Allatta sul tram: “Signora si copra. Gli altri passeggeri potrebbero non gradire”

Allattamento

“Signora si copra. Alcuni passeggeri potrebbero non gradire il suo gesto”.

A parlare è l’autista di un tram che ha chiesto ad una giovane mamma, di coprirsi durante la corsa.

 E’ successo a Palermo il 9 maggio scorso.

La mamma, Giusy Tempesta, si trovava sul quel tram perché stava partecipando  alla sessione fotografica organizzata dall’AIFB (Associazione Italiana Fotografi di Bambini) e dal MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano) in occasione della festa della mamma per la campagna a favore dell’allattamento in luoghi pubblici.

E anche Palermo fa parte delle 13 città in cui, nella settimana dall’8 al 14 maggio, l’ AIFB ed il MAMI hanno organizzato delle speciali sessioni fotografiche gratuite con mamme che allattano i propri bimbi in contesti diversi e all’aperto, con autenticità e spontaneità, con lo scopo di promuovere l’allattamento in pubblico e di formare un archivio per future campagne di comunicazione.

Allattamento è...ovunquelodesideri

Il racconto della mamma

Giusy Tempesta, pochi giorni dopo,  ha raccontato la sua esperienza su facebook scatenando una reazione a catena che in pochissimi giorni ha coinvolto migliaia di mamme.

Sul suo profilo facebook, Giusy ha scritto: “Vi racconto la mia avventura odierna  ma sono certa che sia quello che accade quotidianamente in modi e tempi diversi a tutte o quasi le mamme che allattano.
Stamattina di buon mattino, con la mia bimba di due anni, mi reco con la fotografa Chiara per un giro in tram nella mia città: Palermo. Percorriamo un bel pezzo di strada in bus e poi un pezzo a piedi, incontriamo Chiara e insieme saliamo in tram.
La mia piccola si siede sulle mie gambe e mi chiede di essere allattata prima ancora che inizi la corsa e così assecondo il suo bisogno.

Dopo qualche minuto sale un abbronzato autista sulla quarantina e si avvicina a Chiara dicendole a bassa voce che sarebbe stato il caso che mi fossi coperta, magari con un lenzuolino. Non per lui, ma perché “non tutti sono d’accordo con questa cosa e magari potrebbe salire qualche persona poco raccomandabile” .Nel frattempo ho capito di cosa si parlasse. 
Chiara mi guarda, sorride.  e gli si spiega che siamo lì proprio per questo motivo , affinché una donna che allatta non debba vergognarsi di nutrire il proprio bambino e che quello che stavamo facendo rientrava nella sensibilizzazione su questo tema – Campagna MAMI –
A fine corsa testuali parole del conducente ” No, voi fate bene ma la vedo dura, non cambierà nulla.. la gente..”
So solo che se non ci fosse stata Chiara con me avrei vissuto questa esperienza in maniera meno edificante, e probabilmente avrei potuto decidere di non prendere più il Tram ad esempio”.

La Chiara a cui si riferisce è Chiara Caponnetto dell’associazione AIFB che ha spiegato: “Il paradosso è  che il motivo per cui quella mamma e quella bimba erano salite sul tram era proprio quello: fissare sulla carta immagini di normalità, di vita quotidiana, per sensibilizzare tutti quanti sul fatto che nutrire e coccolare i propri bambini non è ostentazione ed esibizionismo, e che l’unico commento che dovrebbe suscitare questo gesto è un sorriso di tenerezza.
Per madre natura e per la scienza non c’è nulla di più normale di un seno scoperto di una madre che allatta il proprio cucciolo. Eppure, in Italia, questo gesto maturale e salutare per la crescita dei piccoli, sembra non essere normale né tutelato da norme specifiche.

Poi, nonostante il grande progresso culturale a cui dovremmo essere giunti, si è arrivati ad “eccessi davvero eccessivi” come quello capitato anche a Giusy e a numerose mamme in Italia che dall’anno scorso sono balzate alla cronaca dei giornali insieme a numerose vip attaccate in modo aggressivo anche sui social”.

L’Azienda di Trasporto pubblico di Palermo è subito corsa ai ripari spiegando che l’intento dell’autista non era discriminatorio. Ed ha subito predisposto che sui Tram di Palermo fossero affissi adesivi della campagna “baby fiendly” promossa dal Comune di Palermo con su scritto. “Qui la mamma che allatta è la benvenuta”.

Allattamento è…ovunque lo desideri

Il MAMI fa sapere: “Attualmente in Italia non c’è alcuna legge che vieti l’allattamento in pubblico mentre, dal punto di vista della tutela, vi è soltanto un teorico incoraggiamento del Ministero della Sanità a sostenere l’allattamento in quanto salutare per i bambini. Purtroppo, però, gli aspetti pratici dimostrano un diffusissimo mercato di latti artificiali ed una diffusissima discriminazione che spinge le persone del bon ton a far andare le mamme che allattano in angoli lontani dagli occhi dei passanti o degli avventori”.

 

Da un recente sondaggio emerge che, in Italia, è il 31% delle donne a subire offese, discriminazioni e a sentirsi a disagio durante l’allattamento in pubblico ed è per questa ragione che è nata anche una petizione online  che le mamme hanno deciso di avviare riunite in un movimento informale denominato #ovunquelodesideri, sia per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa grave discriminazione, sia per chiedere all’organo legislativo italiano l’approvazione di norme specifiche che tutelino i piccoli e le mamme mentre allattano in luoghi pubblici.
Le associazioni MAMI, AIFB e il movimento “#ovunquelodesideri” auspicano che a partire dalle famiglie, fino ad arrivare alle comunità, ai luoghi di lavoro e di svago, alla scuola e alle istituzioni, si crei una coscienza che riconosce l’allattamento il modo normale di nutrire e accudire i bambini.
Invitiamo tutte le mamme a sentirsi libere, a non sentirsi mai fuori luogo, anche se la strada è ancora lunga per “normalizzare” ciò che fa parte della nostra fisiologia e anche del buon senso.

allattamento
Allattamento al mercato di Ballarò a Palermo

A  Giusy Tempesta ho chiesto quale fosse il suo stato d’animo dopo l’accaduto.

La sua risposta: “Io per prima ho preso coscienza troppo tardi dell’importanza di poter allattare ovunque e se tornassi indietro non vivrei i primi sei mesi praticamente agli arresti domiciliari, come ho fatto. Oggi ho una consapevolezza differente, e mi rendo conto che molte mamme  per paura di allattare fuori casa danno la formula, con il rischio poi di  compromettere l’allattamento”.

Cos’è che infastidisce le persone?

Quello che mi piacerebbe analizzare è capire cosa infastidisce le persone che vedono una mamma allattare.

Io stessa, diverse volte, sono stata invitata a non allattare in alcuni luoghi. Ad esempio all’asilo nido di mio figlio. Se vuoi leggere la mia esperienza clicca qui.

Diverse persone mi dicono che trovarsi di fronte alla mamma che scopre il seno per allattare le infastidisce. Altre paragonano l’allattamento ad un gesto intimo e personale da non fare in pubblico.

Allora io mi chiedo: Non si tratta di un fatto meramente  culturale? Forse per tanti, tantissimi, troppi anni siamo stati abituati a vedere bambini nutriti con il biberon. Forse le pubblicità, la gestualità, i riti giornalieri delle mamme sono ormai permeati da una cultura progressista e troppo incline a favorire l’espansione delle multinazionali del latte e dei biberon. Forse è questa la consuetudine ed è difficile cambiare l’immaginario collettivo. Forse i nostri avi non si facevano il problema perché le mamme non avevano alternativa e dovevano per forza allattare ovunque perché non esistevano biberon e non esistevano formule e nessuno si scandalizzava. Lo consideravano normale.

Voi cosa ne pensate?

 

Se ti è piaciuto questo articolo, forse potrebbero interessarti anche:

http://telodicemamma.com/allattare-a-lungo-a-tetta-alta/

http://telodicemamma.com/davvero-le-mamme-di-oggi-non-hanno-piu-latte/

 

Se non lo hai ancora fatto, metti Mi piace alla mia pagina Facebook. Il mio blog, per la tipologia di argomenti trattati, poco si presta alle pubblicità delle multinazionali che ruotano attorno alle mamme e ai neonati. Con il tuo Like potrai contribuire a far girare le mie inchieste e le mie idee.

 

di Annarita Carbone

 

 

Condividi