità, cioè l’allattamento.

Alcuni importanti studi scientifici infatti hanno rivelato che a livello neurologico il cervello della madre che allatta subisce delle modificazioni che non sono invece riscontrate nel cervello della madre che nutre il bambino artificialmente.

La mamma che allatta il suo bambino si sintonizza con esso ad un livello biologico profondo sin dai primi istanti in cui inizia il rapporto di allattamento, ecco perché spesso gli esperti definiscono l’allattamento come una relazione di coppia in cui gli attori sono proprio la mamma e il suo bambino.

Il corpo della mamma nutre il piccolo e l’attività di suzione svolta dal bambino determina la produzione di latte[1]. Anzi, c’è da dire che gli scienziati parlano proprio di “limbic regulation”, cioè di un fenomeno naturale per cui la madre ed il bambino sono neurologicamente e chimicamente in sintonia l’uno con l’altro e viceversa.

Michael Merzenich, l’esperto di plasticità cerebrale dell’Università di San Francisco, ha descritto l’allattamento al seno come una sorta di interruzione temporanea dell’identità sia per la madre che per il bambino che influisce in modo potente su entrambi i loro cervelli. “In quel momento, dice Merzenich,  il bambino e la madre sono unificati” [2].

Un rapporto unico

Quando una mamma allatta al seno il suo bambino inizierà a rapportarsi ad esso in un modo particolare, instaurando una relazione che mai aveva messo in atto nella sua vita. La suzione del piccolo attaccato al corpo della mamma, insieme all’impriinting chimico e agli enormi aumenti di ossitocina, inducono la formazione di nuovi percorsi neurochimici nel cervello della madre il cui comportamento si modifica a sua volta. La madre inizia a vedere modificate le sue priorità nella vita. Diventa sempre più motivata, estremamente attenta alle esigenze del piccolo e aggressivamente protettiva nei suoi confronti[3].

La cascata ormonale che induce questi cambiamenti trasforma il cervello della madre che allatta in un cervello motivato, molto attento e aggressivamente protettivo che la costringe a modificare le priorità nella sua vita. Così la madre diventa un essere estremamente bisognoso di rispondere alle esigenze del suo bambino in maniera efficace[4] .

Ma spieghiamo bene cosa accade nel corpo della madre quando il bambino inizia a succhiare.

Avete mai sentito parlare dell’ossitocina? Ecco, ora vi spiegherò come questo importante ormone soprannominato ormone dell’amore possa indurre tutto il processo di trasformazione dell’individuo materno.

Già durante la gravidanza, il corpo materno subisce delle importanti influenze ormonali dovute alla presenza di estrogeni, progesterone, HPL (Lattogeno placentare umano), prolattina e ossitocina.

Allattamento
Allattamento

Una questione di ormoni

L’ossitocina che durante il travaglio, il parto ma anche durante l’orgasmo fa contrarre la muscolatura liscia dell’utero, subito dopo il parto fa anche contrarre i fasci muscolari che circondano gli alveoli. Ed è proprio questa contrazione che permette al latte appena formato nel sistema dei dotti di essere spremuto e di uscire attraverso il riflesso di eiezione o di emissione del latte. Quel lieve pizzicore o prurito che molte madri dichiarano di avvertire durante l’allattamento, non è altro che questo, cioè il riflesso di discesa del latte[5]. Anche se c’è da dire che non tutte le donne lo avvertono.

Ma l’ossitocina non è solo l’ormone che agisce durante il travaglio e che permette al latte di scendere dai dotti lattiferi per nutrire il bambino.

L’ormone dell’ossitocina è anche quell’ormone capace di far vivere alla mamma una condizione di vita diversa rispetto agli altri individui. È l’arma di cui madre natura ha fornito le mamme per combattere lo stress che però non interferisce con la funzione mentale.

Secondo gli studi di Kerstin Uvnäs Moberg Moberg, “Le donne che allattano al seno tendono ad essere meno reattive agli ormoni dello stress, meno tese, meno sospettose e meno annoiate. Sono anche più tranquille e socievoli quando vengono testate per questi tratti rispetto alle madri di età comparabile che non allattano al seno”.

Kerstin Uvnäs Moberg è stata professoressa di fisiologia all’Università Karolinska di Stoccolma e si occupa da oltre 30 anni di studiare la relazione madre – neonato focalizzando i suoi studi sugli effetti dell’ossitocina durante la gravidanza, la nascita, l’allattamento e la menopausa.

La Moberg è sicuramente considerata un pioniere nell’ambito degli studi sull’ossitocina. È autrice di oltre 400 articoli scientifici e di diversi libri sull’ossitocina, (che sono stati tradotti in 10 lingue). È spesso invitata a tenere conferenze in tutto il mondo ed è attiva in molte reti internazionali allo scopo di aumentare le conoscenze sulla fisiologia e la salute delle donne.

Anche altri scienziati hanno individuato gli effetti benefici dell’ossitocina sul comportamento materno.

Margaret Altemus, professoressa di psicologia alla Cornell University di New York, ha condotto uno studio osservando il comportamento di venti donne. Dieci che allattavano e dieci non in allattamento. Queste donne sono state invitate a correre senza motivo su un tapis roulant e questo le ha esposte ad una fonte di stress. Il team di ricerca ha scoperto che le donne che allattavano rilasciavano solo la metà degli ormoni dello stress, rispetto a quelle non in allattamento[6] .

L’ossitocina infatti, non solo abbassa la pressione sanguigna, ma inibisce anche il rilascio dell’ormone dello stress glucocorticoide [7]. Anche la prolattina, soprannominata “l’ormone genitoriale”, attenua la paura e l’ansia inibendo l’amigdala (la parte del cervello responsabile delle risposte di paura)[8] .

 

Cosa accade quando il bambino poppa.

Ogni volta che il bambino poppa, il livello dei due ormoni nel sangue cresce e raggiunge livelli ematici di ben otto volte superiori alla norma. Ciò vuol dire che i sistemi antistress delle mamme che allattano sono attivati in maniera frequente[9] .

Le madri che nutrono i loro piccoli non la formula artificiale invece rispondono allo stress come gli uomini a causa della loro bassa esposizione all’ossitocina e questo in parte spiega perché le madri che allattano hanno meno probabilità di commettere abusi sui loro bambini[10].

La potenza dello sguardo

Gli scienziati hanno anche scoperto che durante la poppata, quando il piccolo succhia il seno materno afferrandolo con le sue piccole mani oppure guardando la mamma negli occhi, questo contatto fisico e visivo sviluppa non solo intense esplosioni di ossitocina e prolattina ma anche di dopamina, la sostanza chimica del piacere e della ricompensa che spiegherebbe la sensazione di benessere e di relax in cui si viene a trovare la mamma che allatta.

Queste interazioni ormonali creano il famigerato “legame di allattamento”, disattivando le emozioni negative e attivando circuiti di piacere che producono sentimenti di euforia e attaccamento[11] che vanno anche a ridurre in maniera notevole il rischio che la madre sviluppi la famosa depressione postpartum [12].

Uno studio della Yale University, ha rivelato che le mamme che allattano sono più attente a rispondere ai bisogni che il bambino manifesta attraverso il pianto. Un team di ricercatori ha esaminato un gruppo di neomamme, metà delle quali stava allattando al seno e metà che nutriva con la formula. I ricercatori hanno esaminato il cervello di queste madri con una “risonanza magnetica funzionale” (FMRI) mentre ascoltavano le registrazioni del pianto dei loro bambini.

Il risultato è stato che il cervello delle madri che allattavano mostrava una risposta significativamente più forte al suono del pianto dei loro bambini rispetto al cervello delle madri che nutrivano il bambino con formula. La maggiore attività è stata rivelata in diverse regioni del cervello, tra cui il lobo frontale superiore, lo striato e l’amigdala. I ricercatori hanno ipotizzato che l’alta attività in queste regioni contribuisca alla capacità delle madri che allattano di capire come i loro bambini si sentono e rispondere ad essi in modo appropriato[13] .

Leggi anche  Cosa induce i neonati a succhiare? La presenza di endocannabinoidi nel latte materno.

 

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con le tue amiche e metti un like alla mia pagina Facebook. Il mio blog per la tipologia degli argomenti trattati, poco si presta alle pubblicità delle multinazionali che ruotano attorno alle mamme e ai bambini. Con il tuo like potrai contribuire a far girare le mie inchieste e le mie idee.

Questo blog post è uno dei capitoli del libro che uscirà a breve dal titolo “Allattare è IM POSSIBILE” .

 

Di Annarita Carbone-  fonte: The Alpha Parent

 

 

Bibliografia e note.

[1] Christina Smillie (Bologna, Convegno La Leche League 20016)

[2] Merzenich 1994

[3] Hahn-Holbrook 2011

[4] Rapley e Murkett 2012

[5] Se la mamma non avverte il riflesso di emissione o di discesa del latte non c’è da preoccuparsi. Questo non vuol dire che il latte non stia arrivando. Semplicemente ci sono alcune donne che lo avvertono in maniera più decisa, altre che in vece non lo sentono. In questi casi bisognerebbe prendere in considerazione altri parametri per valutare se il latte sta scendendo oppure no. Ad esempio si può guardare il movimento mascellare del bambino che deglutisce in maniera efficace quando il latte arriva nella sua bocca.

[6] Altemus 2010.

[7] I glucocorticoidi sono una delle ragioni per cui lo stress prolungato può danneggiare l’ippocampo.

[8] Kirsch 2005.

[9] Ellison 2006.

[10] Strathearn 2009.

[11] Domes 2007 ; Hurlemann 2010.

[12] Figueiredo 2013 ; Hahn-Holbrook 2013.

[13] Kim et al 2011

[14] Un video dell’Unicef spiega cosa sia il Breast Crawl. Lo potrete vedere seguendo questo link https://youtu.be/iIJcvATyM7A