Allattamento: preparazione e avvio. Una fase fondamentale.

Quante di noi hanno cercato di preparare il seno per allattare? Quanti medici o conoscenti ci hanno consigliato l’applicazione di un prodotto oleoso, di un gel o di uno scrub?

Al contrario di quanto spesso sentiamo in giro, non è necessario preparare il seno all’allattamento.

Acquistare prodotti, cospargersi di creme emollienti, strofinare il capezzolo per prepararlo alla suzione del bambino non serve a molto.

Giorni fa, durante uno degli incontri mensili per l’allattamento organizzati da La Leche League , ai quali partecipo sempre con grande entusiasmo trovando sostegno e conforto,   una mamma ha detto:

“La ginecologa mi ha consigliato di strofinare i seni con il guanto di crine, ogni giorno dopo la doccia” . Una pratica che, solo ad immaginarla, mi ha fatto venire la pelle d’oca.

Strofinare i capezzoli – spiegano dalla Leche League –  oltre ad irritare la pelle potrebbe comportare  la rimozione delle sostanze protettive che il  seno produce durante la gravidanza e nel periodo successivo.  Al contrario, può essere utile praticare dei massaggi delicati. Questo può aiutare a sentirsi più a proprio agio nel trattare il seno e si può rivelare utile  se ci sarà  in futuro la necessità di tirarsi il latte”.

Anche se l’allattamento al seno è una cosa naturale, sono molte le donne che riferiscono difficoltà ad allattare a causa del forte dolore al seno.

Io stessa, quando ero alla prima esperienza, ho avuto dolori ai capezzoli, dovuti ad un attacco scorretto del bambino. Ero inesperta e non ho avuto la fortuna di incontrare persone competenti che mi spiegassero bene come attaccare il bambino. Anche se avevo cercato di documentarmi il più possibile, anche se sentivo di essere informata sull’argomento, avevo bisogno di qualcuno che mi guidasse.

Le ostetriche dell’ospedale in cui ho partorito erano impegnate con problemi, a loro dire,  ben più gravi del mio dolore ai capezzoli.

“Provi con il biberon – mi disse una di loro. In questo momento non possiamo aiutarla”.

Io non volevo infilare quel pezzo di plastica nella bocca del mio bimbo ed ho insistito, imparando a mie spese che attaccare il neonato al seno fin dai primi istanti nel modo corretto è una delle cose più importanti.

Purtroppo ho avuto le ragadi. Quelle dolorose che ti fanno piangere dal dolore e che spesso spingono le mamme ad abbandonare l’allattamento. Io ero fortemente motivata e sono andata avanti. Ho resistito a furia di impacchi di acqua calda e lanolina pura.

Ogni volta, prima della poppata, iniziavo a tremare perché per i primi 2-3 minuti, il dolore era insopportabile. Una volta arrivata a casa afferrai il computer. Avevo già sentito parlare della Leche League e navigai sul loro sito per quasi tutta la notte. Mi misi in contatto con una delle loro  consulenti. Si chiamava Alice. Fu solo grazie a lei che continuai ad allattare. Con pochi e semplici gesti, il mio problema fu risolto e l’allattamento partì alla grande.

La posizione e l’attacco  corretto del bambino al seno contribuiscono a risolvere molti dei problemi iniziali. Visitare questo sito può servirti a trovare la posizione più comoda per allattare il tuo bambino.

 

Per ragadi e capezzoli doloranti clicca qui:

http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=108&Itemid=26

Per  mastiti o ingorghi mammari:

http://www.lllitalia.org/index.php?option=com_content&task=view&id=280&Itemid=26

 

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di Annarita Carbone