Allattamento al seno. Arriva il corso di formazione per i pediatri di famiglia

Io allatto

Pediatri di famiglia formati ed informati sull’allattamento. E’ lo scopo del tavolo di lavoro Unicef – FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) presentato al congresso nazionale di Roma 28-30 settembre 2017.

 

Un Tavolo di lavoro, un gruppo all’interno dell’Unicef che miri in maniera specifica alla formazione dei pediatri di famiglia. I primi a cui i genitori si rivolgono, i primi che possano aiutare e sostenere le mamme nel puerperio e nel percorso di allattamento.

Se ne è parlato al  Congresso della FIMP (Federazione Italiana di Medici Pediatri), una federazione che conta circa 7500 iscritti e racchiude perciò il 90% dei pediatri su tutto il territorio nazionale.

Allattamento

Quanti di questi pediatri sono effettivamente formati ed informati sull’allattamento?

Pochi a detta delle mamme che continuamente lamentano di aver ricevuto informazioni errate e fuorvianti in merito all’allattamento al seno.
Prescrizioni di latte artificiale,  consigli errati  sulla gestione dell’orario di allattamento (che dovrebbe essere a richiesta),  introduzione di frutta o piccoli spuntini tra il 4° e il 5° mese e poi consigli rivolti alla mamma su cosa mangiare e cosa evitare. E ancora tisane, camomille, acqua. Tutte cose somministrate al bambino con troppa leggerezza. In barba alle raccomandazioni dell’OMS che prevede l’allattamento al seno esclusivo per almeno i primi 6 mesi di vita del bambino e poi fino ai 2 anni e oltre.

Senza generalizzare troppo, per capire quanto i pediatri siano formati sul tema bisognerebbe guardare alle singole regioni e dare uno sguardo ai tassi di allattamento. Abbastanza alti in alcune, molto bassi in altre.  Secondo i dati Istat (anno 2013) su “Gravidanza, parto e allattamento al seno”, pubblicati a dicembre 2014, il numero medio di mesi di allattamento esclusivo è pari a 4,1: il valore più alto si registra nella Provincia autonoma di Trento (5,0) e quello più basso in Sicilia (3,5).

Il perché ce lo spiega Andrea Parri, il pediatra che si occupa delle politiche per l’allattamento e dei rapporti tra la FIMP e l’Unicef.
“Solo le regioni che hanno investito sulla formazione, come la Regione Toscana, hanno dei tassi di allattamento alti. La formazione non deve essere intesa solo come quella universitaria. Bisogna puntare sulla formazione dei pediatri che già operano da anni e che sono a contatto con le famiglie. Come? Non solo facendo formazione specifica,  ma anche evitando di portare in giro informazioni contrastanti, come per esempio il divezzamento precoce”.

Il corso FAD per i pediatri di famiglia

In merito alla formazione, la FIMP ha creato un corso di formazione a distanza, FAD realizzato secondo le indicazioni OMS. Un corso già somministrato ai pediatri di famiglia della Regione Toscana (che  a luglio e agosto scorso ne hanno usufruito) e che a brevissimo sarà somministrato a tutti i pediatri italiani, in maniera gratuita.

Il corso Fad è destinato prima di tutto ai pediatri di famiglia e  poi a tutti i dipendenti sanitari.

Gli autori del corso sono Anrea Parri, Chiara Toti,  Valdo Fiori e Monica Pierattelli.

Se sei interessato al corso FAD e vuoi scoprire tutti i dettagli, guarda la video intervista ad Andrea Parri..

 

I pediatri sono consapevoli di non essere preparati per sostenere le mamme nel percorso di allattamento?

Come mamma e come blogger impegnata su questo tema direi proprio di no. Molti medici pensano di essere in grado di sostenere le mamme e di aiutarle nel percorso di allattamento. Molti pensano di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie. In realtà non è così.

Da più parti arrivano le lamentele e anche le denunce di mamme che non solo non si sentono abbastanza supportate dai pediatri in merito all’allattamento al seno ma che denunciano proprio la mancanza di competenza in questo settore. E’ per questo che le mamme e le associazioni di categoria, gridano l’esigenza di avere pediatri informati e formati?

Non la pensa così  Giampiero Chiamenti, presidente FIMP,  secondo il quale la formazione dei pediatri  sul tema allattamento non sarebbe così carente. Sembrerebbe infatti che le indicazioni del pediatra vadano valutate all’interno di una visione più ampia. Cioè del contesto familiare e socio culturale della mamma. E che talvolta sarebbe proprio la mamma a spingere affinché il pediatra si comporti in un determinato modo.

E dichiara:  “Chi dice questo (che i pediatri non sono formati adeguatamente in merito all’allattamento – ndr), dice una bugia. Bisogna fare il pediatra di prima linea per  sapere quanti problemi ha la famiglia oggi nel poter sostenere la durata dell’allattamento al seno. Quindi la problematica non parte dall’azione del pediatra che responsabilizza i genitori, li incoraggia e quant’altro ma parte dal vissuto della famiglia e dai problemi della madre che o deve lavorare, o perché non ha fiducia in se stessa, o perché ha un rapporto difficile con l’allattamento,  alle volte fa delle pressioni talmente forti che noi ci facciamo coinvolgere in una dinamica relazionale che può arrivare all’accettazione di certi compromessi. Ma non è vero che parta dal pediatra. Bisognerebbe esserci nello studio per  capire queste dinamiche… Per noi arrivare fino a 6 mesi è un ottimo traguardo. Arrivare ad un anno sarebbe buona cosa. Se qualcuno vuole arrivar oltre, non credo che il pediatra disincentivi”.

Per ascoltare l’intervista  a Giampiero Chiamenti, presidente FIMP clicca su questo file.

Quanti pediatri conoscono il senso di questa spilletta?

Allattamento esclusivo

Durante il convegno ho chiesto un po’ in giro e nessuno dei medici presenti è stato in grado di darmi la spiegazione giusta e cioè che secondo i dettami OMS e Unicef, l’allattamento deve essere esclusivo per i primi 6 mesi di vita. Tutti mi hanno risposto: “Si deve allattare fino ai 6 mesi”. Cosa ben diversa.

La spilletta mi  è stata regalata proprio da Andrea Parri e scommetto che tutte le mamme che mi leggono, consulenti in allattamento e i pediatri formati sul tema non hanno fatto alcuna fatica a capirlo. Per dire la vostra commentate qui sotto.

 

Cosa può fare il Ministero della salute?

A seguito del lancio della mia campagna Caro dottore ti scrivo, con cui ho chiesto al Ministero della Salute di istituire la formazione obbligatoria per i pediatri sul tema allattamento, ho ricevuto tantissime testimonianze . A partire da Lucia, alla quale ho dedicato uno speciale blog post dal nome: Perché la mia pediatra non mi sostiene nell’allattamento a termine.

E poi anche tutte le altre mamme che mi hanno scritto. Alcune delle quali sono state citate in quest’altro post.

Se anche tu sei una mamma e hai ricevuto consigli errati e fuorvianti dal tuo c pediatra, scrivimi a questo indirizzo, annarita@telodicemamma.com e raccontami la tua storia.

Potrai così contribuire a far sapere al Ministero della Salute che le mamme hanno bisogno del supporto del pediatra. Hanno bisogno di un pediatra che abbia un’adeguata formazione in merito all’allattamento, hanno bisogno di essere sostenute ed indirizzate verso le figure professionali preposte, come le consulenti in allattamento volontarie o IBCLC.

Il Ministero della Salute già da diversi anni ha abbracciato le linee guida Oms sull’allattamento ed ha lanciato la campagna “Allattare al seno: un investimento per la vita” riconoscendo tutti i benefici di salute legati all’allattamento, sia di breve che di lungo periodo in termini di salute, di risparmio economico, di benefici ambientali e sociali.

Nonostante ciò, non si è ancora riusciti ad obbligare i pediatri ad informarsi concretamente e adeguatamente sul tema.

“La cosa ideale – continua Parri – sarebbe istituire l’obbligo per tutti i pediatri che iniziano a lavorare, di frequentare almeno il corso di 20 ore dell’Unicef. Una proposta questa che dovrebbe essere portata avanti a livello ministeriale.

“Istituire la formazione obbligatoria – spiega Giampiero Chiamenti, presidente FIMP, comporta la necessità di investimenti. Chi li fa gli investimenti?

Premio annuale allattamento al seno

Durante il convegno, Carla Fadda, giovane studentessa di medicina pediatrica dell’Università di Cagliari, con la sua tesi “Latte materno nel ritardo di crescita intrauterino. Differenze rispetto ai neonati di peso appropriato” ha ricevuto il premio annuale allattamento al seno. Una borsa di studio di mille euro ed una maglietta del MAMI.

Allattamento MAMI

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di Annarita Carbone