Allarme salmonella nel latte in polvere: 83 i paesi coinvolti. L’Italia avvia misure precauzionali.

L’allarme per i casi di latte in polvere contaminati da salmonella prodotti dalla Lactalis non riguarda più solo la Francia. 

Ora i Paesi coinvolti sono almeno 83. Lo ha confermato Emmanuel Besnier, amministratore delegato del gruppo lattiero-caseario che controlla anche Parmalat e Galbani, in un’intervista al settimanale Le Journal du Dimanche. “Dobbiamo misurare la portata di questa operazione”.

12 milioni di confezioni del prodotto per bambini sono state ritirate dal commercio.

Anche se le autorità francesi non hanno allertato sull’esistenza di lotti contaminati spediti in Italia, il ministero della Salute  ha avviato contatti con la Commissione europea e direttamente con le Autorità francesi per avere ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati. Ciò a titolo meramente precauzionale e cautelativo.

IBFAN Italia (Baby Food Action Network) chiede alle autorità italiane  di verificare se anche nel nostro Paese vi sia un rischio di contagio e quali provvedimenti sono stati presi sul tema per tutelare la salute dei bambini.

IBFAN Italia, Mami e le altre associazioni del settore hanno chiesto al ministero della Salute, come misura di protezione della salute dei lattanti, di obbligare tutte le ditte che commercializzano latte in polvere a standardizzare in etichetta e sui siti le istruzioni per la preparazione dello stesso.

Latte artificiale

“Le uniche istruzioni possibili, perché testate in termini di sicurezza – spiegano dall’Ibfan –  sono quelle di OMS e FAO. Le potete trovare seguendo questo link: e non quelle tutte diverse tra loro di quasi tutti i prodotti attualmente in commercio”.

IBFAN ricorda alle famiglie che la preparazione del latte artificiale deve essere rigorosa perché, per sua natura non si tratta di un prodotto sterile e possono sempre esserci delle contaminazioni intrinseche.

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Il pericolo è reale

“È già risultato ammalato un lattante in Spagna e c’è un caso sospetto in Grecia – continuano dall’Ibfan.

L’Oms stima circa 800.000 decessi di neonati all’anno per il consumo scorretto del latte in polvere e purtroppo, questa non pare più un’esclusiva dei paesi più poveri.

Ci sembra utile anche richiamare qui l’articolo 10 del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno che al comma 1 recita: “La qualità dei prodotti è requisito essenziale per la tutela della salute dei neonati e, pertanto, deve attenersi ad uno standard elevato”. E al comma 2: “Prodotti alimentari cui si applica il presente Codice, quando venduti o altrimenti distribuiti, devono attenersi agli standard raccomandati dalla Commissione per il “Codex Alimentarius” “.

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di Annarita Carbone