Allattare protegge il cuore della mamma.



Se hai allattato il tuo bambino per ameno 6 mesi il tuo cuore starà bene. Lo dice una ricerca americana secondo la quale tutte le donne che durante la gravidanza avevano una pressione arteriosa normale e che hanno allattato il loro bimbi per almeno sei mesi, anche a distanza di 10 anni, presenteranno condizione di salute migliore a livello cardiovascolare.

La ricerca

Lo studio, eseguito a Pittsburg, negli Stati Uniti, ha analizzato circa 700 donne per un periodo di tempo lungo 11 anni. Queste donne che avevano una pressione arteriosa normale in gravidanza e che avevano allattato il loro bimbi per almeno 6 mesi avevano un sangue più fluido, presenza molto bassa di colesterolo cattivo e mostravano livelli di colesterolo buono (hdl) più alto. Cosa vuol dire questo? Che le loro arterie, in particolare l’arteria carotidea presentava uno spessore migliore e un livello di trigliceridi più basso. Questi valori che apportano benefici significativi all’intero sistema cardiocircolatorio non sono stati riscontrati nelle mamme che avevano sofferto di ipertensione arteriosa in gravidanza o che non avevano allattato i loro bambini.

Tutto merito dell’ossitocina

Secondo gli esperti il merito sarebbe tutto dell’ossitocina, ovvero dell’ormone chiave che ha il potere di abbassare la pressione arteriosa. L’ormone dell’amore infatti, oltre a contrastare lo stress e a creare buon umore permette, a livello meccanico, di ridurre la frequenza cardiaca.

Le statistiche parlano chiaro: le persone che hanno un battito superiore alle 70 pulsazioni al minuto hanno il 78% in più di probabilità di contrarre malattie cardiache. Inoltre, avere un battito troppo accelerato potrebbe essere sintomo di stress o di cattiva forma fisica.

Allattare contribuisce ad abbassare lo stress, proprio perché l’ossitocina prodotta durante l’allattamento abbassa i livelli di cortisolo nel sangue, cioè dell’ormone che causa lo stress e ci fa sentire meglio.

Altri benefici accertati

Dal punto di vista medico, esistono molti altri benefici per la mamma. Allattare riduce le probabilità di contrarre il tumore al seno e all’ovaio.

L’oncologo milanese Fedro Peccatori, direttore dell’Unità di trapianto allogenico all’Istituto europeo di oncologia di Milano, da anni si dedica anche alle problematiche legate a fertilità, gravidanza e allattamento dopo il tumore. “Uno dei maggiori benefici dell’allattamento al seno per la mamma  – spiega Peccatori sul sito dell’Airc– sta proprio nella riduzione del rischio di contrarre il cancro alla mammella e all’ovaio.

Per altri tipi di tumore non ci sono ancora dati disponibili ma per il tumore della mammella la letteratura parla chiaro. Il rischio diminuisce del 4,3 per cento per ogni anno di allattamento nelle donne che scelgono e possono allattare al seno rispetto a quelle che invece non allattano.

Ma è nel caso delle donne geneticamente predisposte alla malattia (quelle con mutazioni del gene BRCA1) che si osserva il guadagno maggiore: il rischio si dimezza nelle donne con mutazioni del gene (meno 45 per cento di casi tra chi ha allattato), mentre in quelle con familiarità per la patologia, cioè con altri casi di malattia in parenti strette ma senza una mutazione dimostrata, la riduzione arriva al 59 per cento.

Se vuoi approfondire la correlazione tra allattamento e diminuzione del rischio di contrarre il cancro leggi questo mio articolo dal titolo: Allattare, il mio scudo contro il cancro.

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di Annarita Carbone