Allattare in gravidanza. Si può?

Cosa accade alla mamma che allatta un bimbo e resta incinta? Quanti dubbi nella mente, quanti consigli contrastanti e fuorvianti. Come comportarsi? Quale sarà la scelta giusta?

Ci sono mille domande che affollano la mente di una bis mamma che si trova in questa situazione bellissima, nuova  ma carica di responsabilità e di apprensione.

A chi appoggiarsi? A chi chiedere informazioni? Sospendere l’allattamento creerà traumi al bimbo? Continuare  farà male al nascituro?

Sono tante le mamme che si trovano spiazzate davanti a tali decisioni.

Il bivio non ha indicazioni. Allora come fare? A chi rivolgersi? Cosa dice la casistica?

 

Le preoccupazioni più comuni

Le preoccupazioni sono principalmente legate alla gravidanza. Allattare in gravidanza potrebbe indure un travaglio pre-termine?

Non c’è alcuno studio che dimostri l’incompatibilità tra allattamento e gravidanza, come non esiste alcuno studio che dimostri una correlazione tra allattamento in gravidanza e travaglio.

Spesso si pensa che l’allattamento in gravidanza potrebbe indurre un travaglio pre termine. Queste affermazioni hanno un fondamento ma non sono provate scientificamente.

Questo pensiero è dato dal fatto che con la suzione il corpo della mamma produce ossitocina che viene rilasciata nel flusso sanguigno. Grazie a questo ormone, i tessuti del seno iniziano a contrarsi e a far uscire il latte attraverso il riflesso di emissione. Lo stesso ormone ordina ai tessuti dell’utero di contrarsi. Si tratta generalmente di contrazioni molto lievi che non sono percepite dalla mamma. Se la mamma è al termine della gravidanza, la stimolazione del capezzolo può essere un buon metodo per preparare la cervice o per accelerare il travaglio se questo è in corso.

Ecco perché molto spesso si pensa che con la suzione si possa indurre un travaglio pre termine.

Quello che non tutti sanno però è che quando si è in gravidanza, la stimolazione del capezzolo fa rilasciare meno ossitocina rispetto a quanto avverrebbe in una donna non incinta.

Molte mamme riferiscono che l’allattamento durante la gravidanza non ha pregiudicato la loro gestazione e non ha fatto male al nascituro. Tutt’altro. Uno studio condotto nel 1993 da Sherril Moscone ha dimostrato le 57 donne in gravidanza oggetto di studio non hanno risentito dell’allattamento in alcun modo. (fonte La Leche League Italia). Inoltre la maggior parte di queste madri, almeno il 93% non ha notato alcuna contrazione durante l’allattamento. E comunque qualora avvertite, si tratta di contrazioni simili a quelle di Braxon-Hics che non portano all’interruzione della gravidanza.

Dunque, la risposta alla domanda che ci siamo fatti : “L’allattamento in gravidanza potrebbe indurre un travaglio pre-termine?”, è sicuramente negativa.

 

Continuare al allattare potrebbe nuocere alla mamma?

La mamma avrà le risorse necessarie per riuscire a nutrire il bimbo che porta in grembo? Oppure il suo corpo risulterà affaticato dalla gravidanza e dall’allattamento in contemporanea?

La risposta è semplice.

Il corpo umano ha le risorse necessarie per riuscire a gestire con successo entrambe le situazioni. Allattamento e gravidanza sono due stati naturali che il corpo di una mamma riesce a sostenere brillantemente anche quando essi avvengono in contemporanea.

La cosa importante è sempre condurre una vita regolare, mangiare bene, riposarsi e osservare quelle piccole regole quotidiane che possono facilitare la vita della mamma in gravidanza, a prescindere dall’allattamento.

E’ del tutto normale che la donna in gravidanza sia stanca. Specie quando si tratta di una mamma alla seconda gravidanza che deve accudire un altro piccolo. Anzi, la mamma può utilizzare l’allattamento come momento di relax per far sdraiare il bambino più grande accanto a sé e riposarsi poppando.

Il peso del nascituro

Le ricerche condotte sull’allattamento in gravidanza nelle zone del mondo in cui le mamme sono mal nutrite e non fanno uso di integratori alimentari, mostrano che  l’aumento di peso della madre, del neonato e del fratello più grandi, possono essere minori rispetto a quelle mamme che svezzano i loro bimbi prima di una nuova gravidanza (almeno 6 mesi prima).

Questo però accade in paesi in cui per le mamme avere un normale pasto quotidiano può essere un’impresa.

Nei paesi occidentali e comunque in quelli in cui la malnutrizione non è all’ordine del giorno, non sono state rilevate significative differenze di peso tra i neonati partoriti da una mamma che ha allattato un altro bambino rispetto a quelle che avevano svezzato prima. (Fonte La Leche League – answer book – studio di  Merchant, condotto in Guatemala nel 1990)

Allattamento

Gli ormoni della gravidanza sono dannosi per il bimbo grandicello?

La mamma che allatta il suo bambino e che scopre di essere incinta, non deve preoccuparti di smettere perché teme che il bimbo possa ingerire gli ormoni della gravidanza.

Questo per due motivi: primo fra tutti, gli ormoni della gravidanza finiscono solo in minima parte nel latte materno. Secondo, questi ormoni non sono assolutamente nocivi per il bimbo.

Il latte materno è sempre benefico per il bambino. Anche quando la mamma è in gravidanza.

I benefici del latte materno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ormai decretato da tempo che è importante allattare i bambini in maniera esclusiva fino ai 6 mesi e poi fino ai 2 anni e oltre. Finché la mamma ed il bambino lo desiderano.

Se vuoi leggere la classificazione dell’allattamento al seno proposta dall’OMS clicca qui.

Statisticamente lo svezzamento  prima dei due anni accresce il rischio di malattie per il bambino. Se sei interessato ad approfondire questo studio e a leggere i dati scientifici clicca  qui .

Cosa dicono i medici?

Non ci sono delle linee guida specifiche in merito all’allattamento in gravidanza che indichino quando è il caso di smettere di allattare o quando si possa continuare ad allattare. La decisione spetta quindi alla mamma in persona.

Sul sito del Ministero della Salute si legge: “Nell’attuale contesto socio-culturale italiano in cui l’allattamento al seno viene protratto in maniera non esclusiva anche per molti mesi, i professionisti d’area sanitaria (in particolare ginecologi, ostetriche, infermieri, pediatri, consulenti in allattamento) possono essere chiamati ad esprimersi sull’opportunità di continuare l’allattamento al seno quando la donna resti gravida. Spesso in questi casi viene data l’indicazione di interrompere immediatamente l’allattamento al seno, ritenendo che la sovrapposizione di allattamento al seno e gravidanza possa avere un’influenza negativa sullo stato nutrizionale e sulla salute della donna, sul prodotto del concepimento e sul bambino allattato al seno”.

In un documento elaborato nel 2013 dalla SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale) e dal TAS (Tavolo tecnico interdisciplinare per la promozione dell’allattamento  al seno) si legge che “Per la maggior parte delle donne la coesistenza di gravidanza ed allattamento al seno risulti sicura per madre, embrione, feto e lattante”.

Il documento, pubblicato sul sito del Ministero della Salute  citato recita:

  • Non è documentato in letteratura un aumentato rischio di aborto.
  • In un paese industrializzato come l’Italia, nel quale le donne gravide sono generalmente sane e ben nutrite, non vi è un aumentato rischio di ritardo di crescita intrauterino (IUGR), né di malnutrizione materna.
  • E’ possibile che vi siano dei cambiamenti di composizione del latte materno e una minor crescita del bambino allattato al seno. Se da un lato queste conseguenze sono documentate per i paesi a risorse limitate, non è invece noto se questo valga anche per un paese come l’Italia. Va tuttavia sottolineato che un bambino che succhi al seno materno della propria madre gravida lo farà in maniera esclusiva per qualche mese soltanto, dal momento che subentrerà l’introduzione di cibi semisolidi e solidi nella dieta (alimentazione complementare) a partire dal 6° mese di vita.
  • Non è documentato che la suzione al seno collegata all’allattamento al seno possa determinare parto pre-termine per attivazione delle contrazioni uterine.
  • Bisogna tuttavia considerare che i consigli individuali possono differire e che i professionisti dell’area sanitaria potrebbero prudenzialmente scoraggiare la coesistenza di allattamento al seno e gravidanza in donne con uno stato nutrizionale subottimale (per esempio adolescenti, donne con malassorbimento), nel caso di grave IUGR, in donne con storia di aborti ricorrenti o di precedente prematurità, se la gravidanza è gemellare, se vi è una minaccia di parto pre-termine. Bisogna però essere consapevoli che il lecito consiglio individuale di interrompere l’allattamento al seno manca ancora di evidenze scientifiche.

Svezzare o non svezzare? Questo è il problema

Si tratta di una decisione veramente difficile nella quale la mamma deve tener presente varie situazioni: i propri sentimenti, quelli del bambino e anche la situazione familiare e sociale.

Molte mamme riferiscono di essere criticate dalle persone che le guardano mentre allattano con il pancione. E questo può creare disagio alla mamma che si sente giudicata, non compresa e sola.

A queste mamme posso dire di non preoccuparsi del giudizio altrui ma di concentrarsi su quanto di buono e salutare si sta facendo in quel momento per entrambe i bambini. Il più grande sta beneficiando ancora del latte materno che non è solo cibo ma è molto di più. Il piccolino sta già imparando a conoscere il fratellino e questo legame di allattamento in gravidanza che forse si trasformerà in tandem dopo il parto, darà i suoi frutti e faciliterà lo sviluppo di un rapporto sano ed equilibrato tra i due fratellini.

Ancora,  posso dire loro di informarsi sul fatto che non ci sono controindicazioni ad allattare in gravidanza, così come decretato già svariati anni fa dal Ministero della Salute.

Io allatto

Se il bimbo ha meno di un anno bisogna sempre controllare il suo peso. Durante la gravidanza infatti il latte potrebbe diminuire e la mamma deve accertarsi che il bimbo stia crescendo abbastanza.

Ed è proprio questa diminuzione del latte materno che, associata anche ad un possibile cambio di sapore del latte, potrebbe indurre il bambino grandicello a svezzarsi da solo.

Ma attenzione, non è detto che dopo la nascita del nuovo arrivato, il vostro primo figlio non ricominci a succhiare. Alcuni bambini lo fanno e anche in questo caso, non ci sono controindicazioni.

Il colostro prodotto dopo il parto e il latte per il nuovo bimbo potranno bastare a entrambi.

allattamento benefici

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi condividere con me e con le altre lettrici del blog la tua esperienza di mamma che sta allattando o che ha allattato in gravidanza, commenta sotto questo post. Potrai essere di aiuto ad altre mamme che si trovano nella tua stessa situazione.

Se non lo hai ancora fatto metti un Like alla mia pagina Facebook. Il mio blog, per la tipologia di temi che tratta, poco si presta alle pubblicità delle multinazionali che ruotano attorno al mondo delle mamme e dei neonati. Con il tuo Like potrai contribuire a far girare le mie inchieste e le mie idee.

di Annarita Carbone